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Relazione sull’attuazione e la valutazione delle attività comunitarie 2002-2003 a favore dei consumatori nell’ambito del quadro generale definito dalla decisione 283/1999

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE

Bruxelles, 16.9.2005

COM(2005)432 definitivo

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RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E
AL CONSIGLIO

sull’attuazione e la valutazione delle attività comunitarie 2002-2003 a favore dei consumatori nell’ambito del quadro generale definito dalla decisione 283/1999/CE



RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E
AL CONSIGLIO

sull’attuazione e la valutazione delle attività comunitarie 2002-2003 a favore dei consumatori nell’ambito del quadro generale definito dalla decisione 283/1999/CE

(Testo rilevante ai fini dell’SEE)

1.           Introduzione

La decisione 283/1999/CE del 25 gennaio 1999 stabilisce un “quadro generale per le attività volte a promuovere gli interessi dei consumatori e a garantire loro un livello elevato di tutela 1999-2003”[1]. La presente relazione espone sinteticamente i dati relativi alla sua attuazione nel 2002/2003 dal momento che, per motivi di efficacia amministrativa, gli obblighi in materia di presentazione di relazioni previsti da tale decisione sono adempiuti ogni due anni. La presente relazione contiene i risultati delle valutazioni di un certo numero di azioni realizzate nel 2004 al fine di dare informazioni supplementari sull’efficacia e sull’efficienza di tali azioni[2]. Gli stanziamenti d’impegno (compreso il contributo dei paesi dell’EFTA) ammontavano a un totale di 22,5 milioni di euro per il 2002 e a 23 milioni di euro per il 2003. Più del 95% degli stanziamenti sono stati utilizzati nel 2002[3] e più del 99% nel 2003 (vedi allegato).

2.           Protezione della salute e della sicurezza dei consumatori

Le spese nel settore della consulenza scientifica riguardano le indennità destinate ai comitati scientifici[4] e le spese per la realizzazione di studi scientifici preparatori. Nel 2002/2003 si è avuto un totale di 540 riunioni (gruppi di lavoro e sessioni plenarie) che hanno adottato 381 relazioni e pareri scientifici[5], per un costo di circa 1,7 milioni di euro.

L’Ufficio alimentare e veterinario (UAV) effettua ispezioni in loco dei sistemi di controllo nazionali nei settori alimentare, veterinario e fitosanitario posti in essere negli Stati membri e nei paesi terzi che esportano nell’Unione europea. Le spese impegnate a titolo della partecipazione di esperti nazionali alle ispezioni dell’UAV hanno raggiunto l’importo di € 475.000. La creazione e la manutenzione di un sistema informatico per la programmazione, la pianificazione, la gestione e il controllo delle ispezioni dell’UAV sono costate € 112.880[6].

È necessario disporre di dati sull’esposizione a sostanze chimiche per valutare i rischi potenziali dei prodotti di consumo. Il “Sistema d'informazione europeo sui rischi connessi alle sostanze chimiche emesse da prodotti e articoli di consumo” e i progetti “CHEMTest” mettono a punto metodi e strumenti per realizzare tali valutazioni, tenendo conto del tipo di prodotto, dell’utilizzazione specifica che ne è fatta, del sottogruppo di consumatori interessato, della durata di utilizzazione del prodotto, del tipo di contatto, ecc.[7] Le spese sono state di circa 3 milioni di €, comprese quelle destinate a studi sulla percezione che i consumatori hanno dei rischi connessi alle sostanze chimiche.

Era stato previsto un importo di € 200.000 per l’assistenza tecnica fornita in occasione della valutazione dei rischi effettuata sulla base della notifica di prodotti pericolosi attraverso il sistema RAPEX. Tale importo è servito a finanziare la valutazione dell’esposizione dei consumatori ai composti organostannici, l’analisi delle norme di sicurezza delle scale e la valutazione tecnica di una penna a sfera che avrebbe provocato un incidente mortale.

