Bruxelles, 23.11.2006
COM(2006) 723 definitivo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Piano d'azione per rilanciare il
servizio eCall
(Terza comunicazione su eSafety)
1. Introduzione
Dal 2001,
anno della pubblicazione Libro bianco della Commissione sulla politica europea
dei trasporti[1] le vittime
della strada sono diminuite di oltre il 17% nell'UE-25. Il Programma di azione
europeo per la sicurezza stradale[2]
e l'iniziativa eSafety[3]
hanno contribuito significativamente a questo miglioramento e si prevede che, a
medio termine, continueranno a contribuire al conseguimento dell'obiettivo di
dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2010.
Tuttavia,
con circa 41 600 vittime e oltre 1,7 milioni di feriti nel 2005, il
trasporto stradale resta poco sicuro e sono necessarie altre iniziative. Si
stima che, quando sarà pienamente operativo, il servizio paneuropeo di chiamata d'emergenza installato a bordo dei
veicoli (eCall) potrà permettere di salvare, ogni anno, fino a 2 500
vite umane nell'UE-25 e di ridurre la gravità delle ferite, consentendo così
alla società di realizzare importanti risparmi nella sanità e in altri settori
e di ridurre le sofferenze umane[4].
Nell'ambito
dell'iniziativa "automobile
intelligente"[5],
l'industria e il settore pubblico hanno
collaborato per elaborare un piano di implementazione che mira a rendere il
servizio eCall pienamente operativo a partire dal 2009. Tale piano, tuttavia, non sta rispettando la tabella di marcia.
2. Rilanciare il
servizio eCall
I vantaggi
di eCall sono indiscussi: secondo i cittadini è uno dei sistemi di eSafety più
richiesti a bordo di un'automobile e, secondo un recente sondaggio di
Eurobarometro[6], oltre il
70% degli intervistati ha dichiarato che desidera averlo installato a bordo
della prossima auto che acquisterà. Il settore automobilistico, il Parlamento
europeo, la Commissione europea, le associazioni di utenti e alcuni Stati
membri sostengono l'attuazione di eCall.
A causa dei
tempi lunghi richiesti dallo sviluppo del prodotto e dei costi del progetto,
prima di avviare la fase di produzione delle apparecchiature eCall di bordo[7]
l'industria automobilistica ha bisogno di certezze circa la realizzazione,
negli Stati membri, delle infrastrutture necessarie. Analogamente, anche altri
soggetti – in particolare le imprese del settore delle
telecomunicazioni (operatori di reti mobili) ‑ hanno bisogno di
assicurazioni da parte degli Stati membri. Tuttavia, la lentezza dei progressi
in alcuni Stati membri – specialmente in quelli più grandi ‑ che
sono indispensabili per garantire che il settore automobilistico resti
impegnato in questa iniziativa, hanno messo in pericolo la realizzazione del
piano di implementazione già concordato.
La presente
comunicazione intende presentare, sulla
base dei progressi conseguiti, le misure necessarie per sbloccare l'attuale
situazione di stallo e rimettere in marcia l'iniziativa eCall. Si propongono
due linee di azione parallele: ottenere un preciso impegno degli Stati membri
entro la metà del 2007 e concludere un accordo con l'industria entro la fine
del 2007. La Commissione realizzerà inoltre un insieme di azioni per agevolare
l'adozione di eCall.
3. Progressi
dell'attuazione di eCall in Europa
3.1 Progressi a livello europeo
A partire dal 2005 il gruppo di
orientamento eCall (eCall Driving Group) ha realizzato progressi
significativi nell'elaborazione delle specifiche, nella dimostrazione della
tecnologia e nella pianificazione della fase di implementazione. Tale gruppo,
composto da 138 membri in rappresentanza di tutti i soggetti interessati, ha
redatto e pubblicato le proprie
raccomandazioni finali nell'aprile 2006[8].
