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Relazione sui progressi realizzati nel settore dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili

Bruxelles, 10.1.2007

COM(2006) 849 definitivo

 

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

Azioni adottate a seguito del Libro verde
Relazione sui progressi realizzati nel settore dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili

{SEC(2007) 12}



COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

Azioni adottate a seguito del Libro verde
Relazione sui progressi realizzati nel settore dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili

1.           Introduzione e contesto

Le fonti energetiche rinnovabili permettono di attendersi miglioramenti strategici nella sicurezza dell'approvvigionamento, di ridurre la volatilità a lungo termine dei prezzi che l'UE subisce per i combustibili fossili e potrebbero conferire un ulteriore vantaggio competitivo all'industria delle tecnologie energetiche dell'UE. Le fonti energetiche rinnovabili riducono inoltre l'inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra. Esse facilitano inoltre il miglioramento delle prospettive economiche e sociali delle regioni rurali e isolate nei paesi industrializzati e contribuiscono a soddisfare i bisogni energetici di base nei paesi in via di sviluppo. L'effetto cumulativo dei vantaggi sopra elencati costituisce un importante punto a favore del sostegno alle fonti energetiche rinnovabili.

A norma dell'articolo 3, paragrafo 4 della direttiva 2001/77/CE sull'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità[1], la Commissione valuta in quale misura gli Stati membri hanno progredito verso il conseguimento dei loro obiettivi indicativi nazionali e la conformità con l'obiettivo del 21% di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Questo è il principale obiettivo della presente relazione.

2.           Quadro d'insieme. Dove conducono le politiche attuate al momento?

L'Unione europea mira a far sì che, entro il 2010, il 21% dell'energia elettrica prodotta nei 25 Stati membri provenga da fonti energetiche rinnovabili. Tale obiettivo è stato fissato dalla direttiva 2001/77/CE relativa alle fonti energetiche rinnovabili, che fissa obiettivi nazionali differenziati.

La direttiva sull'energia elettrica prodotta a partire da fonti energetiche rinnovabili ha segnato una tappa storica nell'evoluzione di questo modo di produzione dell'elettricità. Essa ha rappresentato il motore principale delle nuove politiche in corso di attuazione.

Dall'ultima relazione della Commissione in materia, pubblicata due anni fa[2], la produzione di elettricità a partire da fonti energetiche rinnovabili (ad esclusione di quella idroelettrica) è aumentata del 50%. Sulla base delle politiche e delle attività attualmente in corso, si può prevedere di raggiungere una quota del 19% entro il 2010. In altri termini, con ogni probabilità l'Europa arriverà molto vicina al suo obiettivo relativo alla produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili fissato per il 2010. L'energia idroelettrica prodotta da centrali di piccole e grandi dimensioni resta la principale fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica ed ha rappresentato il 10% del consumo complessivo di energia elettrica nel 2005. Dato che l'energia idroelettrica è sensibile sia alla siccità che alle forti precipitazioni, nella presente relazione è stato preso in considerazione un anno di precipitazioni normali per escludere l'influenza dei fattori climatici. Esistono altre fonti energetiche rinnovabili, che non sono descritte nella presente relazione poiché il loro tasso di penetrazione attuale è trascurabile. Negli anni a venire, tuttavia, avranno certamente un ruolo da giocare fonti energetiche quali l'elettricità eliotermica, l'energia delle onde e delle maree[3].

Figura 1: Andamento della produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili
nell'Unione europea (UE-25) tra il 1999 e il 2005[4]

Nel 2005 l'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili ha coperto il 15% del consumo complessivo di energia elettrica nell'Unione europea[5]. Tale percentuale va inquadrata nel contesto di un livello di consumo complessivo di energia elettrica in Europa superiore al previsto. Nell'Unione europea il consumo di energia elettrica aumenta del 2% all'anno[6]. Occorre osservare, tuttavia, che ad eccezione della Germania e della Spagna, i paesi in cui i progressi sono soddisfacenti rappresentano purtroppo una parte relativamente piccola dell'intero mercato comunitario. In alcuni Stati membri la percentuale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili si sta addirittura riducendo.