Il Centro comune di ricerca della Comunità (CCR) ha valutato e validato metodi di rilevamento delle ESB/EST (€ 400.0000). Le spese relative alla vigilanza successiva alla commercializzazione di generi alimentari e alimenti per animali geneticamente modificati, alla messa a punto di metodi di individuazione e di campionamento, all'assistenza scientifica fornita in occasione di negoziati internazionali e di una conferenza del CCR sugli OGM (organismi geneticamente modificati) e la percezione dei rischi sono state di circa 1 milione di euro. La messa a punto di metodi di individuazione del semicarbazide negli alimenti e di indicatori adeguati relativi all’utilizzazione legale di nitrofurazone nei prodotti di origine animale è costata € 774.225. Una prova interlaboratorio e la validazione dei metodi di individuazione delle micotossine nei prodotti alimentari e negli alimenti degli animali sono state realizzate al fine di garantire che il rispetto dei futuri limiti legali potesse essere correttamente verificato (€ 450.000).

Un importo di € 416.000 è stato destinato ai lavori preparatori di un laboratorio comunitario di riferimento sui metodi di analisi da applicare nel quadro dell’autorizzazione alla commercializzazione di additivi destinati all’alimentazione animale[8]. Una valutazione della capacità dei labortori dell'Unione europea a classificare e a individuare i campioni di alimenti per animali contenenti proteine animali trasformate è cos’ata € 53.000. I risultati[9] di questa valutazione sono stati presi in considerazione al momento dell’elaborazione della direttiva 2003/126/CE della Commissione. Il CCR ha d’altro canto avviato ricerche per stabilire se esista un collegamento tra l’utilizzazione di tinture permanenti per capelli e il cancro della vescica (€ 920.000).

Il sistema di scambio rapido di informazioni (RAPEX) consente di scambiare rapidamente con le autorità nazionali dati riguardanti prodotti suscettibili di presentare un rischio immediato per la salute dei consumatori. I lavori relativi alla creazione di un nuovo sistema di scambio d’informazioni, per i generi alimentari e i prodotti non alimentari, si sono conclusi nel 2002/2003[10]. I costi relativi al sistema esistente e al nuovo sistema sono stati di circa € 700.000, compresi i costi di formazione dei funzionari degli Stati membri.

Sono stati messi a punto orientamenti comprendenti i criteri di notifica e una procedura e un formulario normalizzati per aiutare i produttori e i distributori a dichiarare i prodotti pericolosi conformemente alla direttiva relativa alla sicurezza generale dei prodotti. È stata effettuata una prova mirante a garantire la loro utilizzazione coerente in tutta l’Unione (€ 60.000). Sono state avviate numerose inchieste (1.5 milioni di euro) per sapere come i consumatori utilizzano e comprendono le informazioni di sicurezza, le istruzioni e i simboli di avvertimenti apposti dai fabbricanti sui prodotti più comunemente coinvolti in incidenti per i consumatori. I loro risultati serviranno a stabilire le priorità in materia di miglioramento dei requisiti applicabili in materia di etichettatura di sicurezza.

È stato effettuato uno studio (€ 194.060) per determinare il modo più economico di realizzare un sistema europeo per la raccolta d’informazioni sugli incidenti e sui rischi collegati ai servizi. L’efficacia delle misure di prevenzione degli incidenti applicate nelle fiere e nei parchi di attrazione è stata soggetta a valutazione (€96.500). Le competenze tecniche sono state utilizzate anche per raccogliere dati sui rischi presentati da sport e attività del tempo libero potenzialmente pericolosi. Il risultato (€ 44.460) ha confermato la carenza di conoscenze in merito ai danni fisici connessi ai servizi ai consumatori e l’esigenza di un’azione comunitaria[11]. Una valutazione degli orientamenti tecnici allegati alla raccomandazione 86/666/CEE concernente la sicurezza antincendio degli alberghi è sfociata sull’elaborazione di proposte di revisione di tali orientamenti. Si è fatto ricorso a servizi di assistenza tecnica per aggiornare l’inventario delle misure nazionali che disciplinano la sicurezza antincendio degli alberghi[12]. Il costo totale è stato di € 120.000.