Tali raccomandazioni si riferiscono all'architettura di eCall, ai criteri di
funzionamento e alla definizione di un insieme minimo di dati[9]
e riguardano anche le questioni legate alla certificazione e alla tutela della
riservatezza. Le raccomandazioni sono state approvate durante la riunione
plenaria del forum eSafety del 3 maggio 2006. A causa dei ritardi
nell'ottenere l'impegno di tutti gli Stati membri, il piano di implementazione è slittato di un anno ed è ora il
seguente:
· entro la fine del 2006 i principali
soggetti interessati dovranno firmare il memorandum di intesa per garantire il
progresso dell'iniziativa;
· entro la metà del 2007 definizione
completa e avvio dello sviluppo del sistema eCall;
· a partire dall'inizio del 2008 prove
sul campo a grandezza reale;
· entro il settembre 2009 gli Stati
membri dovranno essere pronti ad aggiornare le centrali operative per le
chiamate di emergenza (PSAP);
· a partire dal
1° settembre 2010 installazione di eCall come equipaggiamento
standard a bordo di tutti i veicoli di nuova omologazione.
Figura 1:
Piano dell'implementazione di eCall aggiornato dal forum eSafety
L'adozione da parte del Parlamento europeo il 27 aprile 2006, a larga
maggioranza, di una risoluzione su eCall[10]
in riposta alla comunicazione della Commissione intitolata "Mettere eCall
a disposizione dei cittadini" ha rappresentato un'altra tappa
fondamentale. La risoluzione incoraggia l'attuazione del sistema paneuropeo
eCall, sostiene pienamente l'azione della Commissione e invita tutte le parti interessate, in particolare gli Stati membri, ad
adottare tutte le misure necessarie per attivare eCall senza indugi.
Inoltre, su richiesta della Commissione europea, l'ETSI, con il
sostegno del settore delle telecomunicazioni e dell'industria automobilistica,
ha fatto progressi nella definizione di un protocollo standard per la
trasmissione dell'insieme minimo di dati di eCall, che dovrebbe essere
finalizzato entro aprile 2007.
A seguito
delle due comunicazioni su eCall e sull'automobile intelligente, la Commissione ha adottato una serie di
misure a sostegno del lavoro delle altre parti interessate e per la
promozione di eCall:
|
Misure adottate della Commissione a sostegno del piano d'azione eCall –
Organizzazione
nell'ottobre 2005 di due riunioni di alto livello con gli Stati membri per
promuovere il numero 112 e eCall, oltre a numerose riunioni di esperti e
riunioni bilaterali –
Istituzione
di un gruppo di esperti sull'accesso di emergenza[11]
nel febbraio 2006; avvio di un sondaggio sull'organizzazione dei servizi di
emergenza negli Stati membri (112, E112) –
Avvio
di procedure d'infrazione contro alcuni Stati membri a causa della mancata
disponibilità di informazioni relative alla localizzazione del chiamante (12
procedure nei confronti di Belgio, Grecia, Irlanda, Italia, Cipro, Lettonia,
Lituana, Lussemburgo, Ungheria, Paesi Bassi, Portogallo e Slovacchia) –
Creazione
di un gruppo informale di esperti PSAP[12]
nel luglio 2006, responsabile delle questioni specifiche dei servizi di
pronto intervento in caso di emergenza (112, E112 e eCall) e della diffusione
delle buone pratiche –
eImpact,
studio approfondito sui vantaggi socioeconomici dei sistemi di sicurezza per
veicoli intelligenti (compreso eCall) avviato nel gennaio 2006[13] –
Una toolbox contenente tutte le
informazioni pertinenti circa l'iniziativa eCall lanciata nel novembre 2005,
gestita da eSafetySupport[14] –
Sondaggio
di Eurobarometro sulla percezione che i cittadini hanno della sicurezza
stradale e dei sistemi di sicurezza per veicoli intelligenti, avviato nel
gennaio 2006 –
Elaborazione
del programma di lavoro TIC del 2006 per la normalizzazione e presentazione
all'ETSI (nello specifico al Mobile
Services Group (Gruppo servizi mobili) dell'ETSI) della richiesta di dare
priorità alla definizione delle norme necessarie per eCall –
Collaborazione
con gli Stati membri per la ricerca di una soluzione ai problemi di tutela e
di riservatezza dei dati (gruppo di lavoro istituito a norma dell'articolo 29
della direttiva 95/46/CE)[15] –
Dimostrazione
riuscita dell'intera catena dei servizi eCall nell'ambito del progetto GST
Rescue[16] |
3.2 Progressi negli Stati membri
Nella sua
comunicazione "Mettere eCall a disposizione dei cittadini", la
Commissione invita gli Stati membri a
promuovere il numero 112 e il trattamento delle informazioni di localizzazione
per le chiamate mobili (E112), come prerequisito per l'attuazione di eCall.