A partire dal 1990 le nuove fonti energetiche rinnovabili hanno prodotto 148 TWh, valore che equivale al consumo totale di energia elettrica di Irlanda, Austria e Portogallo.

Tale risultato può essere pertanto giudicato positivo grazie agli importanti sforzi messi in atto da un limitato numero di Stati membri particolarmente attivi, ma nel complesso è da ritenere insoddisfacente in quanto numerosi Stati membri sono ben lungi dal realizzare i loro obiettivi nazionali. Occorre fare di più se si desidera che l'Europa inverta la tendenza attuale verso un futuro energetico sempre meno sostenibile.

Figura 2: Andamento della produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabile "nuove"
nell'Unione europea (UE-25) dal 1990 al 2005[7].

3.           Valutazione dei progressi a livello nazionale. Evoluzione negli Stati membri

Nove Stati membri fanno parte del gruppo dei paesi cosiddetti "efficienti", alcuni dei quali hanno addirittura raggiunto l'obiettivo fissato prima del previsto. Per contro, undici Stati membri non sembrano rispettare il loro impegno nazionale.

Gli Stati membri dell'UE-15 dovevano recepire la direttiva 2001/77/CE entro l'ottobre 2003. I 10 Stati membri che hanno aderito all'UE il 1° maggio 2004 dovevano recepirla entro la data di adesione. Dall'ultima relazione sono state attuate numerose politiche, sono state adottate leggi in materia di energia e sono stati attuati nuovi regolamenti.

In aggiunta ai progressi realizzati sul piano quantitativo nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, la presente relazione rileva anche i progressi realizzati dagli Stati membri nell'adozione di misure per promuovere attivamente tale tipo di elettricità. Da un punto di vista metodologico, occorre rilevare che la penetrazione del mercato da parte dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili è stata misurata in condizioni normalizzate[8], prendendo in considerazione un anno normale per quanto riguarda le precipitazioni e il vento, per fare astrazione dell'influenza delle condizioni climatiche (siccità o forti precipitazioni). In secondo luogo, l'analisi è presentata soprattutto in termini di percentuale di conseguimento dell'obiettivo. Di conseguenza, idealmente un paese deve aver raggiunto il 40% dell'obiettivo nel 2004 e il 50% nel 2005[9]. Non tutti gli Stati membri dispongono di dati per il 2005, pertanto sono indicati i dati relativi sia al 2004 che al 2005, a seconda del caso.

Sono stati presi in considerazione anche i nuovi elementi presenti nel quadro di sostegno per il 2005 e per il primo semestre 2006. In aggiunta alle politiche ufficiali si è tenuto conto anche del punto di vista degli investitori, in quanto esso costituisce una buona base per valutare la vitalità del mercato dell'energia prodotta da fonti rinnovabili in un determinato paese e lo stato di salute del mercato stesso[10]. Gli Stati membri possono essere classificati in cinque categorie in base al tasso di penetrazione del mercato raggiunto e alle politiche attuate al momento.

1.           Perfetto: in procinto di raggiungere l'obiettivo del 2010 JJ

2.           Gli attuali sviluppi lasciano sperare che l'obiettivo del 2010 sarà raggiunto J

3.           Sono indispensabili sforzi supplementari per raggiungere l'obiettivo del 2010 K

4.           Sono necessari importanti sforzi supplementari per raggiungere l'obiettivo del 2010 LK

5.           L'obiettivo è distante LL

Di seguito è presentata una breve panoramica della situazione attuale in ogni Stato membro. Ulteriori precisazioni sono disponibili nelle sintesi per paese.

Figura 3: conseguimento dell'obiettivo relativo all'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili a livello dei singoli paesi: tasso di penetrazione reale e normalizzato dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili
(nel 2004 rispetto al 1997).

 

Figura 4: realizzazione dell'obiettivo relativo all'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili negli Stati membri per i quali sono già disponibili dati relativi al 2005. tasso di penetrazione supplementare reale e normalizzato dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili (nel 2005 rispetto al 1997).