La direttiva 96/23/CE[13] sui residui negli animali vivi e nei loro prodotti prevede l’elaborazione di una relazione annuale di controllo. È stata creata una base di dati per la presentazione dei dati nazionali sul prelievo di campioni e l’esame dei residui (€ 99.884) al fine di migliorare tale relazione. Una relazione elaborata in vista della revisione del regolamento 258/97/CE[14] relativo ai nuovi alimenti è costata € 10.000. Una base di dati sugli additivi alimentari è stata creata per un costo di € 39.730[15].

3.           Protezione degli interessi economici dei consumatori

Una base di dati sulle clausole abusive nei contratti[16] è pubblicata al fine di rendere facilmente accessibile la giurisprudenza concernente i diritti dei consumatori[17]. La raccolta e l’analisi dei dati necessari e il supporto IT di questo progetto hanno avuto un costo di € 902.689. Una valutazione (avente un costo di € 150.000) dell’applicazione negli Stati membri della direttiva 98/6/CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di indicazione dei prezzi è stata realizzata in vista dell’elaborazione di una relazione destinata al Consiglio e al Parlamento europeo[18]. Le spese relative alla creazione di uno strumento elettronico di scambio rapido d’informazioni sulle prassi commerciali ingannevoli nel quadro della rete internazionale di controllo e di protezione dei consumatori sono ammontate a €79.515.

Un’inchiesta sulle spese dei pagamenti transfrontalieri percepite dai servizi bancari nell'Unione europea, effettuata a fini di controllo del rispetto della direttiva 97/5/CE[19], ha mostrato che le commissioni e le spese di bonifico diminuiscono, ma che molte banche non rispettano gli obblighi in materia d’informazione dei consumatori (€ 550.000). Un’inchiesta realizzata presso istituti di credito ipotecario sull’adozione e l’efficacia di un codice di condotta volontario relativo all’informazione precontrattuale concernente i mutui per la casa di abitazione ha rivelato che tale codice era poco rispettato[20] (€ 370.172).

Nel 2003 è stato effettuato un sondaggio sull’atteggiamento dei consumatori nei confronti dell’accesso alla giustizia (€ 441.772). I risultati di questo sondaggio dimostrano che la maggior parte dei consumatori non hanno mai problemi con i prodotti e i servizi che acquistano. La conoscenza dei meccanismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie varia enormemente da un paese all'altro[21]. Un gruppo di lavoro ha esaminato i criteri di notifica e l’applicazione delle raccomandazioni 98/275/CE e 2001/310/CE della Commissione relative alla risoluzione extragiudiziale delle controversie (€ 25.950).

La rete extragiudiziale europea (EEJ-Net) facilita l’accesso agli organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie. Sono stati creati centri d’informazione e di assistenza nazionali in 15 Stati membri, in Norvegia e in Islanda, e ciò ha rappresentato un costo di quasi 2 milioni di euro. Dalla valutazione della rete (€159.500) risulta che esistono buone ragioni per continuare a sostenere finanziariamente tale struttura, ma che i suoi obiettivi dovrebbero essere definiti in modo più chiaro. Nel giugno 2003 è stato trovato un accordo a favore della fusione della rete EEJ e della rete dei centri europei dei consumatori. Risulta da una valutazione delle incidenze di bilancio di una fusione che la creazione di una rete di “sportelli unici” recherà vantaggio ai consumatori e consentirà di realizzare economie di scala, mentre l’attribuzione delle risorse dovrebbe essere basata sui bisogni e sulle attività. I lavori di creazione di un sistema comune di trattamento dei casi accessibili via Internet sono iniziati nel dicembre 2003 (€ 103.000).