A seguito di questa comunicazione, all'inizio del 2006 è stato inviato un
questionario agli Stati membri. Le risposte ricevute indicano che la struttura
tecnica e organizzativa dei servizi di pronto intervento in caso di emergenza
varia significativamente da uno Stato membro all'altro ‑ in
alcuni paesi vi sono problemi per la stessa gestione delle chiamate al 112 e solo 7 Stati membri (cfr. la tabella 1)
sono in grado di elaborare le
informazioni di localizzazione contenute nelle chiamate mobili. Ne consegue in tutta evidenza che devono
essere adottate misure aggiuntive ed è per tale motivo che la Commissione
ha avviato procedure d'infrazione contro alcuni Stati membri.
Per quanto riguarda eCall, sette
Stati membri e due Stati associati hanno firmato il memorandum di intesa (MoU)
sul sistema eCall, mentre la relativa procedura è stata avviata in altri
tredici Stati (cfr. la tabella 1), ma lo stato di avanzamento è
disomogeneo. In alcuni Stati membri (Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito) la
procedura è a buon punto; la Germania ha inoltre confermato che è sul punto di
firmare il memorandum. In Francia è stato istituito un gruppo interministeriale
per studiare l'implementazione di eCall in collaborazione con l'industria, ma
l'infrastruttura dei servizi di emergenza esistente è inadeguata. Altri Stati
membri hanno addotto problemi di carattere istituzionale, organizzativo e di
competenza per spiegare l'assenza di progressi. Sei Stati membri (Belgio, Estonia, Lettonia, Lussemburgo, Polonia e
Slovacchia) non hanno comunicato informazioni sullo stato di avanzamento nel
loro paese. Tre Stati membri progettano di realizzare studi. Dieci Stati membri stanno effettuando
prove, come esperienze pilota su larga scala, o prevedono di farlo. I Paesi Bassi, la Finlandia e la Svezia
saranno i primi tre paesi a rendere eCall operativo sul loro territorio.
|
Stato membro |
Firma del MoU di eCall |
Stato di attuazione |
|
|
E112[17] |
eCall |
||
|
Belgio |
Nessun progresso segnalato |
Non disponibile |
Nessun
progresso |
|
Repubblica
ceca |
Procedura avviata |
Operativo (push)[18] |
Prove
pianificate |
|
Danimarca |
Procedura avviata |
Operativo (push) |
Prove
pianificate |
|
Germania |
Procedura in fase avanzata |
Introdotto (pull) |
Prove
pianificate |
|
Estonia |
Nessun progresso segnalato |
Introdotto (pull) |
Nessun
progresso |
|
Grecia |
Firmato |
Pianificato per il 2006 |
Nessun
progresso |
|
Spagna |
Procedura avviata |
Operativo[19]
(push) |
Differente
a seconda delle regioni |
|
Francia |
Procedura avviata |
Introdotto (push) |
Avvio
di uno studio |
|
Irlanda |
Procedura avviata |
Introdotto (pull) |
Avvio
di uno studio |
|
Italia |
Firmato |
Non disponibile |
Prove
pianificate |
|
Cipro |
Firmato |
Operativo (push) |
Nessun
progresso |
|
Lettonia |
Nessun progresso segnalato |
Pianificato per il 2007 |
Nessun
progresso |
|
Lituania |
Firmato |
Non disponibile |
Nessun
progresso |
|
Lussemburgo |
Nessun progresso segnalato |
Introdotto (pull) |
Nessun
progresso |
|
Ungheria |
Procedura avviata |
Pianificato per il 2006 |
Prove
pianificate |
|
Malta |
Procedura avviata |
Introdotto (pull) |
Avvio
di uno studio |
|
Paesi
Bassi |
Procedura in fase avanzata |
Pianificato per il 2007 |
Prove pianificate Attuazione pianificata |