1.           Perfetto: in procinto di raggiungere l'obiettivo del 2010 JJ

Danimarca. Forte crescita della produzione di elettricità a partire da fonti rinnovabili, in particolare l'energia eolica. Leader mondiale nella produzione di energia eolica offshore. Se la crescita attuale continua la Danimarca supererà facilmente il suo obiettivo del 29% nel 2010. Tale obiettivo potrebbe essere raggiunto con tre o quattro anni d'anticipo.

Germania. Forte sviluppo del settore delle fonti energetiche rinnovabili. Il nuovo governo mantiene l'impegno a favore del mercato dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, garantendo in tal modo la stabilità del mercato.

Ungheria. Forte crescita dal 2004 dovuta alla biomassa solida (co-combustione). L'obiettivo del 5,8% nel 2010 è stato conseguito nel 2005. I nuovi provvedimenti previsti dal governo porteranno probabilmente ad una quota del 7,9% entro il 2010[11], percentuale superiore all'obiettivo fissato.

2.           Gli attuali sviluppi lasciano sperare che l'obiettivo del 2010 sarà raggiunto J

Finlandia. La Finlandia soddisfa circa una quarto dei suoi fabbisogni energetici con elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, per metà dall'energia idroelettrica e per l'altra metà dalla biomassa. Un riorientamento della politica prevede un maggiore ricorso alle risorse locali di biomassa[12].

Irlanda. Moderato aumento dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili dovuto soprattutto all'energia eolica. Si prevede che il nuovo sistema di sostegno all'alimentazione in rete garantirà condizioni di investimento più allettanti rispetto al precedente regime d'aggiudicazione e metterà così l'Irlanda in condizione di raggiungere l'obiettivo per il 2010.

Lussemburgo. Buoni progressi nell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, in particolare il biogas e l'energia fotovoltaica. Si prevede che l'introduzione di tariffe migliorate per l'alimentazione in rete aumenterà la penetrazione dell'elettricità prodotta da fonti rinnovabili.

Spagna. Forte aumento dell'elettricità prodotta da fonti rinnovabili dovuto soprattutto alla crescita dell'energia eolica. La Spagna è il secondo produttore mondiale di energia eolica ed attua una corretta strategia per l'immissione in rete di elevate capacità eoliche intermittenti. Il forte aumento del consumo di energia elettrica, tuttavia, fa passare in secondo piano il notevole sviluppo dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.

Svezia. Negli ultimi anni ha attuato una politica vigorosa a favore della biomassa con una produzione di 3TWh a partire dalla biomassa solida e la produzione prevista di altri 3TWh per mezzo della co-combustione della biomassa negli impianti esistenti. La nuova legge in materia di energia e la politica energetica prevista fino al 2030 potrebbero prolungare i buoni risultati ottenuti in questi ultimi anni.

Paesi Bassi. Crescita significativa dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, soprattutto a partire dalla biomassa, grazie al regime di sostegno alle tariffe di alimentazione in rete e ai prezzi elevati del petrolio. Il congelamento a tempo indeterminato del sostegno finanziario a favore degli impianti di produzione di grandi dimensioni che utilizzano la sola biomassa e degli impianti eolici offshore, deciso nell'agosto 2006, potrebbe tuttavia destabilizzare il mercato delle iniziative in materia di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Per raggiungere l'obiettivo del 9% fissato per il 2010 sono necessari una maggiore certezza e un sostegno più forte.

3.           Sforzi supplementari permetterebbero probabilmente di raggiungere l'obiettivo del 2010 K

Repubblica ceca. Modesti progressi nella produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili a causa di incertezze circa il sostegno finanziario. Una volta rivisto, il sistema di aiuti dovrebbe offrire un maggiore sostegno a partire dal 2006. Per raggiungere l'obiettivo dell'8% di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel 2010 è necessaria un'accelerazione della crescita.

Lituania. I progressi fino ad oggi sono stati modesti. Per consentire di raggiungere l'obiettivo del 7% di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel 2010, le modifiche apportate nel 2005 al sistema di sostegno per tale settore devono portare rapidamente a risultati tangibili.

Polonia. Il basso prezzo dei certificati verdi e l'assenza di sanzioni in caso di non conformità sono la causa di un aumento estremamente modesto dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. La biomassa e l'energia eolica stentano a prendere piede. L'aumento delle quote obbligatorie dovrebbe portare, a partire dal 2007, ad un aumento dei prezzi dei certificati e ad una crescita più rapida dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.