Le spese relative alle inchieste destinate all’atteggiamento dei consumatori nei confronti dei servizi finanziari sono state di € 1.168.068. I risultati[22] di tali inchieste dimostrano che i consumatori si sentono relativamente impotenti e sono preoccupati per il rispetto dei loro diritti. Le inchieste qualitative hanno confermato che l’offerta e la domanda transfrontaliere di servizi finanziari rimangono molto rare. Un’inchiesta sull’euro (€ 500.00) ha confermato che i consumatori non hanno difficoltà ad utilizzare l'euro, ma evidenzia anche il fatto che ad esso viene in generale attribuita una certa inflazione[23]. I prodotti semplificati o standardizzati nel settore dei servizi finanziari sono stati oggetto di un inventario e di un’analisi il cui costo è stato di € 418.920[24]. Risulta da un inventario (€ 150.000) delle misure nazionali volte a risolvere i problemi di eccessivo indebitamento dei consumatori che il margine di manovra dell’Unione europea è limitato e che i casi di indebitamento eccessivo transfrontaliero sono rari.

Un importo di circa 1 milione di euro è stato destinato alla preparazione di proposte legislative concernenti le prassi commerciali sleali e la cooperazione in materia di amministrazione e di applicazione della legislazione comunitaria relativa alla tutela dei consumatori. Tali lavori preparatori si sono concentrati sulla realizzazione di un’analisi comparativa delle legislazioni nazionali concernenti le prassi commerciali sleali, di un’analisi d’impatto ex ante delle possibilità di armonizzazione di tali legislazioni e di inchiesta sull’atteggiamento dei consumatori e delle imprese nei confronti del commercio transfrontaliero. Parti interessate ed esperti nazionali si sono riuniti per esaminare i principali aspetti delle proposte elaborate[25]. Le iniziative della presidenza greca riguardanti le esperienze nazionali in materia di applicazione transfrontaliera delle regole di protezione dei consumatori sono state finanziate. È stato realizzato un sondaggio d’opinione (€ 464.482) volto a determinare in quale misura i consumatori hanno fiducia nel commercio transfrontaliero[26]. È stato necessario un importo di € 379.400 per mettere a punto indici di soddisfazione dei consumatori destinati a facilitare l’elaborazione delle politiche comunitarie di protezione dei consumatori, al fine di consentire la realizzazione di confronti significativi della soddisfazione dei consumatori nei confronti di prodotti e servizi tra i settori, tra gli Stati membri e nel corso del tempo. Un contributo di € 173.835 è stato concesso per la realizzazione di uno studio sui prezzi dei beni di consumo nel mercato interno[27]. Un’analisi d’impatto del piano d'azione per la politica dei consumatori 1999-2001 (€ 115.000) ha fornito dati utili nel quadro dell’elaborazione delle politiche.

Nel 2003 è stata effettuata un’inchiesta per stabilire in quale misura i consumatori hanno fiducia nel commercio elettronico e nei marchi di fiducia nell’ambito di tale commercio (€ 381.416)[28]. Un importo supplementare di € 145.400 è servito a finanziare l’analisi dell’utilizzazione dei marchi di fiducia nel commercio elettronico e i loro criteri di successo. Contributi finanziari sono stati versati alla presidenza irlandese per l’organizzazione di una conferenza sulla fiducia on-line dei consumatori e alla presidenza italiana per l’organizzazione di una conferenza sulle prospettive della politica dei consumatori.

Alcuni sondaggi vertenti sull’opinione dei consumatori nei confronti dei servizi d’interesse generale sono stati realizzati 2002/2003 e si propongono di misurare la soddisfazione dei consumatori in materia di accesso, di prezzo, di qualità, di informazioni, di condizioni generali dei contratti e di reclami riguardanti un certo numero di servizi, in particolare la telefonia fissa e mobile, la distribuzione dell’elettricità, del gas e dell’acqua, i servizi postali, i servizi dei trasporti urbani e i servizi dei trasporti ferroviari. Questi sondaggi hanno avuto un costo totale di €444.084. Uno studio qualitativo effettuato nel 2003 (avente un costo di € 690.567) ha contribuito ad approfondire la questione[29].