|
Austria |
Procedura avviata |
Introdotto (pull) |
Prove
pianificate |
|
Polonia |
Nessun progresso segnalato |
Non disponibile |
Nessun
progresso |
|
Portogallo |
Procedura in fase avanzata |
Non disponibile |
Nessun
progresso |
|
Slovenia |
Firmato |
Introdotto (pull) |
Nessun
progresso |
|
Slovacchia |
Nessun progresso segnalato |
Pianificato per il 2006 |
Nessun
progresso |
|
Finlandia |
Firmato |
Operativo (push) |
Banco di prova operativo, prove pianificate Attuazione pianificata |
|
Svezia |
Firmato |
Operativo (push) |
Prove pianificate Attuazione pianificata |
|
Regno
Unito |
Procedura in fase avanzata |
Operativo (push) |
Prove
pianificate |
|
Norvegia |
Firmato |
|
|
|
Svizzera |
Firmato |
|
|
|
Islanda |
Procedura
in fase avanzata |
|
|
Tabella 1: Stato
dell'attuazione di E112 e di eCall negli Stati membri e nei paesi associati
nell'ottobre 2006
4. Obiettivi e piano
d'azione
4.1 Come rilanciare eCall?
I vantaggi
di eCall sono stati chiaramente dimostrati da vari sondaggi recenti[20]:
si tratta di uno dei più efficaci sistemi di sicurezza che possono essere
realizzati a breve termine e gode del sostegno degli utenti della strada. Il
sistema eCall migliorerà l'intera catena dei servizi di soccorso, in quanto
permetterà di fornire l'esatto luogo dell'incidente, ridurre i tempi di
comunicazione grazie all'invio immediato delle informazioni necessarie (il
cosiddetto insieme minimo di dati) alla centrale PSAP più vicina, il cui
operatore potrà inviare immediatamente i servizi di emergenza sul luogo
dell'incidente. Il grado di accuratezza richiesto per le informazioni di
localizzazione e la copertura necessaria comportano l'utilizzo del servizio
globale di navigazione satellitare russo (GNSS), di quello statunitense (GPS)
e, nel prossimo futuro, del sistema europeo di navigazione satellitare Galileo[21],
che offrirà un'accuratezza e una disponibilità del segnale ancora maggiori. Si
prevede inoltre che, grazie alle sue funzioni di localizzazione e comunicazione
e alla sua architettura di sistema aperta, il dispositivo eCall fungerà da
piattaforma per altri servizi pubblici e commerciali.
La mancanza
di progressi ha però già fatto slittare di un anno il piano di implementazione
di eCall. Alcuni Stati membri sono in
ritardo sulla tabella di marcia per la realizzazione dell'infrastruttura
necessaria ai servizi di pronto intervento per il trattamento delle
informazioni di localizzazione nelle chiamate E112 o per le chiamate di
emergenza a bordo dei veicoli (eCall). È opportuno che l'industria riprenda i
lavori necessari per l'introduzione di eCall e che gli ESO (European Standardisation Organisations,
organismi europei di normalizzazione) mettano a punto le norme necessarie.
È di fondamentale importanza che gli Stati
membri e l'industria, con il sostegno della Commissione, adottino le ulteriori
misure necessarie per rilanciare eCall in modo da permetterne l'implementazione
entro il 2010. La
Commissione propone le due linee d'azione seguenti:
(1)
iniziative
che impegnano gli Stati membri,
(2)
iniziative
che impegnano l'industria.
La Commissione
sosterrà queste due linee di azione con numerose altre misure ‑ alcune
delle quali sono già in corso ‑ destinate a facilitare
l'introduzione di un servizio eCall paneuropeo e armonizzato.
