link aggiornato al documento

Valutazione quinquennale delle attività di ricerca (1999-2003) link aggiornato al documento

Bruxelles, 24.8.2005

COM(2005) 387 definitivo

 

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

in relazione alla valutazione quinquennale delle attività di ricerca (1999-2003) svolta da esperti indipendenti di alto livello

{SEC(2005) 1054}


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

in relazione alla valutazione quinquennale delle attività di ricerca (1999-2003) svolta da esperti indipendenti di alto livello

(Testo rilevante ai fini del SEE)

Nella seconda metà del 2004, un gruppo di esperti composto da 13 personalità di alto livello[1] ha effettuato la valutazione quinquennale delle attività di ricerca comunitarie (1999-2003), come previsto nelle decisioni concernenti il Sesto programma quadro[2]. Il gruppo ha realizzato una valutazione e un esame chiari ed autorevoli, a livello orizzontale, delle attività di ricerca comunitarie mediante un’attenta analisi, basata su riscontri obiettivi, dell’attuazione e delle realizzazioni delle attività passate e in corso. Conformemente alle decisioni concernenti il Sesto programma quadro, la Commissione comunica col presente documento le conclusioni di tale valutazione corredate delle sue osservazioni destinate al Parlamento europeo, al Consiglio, al Consiglio economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni.

La Commissione accoglie favorevolmente la valutazione quinquennale e le sue analisi, conclusioni e raccomandazioni.

Innanzi tutto la Commissione condivide il parere del gruppo di esperti circa la quattro principali sfide da affrontare: attirare e ricompensare i migliori talenti; creare un ambiente fortemente favorevole alla RST industriale; mobilitare risorse a favore dell’innovazione e della crescita sostenibile; creare fiducia nella scienza e nella tecnologia.

In secondo luogo prende atto della valutazione positiva dell’attuazione dei risultati e del valore aggiunto dei programmi quadro, in particolare per quanto riguarda il contributo alla base di conoscenze europee, il collegamento in rete dei ricercatori e la strutturazione del sistema di ricerca europeo.

Infine concorda in linea di massima con le raccomandazioni elaborate per migliorare la pertinenza e la qualità delle iniziative di ricerca e dei programmi in corso e futuri. Le proposte della Commissione concernenti il Settimo programma quadro, adottate il 6 aprile 2005, tengono pienamente conto di queste raccomandazioni. Anche nell’elaborazione del quadro legislativo della ricerca comunitaria, in particolare i programmi specifici e le regole di partecipazione e diffusione dei risultati, si terrà conto di tali raccomandazioni.

La relazione di valutazione è stata ampiamente diffusa, anche mediante il sito Europa[3], e presentata ed accolta favorevolmente dalle principali parti interessate, in particolare i comitati interessati e il gruppo di lavoro del Parlamento europeo e del Consiglio, il CREST e i comitati di programma.

La Commissione ringrazia vivamente il gruppo di valutazione quinquennale per le sue idee costruttive e il prezioso lavoro che ha svolto e continuerà certamente a svolgere per apportare un prezioso contributo alla ricerca comunitaria.

Il documento di lavoro dei servizi della Commissione {SEC(2005) 1054} contiene un’analisi e dei commenti più dettagliati per ogni singola raccomandazione.


ALLEGATO

Valutazione quinquennale

dei programmi di ricerca

dell’Unione europea

1999-2003

*

**

Composizione del gruppo di esperti

***

Sintesi

**

*


COMPOSIZIONE DEL GRUPPO di ESPERTI responsabili della VALUTAZIONE QUINQUENNALE 1999-2003

 

Dott. Ormala (Presidente)                                                                                                                                        Finlandia
Vicepresidente, politica tecnologica, Nokia Corporation

Prof. Nicholas Vonortas (Relatore)                                                                                                                  USA, Grecia
Professore e direttore del Center for International Science and Technology Policy e professore associato,
facoltà di economia, The George Washington University

Dott.ssa Ségolène Ayme                                                                                                                                              Francia
Direttore di ricerca, INSERM (Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale),
SC11 “Gene mapping and Clinical Research”; direttore di Orphanet

Dott. Lucija Čok                                                                                                                                                          Slovenia
Rettore, Università di Primorska, Ex Ministro dell’Istruzione, Ricerca e dello Sport

Prof. Dervilla Donnelly                                                                                                                                                 Irlanda
Presidente del Dublin Institute for Advanced Studies; professore emerito di chimica organica,
University College, Dublino