Slovenia. La forte crescita del consumo annuale di energia elettrica (4,5%) fa passare in secondo piano il modesto aumento dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Il sistema di sostegno, tuttavia, mette la Slovenia in condizione di raggiungere il proprio obiettivo del 33,6% nel 2010.

Regno Unito. Sono visibili alcuni progressi, in particolare per il biogas, ma la politica nazionale sulle fonti energetiche rinnovabili deve cambiare se si desidera raggiungere l'obiettivo del 2010.

4.           Sono necessari importanti sforzi supplementari per raggiungere l'obiettivo del 2010 LK

Belgio. Crescita modesta. La quota obbligatoria ha provocato un notevole aumento dei certificati verdi. Ciò, tuttavia, si è tradotto in un aumento modesto della produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili. Occorre intensificare gli sforzi per raggiungere l'obiettivo del 6%.

Grecia. Crescita modesta dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, in particolare a causa di ostacoli amministrativi, nonostante la recente adozione di un nuovo regolamento destinato a rimuovere tali ostacoli. La recente crescita significativa dell'energia eolica (1000 MW installati al 2005) imprime un impulso positivo al mercato dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Sono necessari aumenti ancora più consistenti dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili per raggiungere l'obiettivo del 20,1% entro il 2010.

Portogallo. Sono stati realizzati progressi soddisfacenti a partire dal 2004. Al momento il governo ha avviato una procedura d'aggiudicazione per una centrale eolica da 1 500 MW. Occorrono tuttavia importanti sforzi per raggiungere l'obiettivo fissato per il 2010, comprese misure volte a limitare la domanda di energia elettrica.

5.           L'obiettivo è distante LL

La mancata o lenta applicazione della direttiva sull'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili è spesso rivelata dalla serietà degli sforzi messi in atto per conseguire gli obiettivi in materia. La debole crescita dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili è spesso dovuta a ritardi nella pianificazione e ad ostacoli amministrativi, a restrizioni nell'accesso alla rete (norme soggettive, opache e discriminatorie per il collegamento alla rete ed il rafforzamento) e a ragioni finanziarie.

Austria. La produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili è dominata dalle centrali idroelettriche di grandi dimensioni (60% del consumo elettrico totale). Nel corso degli ultimi anni si è osservata una notevole crescita nei settori dell'energia eolica e della biomassa, grazie alle tariffe di alimentazione in rete favorevoli. Le attuali condizioni di investimento, tuttavia, sono cattive a causa della revisione del regime di sostegno che ha portato a un rallentamento dello sviluppo dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.

Cipro. Praticamente nessuna crescita dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Nel 2006 è stato introdotto un nuovo regime di tariffe per l'alimentazione in rete.

Estonia. Un aumento dell'energia idroelettrica e della biomassa ha portato ad un modesto aumento dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. L'attuale sistema di sostegno non appare tuttavia adeguato per lo sviluppo di altre fonti, quale l'energia eolica.

Francia. Fino ad ora non è stato registrato alcun risultato relativo a una maggiore penetrazione dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Il regime di aggiudicazione per la produzione di elettricità da biomassa, quale fonte energetica rinnovabile, è stato nuovamente rinviato. Miglioramenti delle procedure amministrative potrebbero portare a migliori risultati in futuro.

Italia. Nel passato la quota obbligatoria applicata in Italia ha portato ad un certo sviluppo nella produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili. Tale aumento è stato, tuttavia, completamente annullato dall'incremento del consumo lordo di energia elettrica. Si constata un notevole divario tra l'attuale tasso di penetrazione dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili e l'obiettivo del 25% fissato per il 2010. I problemi amministrativi rimangono uno dei principali ostacoli alla crescita dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili in un paese che dispone di un elevato potenziale in questo settore.

Lettonia. La crescita dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili è particolarmente modesta a causa della mancanza di un regime di sostegno stabile.

Malta. Praticamente nessuna crescita dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Non è stata attuata alcuna strategia in materia.