4.2 Impegno degli Stati membri
(1)
È
opportuno che gli Stati membri si impegnino ad attuare il servizio eCall
paneuropeo, come specificato nella relazione finale del gruppo di orientamento
eCall, ed in particolare il suo piano d'implementazione che, tra le altre cose,
invita a firmare immediatamente il memorandum di intesa di eCall, a rendere
operativa la necessaria infrastruttura delle centrali PSAP entro la metà del
2009 e a condurre prove sul campo, tra cui la valutazione delle prestazioni,
nel corso del periodo 2007-2009.
(2)
È
opportuno che gli Stati membri adottino immediatamente le misure necessarie per
risolvere, insieme alla Commissione, le questioni di natura giuridica, tecnica
e socioeconomica ancora aperte che ostacolano la firma del memorandum di intesa
di eCall e si impegnino a rispettare il seguente calendario:
·
firma
del memorandum di intesa di eCall da parte di 15 Stati membri, compresi
Francia, Germania e Regno Unito, entro la metà del 2007;
·
firma
del memorandum di intesa di eCall da parte di oltre 20 Stati membri entro la
fine del 2007.
(3)
Gli
Stati membri dovranno proseguire le attività volte a rendere i servizi 112 e
E112 pienamente operativi nei loro paesi, assicurandosi che gli operatori di
rete mobile mettano automaticamente a disposizione delle centrali PSAP le
informazioni di localizzazione, che le chiamate al numero 112 siano instradate
e gestite correttamente e che le centrali PSAP siano dotate delle
infrastrutture necessarie per poter gestire le informazioni di localizzazione
di E112 e di eCall.
(a)
A tal
fine gli Stati membri dovranno sostenere il lavoro del gruppo di esperti
sull'accesso all'emergenza per la definizione di specifiche comuni a livello
europeo per l'instradamento e la gestione delle chiamate di emergenza, la
gestione delle chiamate di emergenza provenienti da terminali mobili privi di SIM,
la fornitura di un supporto linguistico adeguato e, a lungo termine, la
gestione delle chiamate di emergenza trasmesse via internet con la tecnologia
VoIP e la gestione delle chiamate di emergenza effettuate da persone disabili.
(b)
È
opportuno che gli Stati membri redigano norme dettagliate destinate agli
operatori di rete mobile per l'attuazione delle soluzioni elencate in
precedenza circa l'instradamento delle chiamate, la trasmissione di
informazioni di localizzazione e la gestione delle chiamate provenienti da
terminali privi di SIM.
(c)
Nell'ambito
del gruppo di esperti sull'accesso di emergenza, gli Stati membri dovranno
collaborare con gli organismi europei di normalizzazione all'elaborazione di
una serie di norme che permetta una gestione uniforme delle comunicazioni di
emergenza, tra cui anche le informazioni di localizzazione.
(d)
È
opportuno che gli Stati membri sostengano la proposta della Commissione di
istituire un gruppo informale di esperti nelle centrali PSAP, che forniscano
esperti a tale gruppo e che contribuiscano al suo operato, che consiste
nell'individuare le procedure appropriate e ottenere le necessarie informazioni
relative agli incidenti (vale a dire, definire un meccanismo di accesso comune
alle basi dati VIN[22]),
nel risolvere i problemi legati della gestione delle chiamate inopportune,
nell'ottimizzare il carico di lavoro delle centrali PSAP e nello scambio delle
buone pratiche.
(4)
Gli
Stati membri dovranno sostenere l'operato del gruppo di lavoro "articolo
29" volto a trovare una soluzione al problema del trattamento dei dati
eCall, che garantisca la sicurezza e l'incolumità delle persone e,
contemporaneamente, ne tuteli la vita privata e i dati personali.
4.3 Impegno dell'industria
(1) È opportuno che l'industria si impegni ad attuare il servizio eCall paneuropeo, come specificato nella relazione finale del gruppo di orientamento eCall, ed in particolare il suo piano d'implementazione che, tra le altre cose, invita ad avviare lo sviluppo entro la metà del 2007, a condurre prove sul campo, tra cui la valutazione delle prestazioni, nel corso del periodo 2007‑2009 e ad installare eCall come equipaggiamento standard a bordo di tutti i veicoli immatricolati a partire dal 1° settembre 2010.