Dott.ssa Julia King                                                                                                                                             Regno Unito
Rettore, facoltà di ingegneria, Imperial College London

Prof. Christoph Mandl                                                                                                                                                 Austria
Facoltà di economia, commercio e informatica, Università di Vienna; direttore di Mandl,
Luethi & Partner

Prof. Frieder Meyer-Krahmer                                                                                                                                Germania
Direttore, Fraunhofer Institute for Systems and Innovation Research (ISI)

Prof.ssa Elzbieta H. Oleksy                                                                                                                                        Polonia
Rettore della facoltà di studi internazionali e politici, Università di Lodz; direttrice fondatrice del Women’s Studies Centre, Università di Lodz

Prof. Alexandre Quintanilha                                                                                                                                 Portogallo
Professore di biofisica, Università di Porto

Prof.ssa Nicoletta Stame                                                                                                                                                  Italia
Professoressa di sociologia, Università di Roma “La Sapienza”; Presidentessa della European Evaluation
Society
(EES)

Dott. Rolf Tarrach                                                                                                                                                        Spagna
Professore di fisica teorica all’Università di Barcellona - Dipart. ECM; Ex Presidente del consiglio della ricerca scientifica spagnolo

Prof. ssa Françoise Thys-Clement                                                                                                                              Belgio
Presidente del consiglio dell’ospedale Erasme; Professoressa e direttrice del Centre of Economics
of Education
presso l’ULB


SINTESI

L’attuale trattato sull’Unione europea stabilisce due obiettivi strategici fondamentali dei programmi quadro di ricerca europei: (i) il rafforzamento delle basi scientifiche e tecnologiche dell’industria per favorire lo sviluppo della sua competitività internazionale e (ii) il sostegno alle altre politiche dell’Unione europea.

La presente relazione, che costituisce la terza valutazione quinquennale dei programmi quadro di ricerca (Comunità europea, Euratom), esamina l’attuazione e i risultati dei programmi quadro nel periodo 1999-2003. Le raccomandazioni riguardano la parte rimanente del Sesto programma quadro, fino al 2006, e suggeriscono miglioramenti all’impostazione e agli orientamenti dei prossimi programmi quadro. Queste raccomandazioni sono destinate a fornire elementi di informazione adeguati per rafforzare la qualità, la pertinenza e l’impatto dei programmi quadro in corso e futuri.

La sfida

Nel periodo considerato dalla presente relazione, lo scenario politico europeo è cambiato notevolmente a seguito dell’introduzione degli obiettivi di Lisbona e Barcellona e l’istituzione dello Spazio europeo della ricerca (SER).

L’intero scenario economico e della ricerca europeo è in fase di trasformazione. A livello mondiale la concorrenza basata sulla conoscenza sta radicalmente trasformando l’ambiente in cui operano la ricerca europea e l’industria. L’Europa e il resto del mondo industrializzato non possono più considerare come acquisita la loro supremazia in campo tecnologico. L’Europa mantiene ancora una posizione di forza in alcune aree, grazie anche ad una manodoperaqualificata, ma la preoccupazione per il futuro nasce dalla rapida espansione della ricerca, dello sviluppo tecnologico e della dimostrazione (RST) dell’industria europea al di fuori del territorio europeo e dall’incapacità di attirare in Europa i migliori talenti dal mondo intero. La crescente disponibilità di conoscenze di elevata qualità in campo industriale, la creazione di ambienti favorevoli all’innovazione e l’accesso più agevole ai mercati extraeuropei contribuiscono alla graduale perdita di competitività dell’Europa.

L’Europa sta perdendo terreno rispetto ai suoi principali concorrenti. Le sue prestazioni, in termini di crescita, produttività e creazione di posti di lavoro non bastano a garantire la prosperità futura. Questi sviluppi e le sfide che comportano sono illustrati dettagliatamente in alcuni recenti rapporti, come quelli Sapir (2003) e Kok (2004). L’auspicio condiviso è che la ricerca, l’istruzione e l’innovazione siano poste al centro delle strategie elaborate per far fronte a tali sfide.

Le università e gli istituti di ricerca europei sono finora stati in grado di sviluppare e mantenere la base Europea delle conoscenze. In molto settori ciò avviene tuttora. Tuttavia, solo poche università europee sono riconosciute come leader mondiali e questo, almeno in parte, è dovuto alle risorse insufficienti oltre che alla natura frammentaria dello scenario Europeo della ricerca. Le università e gli istituti europei non hanno ancora affrontato adeguatamente la questione della concorrenza mondiale in materia di conoscenze e talenti.