Repubblica slovacca. Modesti progressi nella produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili. Per raggiungere l'obiettivo del 31% nel 2010 sarà necessario un sostegno molto più deciso.

È impossibile separare l'analisi del conseguimento degli obiettivi dagli aspetti legati al livello di sostegno. Il sostegno all'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili varia sensibilmente da uno Stato membro all'altro. La precedente relazione della Commissione sul sostegno a favore dell’elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili[13] contiene una valutazione dettagliata di tali variazioni. In nove dei venticinque Stati membri l'energia eolica beneficia solo di un sostegno ridotto. Quando il sostegno complessivo ricevuto dai produttori è inferiore ai costi di generazione, non si può sperare che le fonti energetiche rinnovabili prendano piede. Per quanto riguarda la biomassa proveniente dalla silvicoltura, il sostegno apportato non basta a coprire i costi di produzione nella metà degli Stati membri. In materia di biogas, in quasi tre quarti degli Stati membri l'aiuto fornito è insufficiente ai fini del suo sviluppo.

Occorre legare la problematica dei regimi di sostegno alla questione degli ostacoli amministrativi. Per conseguire gli obiettivi di penetrazione commerciale dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili in modo efficace è necessario avviare un processo che consenta di aumentare, in modo semplice e al momento opportuno, la produzione di tale forma di energia.

4.           Sviluppo dell'elettricità nei vari settori delle fonti energetiche rinnovabili: eolica, biomassa, idroelettrica, geotermica e solare

L'energia idroelettrica resta la fonte principale[14], ma cominciano a prendere piede anche nuove fonti rinnovabili come l'energia eolica o la biomassa. L'energia idroelettrica prodotta da grandi centrali è una tecnologia collaudata che ha quasi saturato il suo potenziale nell'UE-25 e, per tale ragione, non è presa in considerazione nella presente analisi.

4.1.        Energia eolica. Allargare il gruppo dei tre leader e cercare di conquistare il mercato mondiale

L'Unione europea resta leader mondiale nel settore dell'energia eolica con una quota del 60% del mercato mondiale. Il mercato mondiale dell'energia eolica è in forte crescita, in particolare in Asia (soprattutto in India), ma si osserva un forte sviluppo anche nell'installazione di impianti nell'America settentrionale[15]. Nel 2002 l'80% della capacità mondiale era installato in Germania e in Spagna. Tale percentuale è scesa al 56% nel 2005. Il rallentamento della ragguardevole crescita annuale in Germania è stato compensato dall'aumento in altri mercati europei, in particolare quelli del Regno Unito, del Portogallo[16] e dell'Italia.

Dal 2000 l'energia eolica installata è cresciuta di oltre il 150% nell'UE. La potenza pari a 40 000 MW, prevista nel Libro bianco sulle energie rinnovabili[17], è stata raggiunta con cinque anni di anticipo. La potenza eolica installata totale, pari a 40 455 MW, ha permesso di produrre 82 TWh nel 2005. Gli eccellenti risultati conseguiti nel settore dell'energia eolica hanno permesso all'industria di rivedere al rialzo (75 000 MW) il proprio obiettivo per il 2010.

I nuovi impianti per l'energia eolica rappresentano il 33% della nuova capacità di produzione di elettricità nell'UE. Il restante 67% è costituito in larga misura da centrali termiche convenzionali. L'elettricità prodotta dall'energia eolica come fonte energetica rinnovabile rappresenta il 2,6% del consumo totale di elettricità nell'Unione europea, vale a dire l'equivalente del consumo cumulato di Danimarca e Portogallo. L'elettricità di origine eolica ha conosciuto una crescita annuale media del 26% nel corso degli ultimi cinque anni.

Come indicato nella comunicazione della Commissione del dicembre 2005[18], un terzo dei paesi dell'UE non garantisce un sostegno sufficiente all'energia eolica, mentre nella metà degli Stati membri dell'UE essa non è sfruttata a sufficienza. La lentezza nello sviluppo di questa energia non è il risultato di una politica deliberata, ma si spiega con i ritardi nella concessione delle autorizzazioni, con le condizioni inique applicate per l'accesso alla rete e con i ritardi nel rafforzamento e nell'estensione della rete elettrica. Tali problemi continuano a rappresentare una minaccia per la crescita futura dell'energia eolica.