(2)
All'inizio
del 2007 la Commissione avvierà negoziati con l'ACEA, la JAMA e la KAMA su un
accordo volontario riguardante l'installazione di un dispositivo eCall[23]
di bordo su tutti i veicoli omologati a partire dal
1° settembre 2010.
(a)
È
opportuno che l'industria automobilistica collabori con la Commissione alla
definizione delle condizioni dell'accordo volontario, le cui trattative
dovranno concludersi entro la fine del 2007.
(b)
Alla
fine del 2007 la Commissione presenterà al Consiglio e al Parlamento europeo
una relazione sull'esito delle trattative e, sulla base di tale esito, siglerà
l'accordo volontario, integrandolo con un meccanismo di monitoraggio, o
proporrà ulteriori misure.
(3)
L'industria
dovrà impegnarsi a seguire le raccomandazioni proposte dal gruppo di lavoro
"articolo 29"[24]
per garantire un'adeguata tutela della vita privata e dei dati personali dei
cittadini.
(4)
L'industria
automobilistica e quella delle telecomunicazioni dovranno continuare a
sostenere il lavoro svolto dagli organismi europei di normalizzazione per
mettere a punto le norme necessarie per il servizio paneuropeo eCall.
4.4 Agevolare l'introduzione del servizio eCall
(1) La Commissione sosterrà i lavori del gruppo di esperti sull'accesso di emergenza, del gruppo di esperti PSAP e del gruppo di lavoro "articolo 29" e le iniziative adottate da tali gruppi per trovare le soluzioni necessarie all'attuazione del servizio eCall.
(2)
Nell'ambito
del riesame del quadro normativo in materia di comunicazioni elettroniche
attualmente in corso[25],
la Commissione valuterà l'opportunità di aggiornare le disposizioni contenute
nella direttiva servizio universale per far sì che le informazioni relative
alla localizzazione del chiamante siano messe a disposizione dei servizi
d'emergenza, prevedendo anche disposizioni relative al costo delle informazioni
di localizzazione.
(3)
La
Commissione sosterrà e se necessario incaricherà gli organismi europei di
normalizzazione (ETSI, CEN) dell'elaborazione di norme per la trasmissione
dell'insieme minimo di dati (MSD, Minimum
Set of Data) all'interno delle reti di telecomunicazione, per i protocolli
e il contenuto del MSD, per le procedure di certificazione e l'interfaccia tra
le reti di telecomunicazione e le centrali PSAP.
(4)
La
Commissione continuerà a sostenere il piano di implementazione di eCall
nell'ambito dell'iniziativa "automobile intelligente":
(a)
la
Commissione sosterrà le azioni di sensibilizzazione, le campagne informative
sui mezzi di comunicazione e le campagne destinate a presentare agli utenti
della strada i vantaggi di eCall. In particolare, la Commissione sosterrà le
campagne della piattaforma eSafety Aware[26];
(b)
La
Commissione sosterrà, attraverso il finanziamento della ricerca e dello
sviluppo tecnologico relativi alla priorità TIC del Settimo programma quadro e
del programma "Competitività e innovazione", la realizzazione di
prove operative sul campo del sevizio eCall, finalizzate a prove su vasta scala
con una valutazione dei benefici per gli utenti e del loro grado di adesione a
questo servizio.
(5)
La
Commissione aiuterà le industrie automobilistica, delle telecomunicazioni e
delle assicurazioni, gli Stati membri e le altre parti interessate ad elaborare
un modello commerciale redditizio per eCall, valutando anche l'opportunità di
utilizzare incentivi.