In un’economia basata sulla conoscenza, l’innovazione dipende fortemente dalle reti di collaborazione costituite da centri di ricerca universitari e industriali. La visione convenzionale di un processo lineare di creazione, nel mondo accademico, di conoscenze che in seguito vengono rilevate e sfruttate dall’industria ha ceduto il passo a nuove pratiche di innovazione interattiva, agevolate da una partnership pubblica/privata, dalla condivisione delle conoscenze e dall’apprendimento reciproco.

Nel frattempo, i nuovi Stati membri attraversano una fase di transizione. Devono creare un ambiente favorevole per le imprese, ma nello stesso tempo promuovere le condizioni per costruire un’economia basata sulle conoscenze. Le riforme istituzionali e l’assegnazione di risorse sufficienti a favore della creazione e della condivisione delle conoscenze sono i due passi necessari per la costruzione di un futuro economico sostenibile. L’uso intelligente dei Fondi strutturali, in associazione con altri strumenti comunitari e nazionali, potrebbe offrire delle soluzioni a queste problematiche.

L’opinione pubblica europea comincia a manifestare preoccupazioni circa l’impatto sociale ed economico dei progressi scientifici e tecnologici, nonché le modalità con cui queste decisioni vengono prese. Su alcuni temi la carenza di un sostegno pubblico è chiaramente visibile. Il perseguimento di una leadership Europea in materia di scienza e tecnologia costituisce un obiettivo fondamentale per la prosperità futura, tale da dover essere affrontato sia a livello europeo che nazionale.

Per invertire queste tendenze, l’Europa – l’Unione europea insieme agli Stati membri – deve avviare azioni coordinate per conseguire i seguenti quattro obiettivi fondamentali:

·      attirare e ricompensare i migliori talenti;

·      creare un ambiente fortemente favorevole alla RST industriale;

·      mobilitare risorse a favore dell’innovazione e della crescita sostenibile;

·      creare fiducia nella scienza e nella tecnologia.

La proposta della Commissione circa un sostanziale aumento del bilancio destinato alla RST europea è un passo adeguato nella giusta direzione. Consente, infatti, di rafforzare significativamente la base di conoscenze e la competitività europee. Tuttavia può produrre risultati solo se questo aumento è accompagnato da un incremento degli stanziamenti di bilancio di RST degli Stati membri. I segnali sono chiari: l’Unione europea nell’insieme deve investire di più nella RST per rispondere adeguatamente a queste sfide.

Conclusioni della valutazione

Il gruppo di esperti è giunto alla conclusione che i programmi quadro di ricerca dell’Unione europea hanno svolto un ruolo fondamentale nella creazione della base di conoscenze europee nel periodo considerato (1999-2003). I programmi quadro hanno corretto alcune carenze presenti nello scenario della RST europea e hanno contribuito notevolmente a colmare il divario tra RST e innovazione. Il forte accento posto sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e sulle scienze della vita è stato, peraltro, fondamentale per il rafforzamento delle capacità europee. L’industria, le università e gli istituti di ricerca hanno manifestato un notevole interesse. I programmi quadro hanno contribuito notevolmente alla produzione e diffusione di nuove conoscenze e alla formazione e al rafforzamento di reti costituite da organizzazioni e da soggetti europei ma che includono anchesoggetti provenienti dagli Stati associati. Tutte le relazioni (comunitarie o nazionali) esaminate dal gruppo di esperti evidenziano puntualmente l’addizionalità e il valore aggiunto europeo significativi per i programmi quadro.

Nonostante i notevoli successi, tuttavia, i risultati dei programmi quadro sono stati meno rilevanti rispetto al contributo diretto ad innovazioni tali da consentire all’Europa il raggiungimento una posizione dominante sui mercati mondiali. Si è molto discusso su tali apparenti “debolezze”. Le valutazioni e gli studi di impatto, tuttavia, sono generalmente realizzati prima che si manifestino i principali impatti economici. Inoltre il programma quadro non si è mai posto come obiettivo prioritario la produzione di innovazioni specifiche, bensì il rafforzamento del sistema della ricerca europea nel suo insieme. Date le limitazioni di bilancio del programma – meno del cinque percento della spesa pubblica totale di RST nell’area comunitaria – il gruppo ritiene che i risultati conseguiti dal programma quadro in questo suo ruolo “strutturante” siano molto importanti.