Gli importi destinati alle iniziative adottate nel settore del diritto dei contratti (studi, gruppi di lavoro) sono stati di € 266.000[30].

Sono state commissionate alcune relazioni sulla presa in considerazione degli interessi dei consumatori nel quadro della revisione del regolamento relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese e degli orientamenti sulle fusioni orizzontali, nonché sulla riforma della politica agricola comune e sugli interessi dei consumatori[31].

4.           Educazione e informazione

Il sito web[32] dedicato alla politica della salute dei consumatori è stato modernizzato nel 2002/2003. Il numero di visitatori del sito ha raggiunto nell’ottobre 2003 i 2.774.321. Un’inchiesta realizzata presso alcuni visitatori ha evidenziato che il sito raccoglieva un elevato livello di soddisfazione. Il numero di abbonati al servizio d’informazione quotidiano tramite posta elettronica (What’s New) è aumentato del 50% nel corso dei due anni in questione. La rete d’informazione Consumer Voice[33] è stata inviata regolarmente a più di 10.000 abbonati. Le spese totali riguardanti l’assistenza tecnica al sito Internet, alla posta elettronica e alla lettera d'informazione sono state di circa 1 milione di euro. Un importo supplementare € 72.500 è stato destinato alle pubblicazioni stampate.

Le campagne nazionali di educazione sulla sicurezza alimentare sono state completate alla fine del 2002. La loro valutazione (€ 200.000) ha rivelato che la maggior parte delle campagne rispondevano a bisogni nazionali e risultavano efficaci sul piano dei risultati, ma non contribuivano a sensibilizzare l’opinione pubblica alle questioni di sicurezza alimentare né a stimolare il dibattito pubblico. Tale situazione si spiega in gran parte con le ristrettezze di bilancio e la mancanza di obiettivi quantificati. Il materiale di formazione “L'euro facile” per i consumatori più deboli è stato oggetto di una valutazione positiva dal punto di vista della strategia, della progettazione e della distribuzione[34].

Un valutazione della legislazione europea relativa all’etichettatura dei prodotti alimentari e ai bisogni e alle rivendicazioni dei consumatori in materia di etichettatura dei prodotti alimentari e d’informazione in materia è stata effettuata al fine di determinare se fosse necessario procedere ad adeguamenti legislativi o di altro genere (€ 140.000)[35].

Il concorso europeo del giovane consumatore, organizzato nel (€ 574.500) è stato sostituito nel 2003 dalla produzione e dalla distribuzione nelle scuole secondarie di 560.000 esemplari di un giornale del consumatore europeo, un'agenda scolastica contenente informazioni sui diritti dei consumatori. Il costo di quest’azione è di circa € 1.250.000. Lo sviluppo di strumenti educativi interattivi on-line (€ 825.000) deve consentire di disporre del materiale educativo sui diritti dei consumatori necessario per i corsi di istruzione destinati agli adulti.

La rete dei centri europei dei consumatori comprende 15 centri in 13 Stati membri[36]. Tali centri informano i consumatori e li aiutano a presentare reclami transfrontalieri. Il contributo comunitario alla rete si è avvicinato ai 5 milioni di euro nel 2002/2003. Da una valutazione della rete effettuata nel 2003 (€ 184.405) è risultato che meno della metà dei reclami aveva veramente un carattere transfrontaliero. Vi si raccomandava di chiarire gli obiettivi e di orientare esclusivamente l’azione verso i problemi transfrontalieri aventi una chiara dimensione europea. Il finanziamento dovrebbe dipendere ulteriormente dai risultati e dalla domanda. Una fusione con la rete EEJ migliorerà l’efficacia del servizio e il rapporto costo-efficacia.