5. Conclusioni
In
considerazione del fatto che il numero degli incidenti stradali mortali resta
elevato, tutte le parti interessate che operano nel campo della sicurezza
stradale devono essere pronte a collaborare perché siano introdotti quanto
prima sistemi di sicurezza in grado di attenuare le conseguenze delle ferite
provocate da tali incidenti. Gli studi realizzati indicano che eCall è uno dei
sistemi di sicurezza di bordo più efficienti ed economici che possano essere
introdotti a breve termine. Una grande maggioranza degli utenti nella strada ne
comprende il valore e desidera che il suo prossimo veicolo sia equipaggiato con
un sistema eCall. L'industria ha collaborato con le altre parti interessate nel
gruppo di orientamento eCall ed ha elaborato le specifiche necessarie. Il
Parlamento europeo ha confermato il suo pieno appoggio all'iniziativa. È
arrivato il momento che gli Stati membri si assumano le loro responsabilità e
realizzino l'infrastruttura necessaria nei loro sistemi di emergenza. Questo
servirà a dare un nuovo impulso a eCall e permetterà all'industria di
installare i dispositivi eCall su tutti i veicoli a partire dal 2010. La
salvezza di 2 500 vite umane ogni anno non può più attendere.
ALLEGATO 1: GLOSSARIO
|
112 |
Numero
unico di emergenza europeo, introdotto dalla decisione 91/396/CEE del
Consiglio |
|
ACEA |
Associazione
dei costruttori europei di automobili (Association
des Constructeurs Européens d'Automobiles) |
|
CEN |
Comitato
europeo di normalizzazione |
|
E112 |
Chiamata
di emergenza con informazioni di localizzazione La direttiva servizio
universale impone a tutti gli operatori di telefonia fissa e mobile di
rendere disponibili informazioni di localizzazione per ogni chiamata
d'emergenza. L'E112 per le chiamate mobili è particolarmente importante per
eCall |
|
eCall |
Servizio
paneuropeo di chiamata di emergenza installato a bordo dei veicoli. La
chiamata di emergenza è effettuata manualmente dagli occupanti del veicolo
oppure automaticamente, grazie all'attivazione dei sensori di bordo quando si
verifica un incidente. Quando viene attivato, il dispositivo eCall di bordo
effettua una chiamata al numero 112 e trasmette voce e dati sull'incidente
alla centrale PSAP più vicina. |
|
EGEA |
Gruppo
di esperti sull'accesso di emergenza |
|
ETSI |
Istituto
europeo per le norme di telecomunicazione (European Telecommunication Standard Institute) |
|
UE |
Unione
europea |
|
Eurobarometro |
Sondaggi
realizzati dalla Commissione europea per analizzare l'opinione dei cittadini
europei. Il sondaggio su eCall è stato realizzato intervistando 13 500
persone provenienti da tutti gli Stati membri. |
|
6° PQ |
Il
sesto programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico dell'Unione europea |
|
TIC |
Tecnologie
dell'informazione e delle comunicazioni |
|
JAMA |
Associazione
giapponese dei costruttori di automobili (Japan
Automobile Manufacturers Association) |
|
KAMA |
Associazione
coreana dei costruttori di automobili (Korea
Automobiles Manufacturers Association) |
|
MNO |
Operatore
di rete mobile (Mobile Network Operator) |
|
MoU |
Memorandum
di intesa (Memorandum of Understanding) |
|
MSD |
Insieme
minimo di dati (Minimum Set of Data) |
|
PSAP |
Public Safety Answering Point. La centrale operativa incaricata
di rispondere alle chiamate di emergenza: può trattarsi di un'autorità
pubblica oppure di un operatore privato sotto il controllo di un'autorità
pubblica |
|
SIM |
Subscriber
Identification Module |
|
VoIP |
Protocollo
di telefonia vocale su internet (Voice
over Internet Protocol) |
[1] COM(2001) 370
del 12.9.2001: La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle
scelte.
[2] COM(2003) 311
del 2.6.2003: Programma di azione europeo per la sicurezza
stradale - Dimezzare il numero di vittime della strada nell’Unione
europea entro il 2010: una responsabilità condivisa.
[3] COM(2003) 542
del 15.9.2003: Tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni per veicoli
sicuri e intelligenti.
[4] COM(2005) 431
del 14.9.2005: Mettere eCall a disposizione dei cittadini.
[5] COM(2006) 59
del 12.2.2006: comunicazione sull'iniziativa "automobile
intelligente" – "Sensibilizzazione all'uso delle TIC per
dei veicoli più intelligenti, più sicuri e più puliti".