Raccomandazioni del gruppo di esperti concernenti il programma quadro

Sulla base dell’esame illustrato dettagliatamente nella presente relazione, il gruppo di esperti ha formulato le seguenti raccomandazioni destinate a rafforzare l’interesse e l’impatto del programma quadro e ad aumentare la sua utilizzabilità.

1.           L’aspirazione per una politica della RST europea deve essere meglio articolata e si deve riflettere in maniera chiara nel programma quadro. Il programma quadro si avvantaggerebbe da una maggiore focalizzazione rispetto alle priorità generali e da una riduzione di specificità a livello di singolo programma.

2.           Il programma quadro dovrebbe in primo luogo favorire la leadership europea a livello mondiale nel campo della scienza e della tecnologia. Ciò presuppone eccellenza nella ricerca, programmi di ricerca a più lungo termine e una accentuazione più forte sull’innovazione radicale e la ricerca “a rischio” nei progetti finanziati dal programma.

3.           Occorre potenziare il ruolo dell’industria negli indirizzi e nella partecipazione al programma quadro. Ciò presuppone un rinnovato interesse dell'industria, e l’esercizio di un ruolo guida, per i programmi destinati a rafforzare l'innovazione e la competitività. In particolare, le PMI ad alta tecnologia dovrebbero essere messe nella condizione di trovare più interessante la partecipazione diretta.

4.           Per l’elaborazione e l’attuazione dei futuri programmi quadro è necessaria una definizione semplice ma consistentedi “valore aggiunto europeo”.

5.           La gestione del programma quadro dovrebbe essere semplificata. Si deve mirare alla semplificazione delle procedure di partecipazione, gestione e controllo finanziario dei progetti. Occorre perfezionare le procedure, istituendo ad esempio gruppi di esperti permanenti in alcune aree tematiche prioritarie o realizzando azioni legate al processo di valutazione per l’intera durata del programma.

6.           La scelta degli strumenti dovrebbe essere più flessibile per rispettare le caratteristiche particolari dei progetti di RST finanziati. I nuovi strumenti dovrebbero essere mantenuti nel prossimo programma quadro, se non altro ai fini della continuità. I proponenti dei progetti di ricerca dovrebbero poter scegliere gli strumenti più adeguati.

7.           I programmi concernenti le risorse umane e la mobilità dovrebbero essere ampliati sia in termini di portata che di dimensioni. Ai fini di un maggiore impatto, si dovrebbero favorire collegamenti con programmi nazionali o regionali. L’impostazione del programma deve suscitare l’interesse dell’industria alla partecipazione. Occorre porre maggiormente l’accento sulla mobilità tra i settori pubblico e privato e da e versoi paesi terzi.

8.           Il programma quadro deve continuare ad affrontare il tem della fiducia e della legittimazione della scienza e della tecnologia in Europa. Le questioni legate alla scienza e alla società devono essere oggetto di un programma separato, pur facendo parte di tutti gli altri programmi. È necessaria un’iniziativa sia a livello comunitario sia a livello dei singoli Stati membri.

9.           La Commissione dovrebbe avviare una consultazione dei principali soggetti interessati al fine di perfezionare le regole in materia di diritti di proprietà intellettuale (DPI) nell’ambito dei programmi quadro. Tuttavia, i principi fondamentali che regolano i DPI nel programma quadro sembrano corretti.

10.         La valutazione del programma quadro dovrebbe essere approfondita e sistematica e rispecchiare la nuova visione della natura interattiva dell’innovazione. La valutazione dovrebbe inoltre riguardare l’impatto strutturale del programma quadro sullo scenario europeo economico e della ricerca.