I seminari di lavoro che hanno riunito gli esperti delle associazioni dei consumatori specializzati negli aspetti di tutela dei consumatori della legislazione europea per i prodotti chimici[37] hanno avuto un costo di € 85.915. Il personale delle associazioni dei consumatori ha seguito una formazione (gestione, relazioni pubbliche/lobbying e legislazione europea riguardante i consumatori) al fine di migliorare le loro capacità organizzative (€280.223). Circa € 160.000 sono stati destinati a una base di dati che agevola le comunicazioni con e tra le organizzazioni dei consumatori e al cofinanziamento di seminari riguardanti la rappresentanza dei consumatori, organizzati dalla presidenza spagnola.

5.           Organizzazioni europee di consumatori

Sovvenzioni di funzionamento sono state attribuite nel 2003 e nel 2004[38] all’Associazione europea per il coordinamento della rappresentanza dei consumatori nella standardizzazione (ANEC) e all’Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (BEUC). L’Associazione europea dei consumatori (AEC) ha ricevuto un aiuto nel 2002, ma non è riuscita a diventare una valida rappresentanza degli interessi dei consumatori a livello europeo.

6.           Progetti specifici

In totale 44 progetti specifici sono stati finanziati nel 2002 e nel 2003[39]. I principali beneficiari sono stati le organizzazioni di consumatori e altre ONG nazionali. Il numero di domande, il numero di progetti approvati e l'importo totale impegnato si sono stabilizzati. La dimensione media dei progetti è diminuita e il costo amministrativo dei progetti stessi è aumentato (comprendendo circa € 50.000 per esperti esterni). Una valutazione di 97 progetti specifici finanziati tra il 1999 e il 2001 há mostrato che i progetti possono aver raggiunto una serie di obiettivi e di moltiplicatori, ma che essi hanno soprattutto migliorato il know-how degli organizzatori del progetto, il riconoscimento del pubblico e la capacità a lavorare in rete. Gli impatti potenziali sui consumatori o il livello di protezione dei consumatori non erano misurabili o erano rari. Le raccomandazioni contenute nella valutazione prevedono una concentrazione dei progetti sugli obiettivi politici dell’Unione europea e il miglioramento della trasparenza e della diffusione dei risultati dei progetti.

7.           Conclusione

Le spese sono state più orientate su considerazioni politiche nel 2002 e nel 2003 che tra il 1999 e il 2001. Questa evoluzione si spiega in larga misura con gli obiettivi chiari e l’approccio più coerente della strategia per la politica dei consumatori 2002-2006. Le azioni volte a sviluppare la base di conoscenza sulla quale si appoggia il processo di elaborazione delle politiche hanno acquistato importanza. Gli sforzi volti a migliorare l’efficacia della rete dei centri europei dei consumatori e della rete extragiudiziale europea sono sfociati nella decisione di fondere le due reti in una struttura unica e di orientare meglio le attività verso i problemi di consumo transfrontalieri. Le valutazioni e le analisi critiche effettuate sono all’origine di un importante riorientamento delle azioni d’informazione e di educazione. Tali azioni saranno soggette ad un valutazione volta a determinare se esse hanno un migliore impatto. I progetti specifici si rivelano più efficaci in quanto strumenti di sostegno alle organizzazioni dei consumatori e alle altre ONG nazionali che non in quanto strumenti d’intervento politico. È opportuno attribuire un più elevato grado di priorità ai nuovi strumenti di sostegno alle associazioni di consumatori, come le azioni di rinforzo delle capacità.


ALLEGATO

Tabella 1: Importi totali impegnati nel 2002/ 2003 conformemente alla decisione 283/1999/CE (in €)

 

2002

2003

Azioni della Commissione (Art. 2, lettera a)*

16.240.612

17.883.792

Organizzazioni europee (Art. 2, lettera b)

1.995.394

2.265.290

Progetti specifici (Art. 2, lettera c)

2.748.841

2.794.705

TOTALE degli impegni

20.984.847

22.943.787

(* comprese le sovvenzioni concesse per iniziative alla presidenza del Consiglio e gli stanziamenti amministrativi)



[1]               Gazzetta ufficiale n. L 34 del 9.2.1999, pag. 1.