[6] Sondaggio
di Eurobarometro sulla percezione che i cittadini hanno della sicurezza
stradale e dei sistemi di sicurezza per veicoli intelligenti.
[7] In
una lettera alla Commissione l'ACEA ha indicato che non intraprenderà altri
passi fino a quando gli Stati membri non garantiranno il loro chiaro impegno.
[8] http://europa.eu.int/information_society/activities/esafety/forum/ecall/index_en.htm
[9] I
dati sull'incidente inviati dall'apparecchiatura montata a bordo ai centri di
raccolta delle chiamate di emergenza (PSAP), comprese informazioni sulla localizzazione
precisa del veicolo.
[10] Relazione
di propria iniziativa del Parlamento europeo, rif. A6-0072/2006,
relatore Gary Titley, www.europarl.europa.eu/registre/seance_pleniere/textes_deposes/rapports/2006/0072/P6_A(2006)0072_IT.doc
[11] Gruppo
di esperti (composto da esperti delle telecomunicazioni e della protezione
civile) istituito in seno al comitato Comunicazioni per trattare del numero 112
e delle possibili questioni future ad esso legate.
[12] Gruppo
informale di esperti (composto da esperti PSAP) per dibattere e scambiare le
buone pratiche circa i problemi specifici collegati al 112, con particolare
attenzione a eCall.
[13] Studio
finanziato nell'ambito del 6° PQ, 24 mesi: www.eimpact.info
[14] Azione
di supporto specifica a sostegno del lavoro del forum eSafety, istituito
nell'ambito del 6° PQ: www.esafetysupport.org
[15] Gruppo
di lavoro sulla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei
dati personali, istituito dalla direttiva 95/46/CE.
[16] Sotto-progetto
del progetto integrato "Global System for Telematics", finanziato
nell'ambito del 6° PQ: www.gstproject.org
[17] Per
le chiamate mobili
[18] Esistono
due meccanismi per trasferire le informazioni di localizzazione del chiamante
alla centrale PSAP:
con il meccanismo
"push" le informazioni di localizzazione del chiamante sono inviate
dall'operatore di rete mobile alla centrale PSAP con la chiamata vocale.
con il meccanismo
"pull" la centrale PSAP deve richiedere all'operatore di rete mobile
l'invio dei dati di localizzazione del chiamante.
Per l'attuazione di eCall è
necessario il meccanismo push, raccomandato nella raccomandazione
C(2003) 2657 della Commissione del 25 luglio 2003 sul
trattamento delle informazioni relative alla localizzazione del chiamante sulle
reti di comunicazione elettronica ai fini della fornitura di servizi di
chiamata di emergenza con capacità di localizzazione.
[19] Meccanismo
push operativo solo in alcune regioni.
[20] Si
veda, ad esempio, lo studio finlandese AINO, www.aino.info/
[21] http://ec.europa.eu/dgs/energy_transport/galileo/index_en.htm
[22] Numero
di identificazione del veicolo. È richiesto l'accesso per estrarre le
informazioni sul tipo di veicolo, che sono necessarie per le operazioni di
soccorso.
[23] Un
dispositivo in grado di avviare una chiamata eCall in modo automatico o
manuale, di determinare con precisione la localizzazione del veicolo e di
inviare il gruppo minimo di dati per mezzo del protocollo convenuto attraverso
il collegamento di comunicazione vocale al PSAP.
[24] Working document on data protection and
privacy implications in eCall initiative (Documento di lavoro sulle
implicazioni per la tutela e la riservatezza dei dati nell'iniziativa eCall): http://ec.europa.eu/justice_home/fsj/privacy/docs/wpdocs/2006/wp125_en.pdf
(in lingua inglese).
[25] COM(2006) 334
del 29.6.2006: Riesame del quadro normativo comunitario per le reti ed i
servizi di comunicazione elettronica.
[26] Una
piattaforma che intende sensibilizzare gli utenti ai sistemi di sicurezza per
veicoli intelligenti e che viene creata sulla base del lavoro del forum
eSafety.