Prospettive future – Condizioni di contesto

Le sfide della politica europea di ricerca e innovazione possono essere affrontate solo mediante una strategia sistemica che rispecchi la natura interattiva dell’innovazione e la complessità del sistema europeo dell’innovazione. La politica di RST dovrebbe essere coordinata con altre politiche socioeconomiche che condizionano l’ambiente europeo dell’innovazione. Si tratta delle politiche concernenti la competitività, la tutela della proprietà intellettuale, la concorrenza, gli aiuti di Stato, le risorse umane, l’istruzione, le questioni di genere e l’etica. Le politiche riguardanti la domanda, in particolare gli appalti pubblici per i beni riguardanti la RST e l’innovazione e le relative norme e regolazioni, sono destinate altresì a svolgere un ruolo fondamentale nella promozione dell’innovazione e della ricerca e nello sviluppo di mercati guida. Il gruppo di esperti invita la Commissione a (i) definire con maggior precisione la questione del contributo dei programmi quadro al più ampio processo dell’elaborazione delle politiche dell’Unione europea; (ii) studiare le modalità per potenziare lo sviluppo di tecnologie mediante azioni orientate sulla domanda; e (iii) intensificare, in collaborazione con gli Stati membri, gli sforzi per formare un numero più elevato di ricercatori e per stabilizzarli, rendendo le carriere nella ricerca scientifica più attraenti.

Il gruppo si pronuncia a favore di una rapida attuazione del brevetto europeo con il requisito della lingua unica. La brevettabilità delle invenzioni realizzate mediante strumenti informatici e degli organismi geneticamente modificati deve essere rapidamente risolta. Un’adeguata protezione della proprietà intellettuale, realizzata in tempi brevi, costituisce un elemento essenziale a favore dell’innovazione e degli investimenti nella RST.

Le regole comunitarie sugli aiuti di Stato sono in fase di revisione. Le reti di RST, che coinvolgono imprese di tutte le dimensioni e le università, e la nuova concezione della natura interattiva dell’innovazione mettono a dura prova le tradizionali regole di finanziamento. Si dovranno riesaminare le regole che limitano il finanziamento pubblico alla RST precompetitiva e definiscono il livello di finanziamento in funzione del beneficiario. Lo sviluppo dell’Europa non dovrebbe essere ostacolato dall’applicazione di regole più severe di quelle applicate dai suoi principali concorrenti.

Infine, sulla base degli elementi esaminati, il gruppo di esperti elabora una serie di raccomandazioni per la futura politica di ricerca dell’Unione europea:

(1)               Il processodel SER deve proseguire. Occorre rafforzare la coerenza tra le politiche scientifiche e di innovazione nazionali e i programmi quadro. Il programma quadro dovrebbe riguardare attività di RST ad elevato valore europeo, con una specifica attenzione per essere efficaci a livello locale e attuate a livello nazionale e regionale. Il gruppo approva le azioni proposte nella comunicazione della Commissione sulla futura politica di ricerca dell’Unione europea. Le azioni devono essere adeguatamente progettate per creare contesti di ricerca europei di elevata qualità e competitivi a livello internazionale e per consentire all’Europa di reagire adeguatamente di fronte alle importanti sfide identificate precedentemente.

(2)               L’Europa deve impegnarsi per un'integrazione ottimale dei nuovi Stati membri. Per valorizzare adeguatamente il prezioso potenziale umano ed economico di questi paesi è indispensabile coinvolgerli in tutte le politiche e gli strumenti dell’UE al fine di costruire un’Europa più coesa e competitiva, nell'ambito dello sviluppo sostenibile. I programmi quadro dovrebbero favorire l’accelerazione del processo di integrazione.

(3)               Il gruppo sostiene la creazione di un Consiglio europeo della ricerca che dovrebbe beneficiare di risorse sufficienti per rafforzare la base scientifica europea, promuovere l’eccellenza scientifica, essere economicamente efficiente e favorire lo sviluppo di un contesto di ricerca di eccellenza mondiale. Particolare sostegno dovrebbe essere concesso ai settori scientifici suscettibili di esercitare un impatto a lungo termine sulla competitività e l’innovazione.

(4)               Il gruppo condivide l’idea di creare un numero ristretto di “piattaforme tecnologiche” al fine di consentire all’Europa di svolgere un ruolo guida in importanti settori tecnologici emergenti, aumentando nel contempo gli investimenti privati nella RST. Questi programmi collaborativi di ampia portata dovrebbero essere guidati dal settore industriale, con una partnership pubblica/privata sia per il finanziamento che per l’esecuzione. Essi dovrebbero coinvolgere istituzioni accademiche, piccole e grandi imprese e, spesso, partecipanti di paesi terzi. Per poter conseguire un considerevole impatto, sarà necessario gestire in modo ottimale le risorse “comuni” provenienti dal programma quadro, dalle fonti nazionali e dall’industria.



[1]               Cfr. l’elenco degli esperti in allegato.

[2]               Decisione n. 1513/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, GU L 232 del 29.8.2002, e decisione n. 2002/668/Euratom del Consiglio, GU L 232 del 29.8.2002.