[3]               Un importo di circa 1.000.000 di € è stato trasferito ad altre attività comunitarie con l'approvazione delle autorità di bilancio nel novembre 2002 (linea di bilancio B5304)

[4]               Si tratta dei comitati scientifici istituiti dalle decisioni 97/404/CE e 97/579/CE della Commissione. Nel maggio 2003, alcune responsabilità sono state trasferite all’autorità europea per la sicurezza alimentare nel settore alimentare.

[6]               Vedi http://europa.eu.int/comm/food/fvo/index_en.htm

[8]               Conformemente al regolamento (CE) n. 1831/2003 relativo agli additivi destinati all’alimentazione animale, GU L 268 del 18.10.2003, pag. 29-43.

[9]               Tali risultati possono essere consultati al seguente indirizzo:    
http://europa.eu.int/comm/food/food/biosafety/bse/bse50_en.pdf

[10]             Vedi le tabelle ricapitolative settimanali delle notifiche ai seguenti indirizzi: http://europa.eu.int/comm/food/food/rapidalert/index_en.htm e http://europa.eu.int/comm/consumers/cons_safe/prod_safe/gpsd/rapex_en.htm

[13]             Direttiva 96/23/CE del Consiglio del 29 aprile 1996 concernente le misure di controllo su
talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro prodotti,
GU, L 125 del 23.5.1996, pag. 10-32.

[14]             GU L 43 del 14.2.1997, pag. 1-6.

[15]             la base di dati potrà essere consultata al seguente indirizzo:      
http://europa.eu.int/comm/food/food/chemicalsafety/additives/index_en.htm

[16]             Direttiva 93/13/CEE, GU L 95 del 21.4.1993, pag. 29.

[18]             La relazione è stata pubblicata al seguente indirizzo:    
http://europa.eu.int/comm/consumers/cons_int/safe_shop/price_ind/index_en.htm

[19]             GU L 43 del 14.2.1997, pag. 25.

[21]             I risultati possono essere consultati al seguente indirizzo:          
http://europe.eu.int:comm:consumers:redress:reports_studies:index_en.htm

[22]             I risultati possono essere consultati al seguente indirizzo:          
http://europa.eu.int/comm/consumers/cons_int/fina_serv/cons_experiences/index_en.htm

[23]             I risultati possono essere consultati al seguente indirizzo:          
http://europa.eu.int/comm/consumers/cons_int/fina_serv/euro/index_en.htm

[24]             I risultati sono attesi per il 2005

[26]             I risultati possono essere consultati al seguente indirizzo:          
http://europa.eu.int/comm/consumers/topics/facts_en.htm

[28]             I risultati possono essere consultati al seguente indirizzo:          
http://europa.eu.int/comm/consumers/topics/facts_en.htm

[29]             I risultati possono essere consultati al seguente indirizzo:
http://europa.eu.int/comm/consumers/cons_int/serv_gen/cons_satisf/index_en.htm

[34]             Valutazione del programma d’informazione del cittadino europeo “L’euro, una moneta per l’Europa”

[38]             Le sovvenzioni di funzionamento impegnate nel 2002-2003 ammontavano a € 939.065 e € 1.172.790 per il BEUC, a € 940.887 e € 1.092.500 per l’ANEC, e a € 75.442 per l’AEC.

[39]             Su un totale di 54 candidature nel 2002, 22 progetti specifici sono stati approvati e 20 sono stati cofinanziati per un importo totale di € 2.748.841; su 65 candidature nel 2003, 22 progetti sono stati cofinanziati per un importo totale di € 2.794.705.