L'industria ha fissato un nuovo obiettivo di 75 000 MW per il 2010. Tale potenza dovrebbe consentire di produrre circa 160 TWh, che rappresentano tra il 4 e il 6% del consumo europeo di energia elettrica previsto per il 2010. Per realizzare questo sviluppo è necessario allargare il gruppo dei paesi "efficienti". Il mercato offshore sarà quasi certamente un elemento chiave dello sviluppo dell'energia eolica nel corso dei prossimi anni.

È possibile integrare nella rete elettrica importanti quote di elettricità di origine eolica. Nel 2005, ad esempio, l'energia eolica ha coperto il 18% della domanda di elettricità in Danimarca.

L'industria europea dell'energia eolica ha tenuto il passo della crescita del mercato mondiale. Gli industriali tedeschi e spagnoli di questo settore dipendono sempre meno dalla crescita del loro mercato nazionale, in quanto aumentano le quote destinate all'esportazione. La Danimarca ha potuto mantenere inalterato il numero di posti di lavoro nel settore dell'energia eolica (20 000) grazie al mercato delle esportazioni. Secondo la BWE (l'associazione tedesca dell'energia eolica), nel 2005 il settore tedesco dell'energia eolica ha realizzato un fatturato di 5,03 miliardi di euro. Metà di tale cifra, vale a dire 2,51 miliardi di euro, proviene dalle esportazioni. La situazione è identica in termini di occupazione: attualmente le esportazioni danno lavoro a 31 900 dei 63 800 addetti dell'industria tedesca dell'energia eolica.

La crescita del mercato mondiale dell'energia eolica si è accompagnata ad una fase di riorganizzazione industriale del settore. Tale riorganizzazione ha profondamente modificato la situazione del settore dell'energia eolica a partire dal 2002. Si è assistito ad un consolidamento industriale considerevole, con imprese meno numerose e più grandi, in particolare sul mercato mondiale. Le piccole e medie imprese, tuttavia, svolgono ancora un ruolo importante sui mercati regionali.

Figura 5: Andamento dello sviluppo della produzione di elettricità di origine eolica negli Stati membri dell'UE-25 dal 1990 al 2005[19].

4.2.        Biomassa

La produzione di elettricità a partire da biomassa comprende tre tipi di combustibile: la biomassa solida, il biogas e la frazione biodegradabile dei rifiuti solidi urbani. Di seguito sono fornite ulteriori informazioni sulla biomassa solida e sul biogas. L'elettricità prodotta a partire dalla biomassa copre il 2% del consumo totale di elettricità nell'UE. La biomassa totale ha conosciuto una crescita del 18% nel 2002, del 13% nel 2003, del 19% nel 2004 e del 23% nel 2005[20]. È evidente la netta accelerazione dei progressi negli ultimi anni. Se fosse possibile estrapolare il tasso di crescita del 2004 al 2010, il contributo totale della biomassa ammonterebbe a circa 167 TWh, valore che corrisponde alla produzione attesa da questa fonte di energia per raggiungere l'obiettivo del 21% di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili[21]. I contribuiti forniti dai Paesi Bassi alla biomassa nel 2005 rischiano tuttavia di essere un successo di breve durata[22].

Figura 6: Andamento dello sviluppo della produzione di energia elettrica a partire da biomassa solida, da biogas e da rifiuti solidi urbani negli Stati membri dell'UE-25 tra il 1990 e il 2004 ed estrapolazione al 2010 presupponendo un tasso di crescita annuale del 19%[23].

4.2.1.     Biomassa solida

La produzione di elettricità a partire dalla biomassa solida è basata sulla combustione di prodotti e residui silvicoli ed agricoli in centrali termiche. Come per la biomassa totale, lo sviluppo della biomassa solida si è accelerato sensibilmente nel 2004 e 2005. Il tasso di crescita annuale nell'UE-25 è stato del 20% nel 2002, del 13% nel 2003 e del 25% nel 2004.

Lo sviluppo nell'UE-25 è illustrato nella figura 7. Tra il 2002 e il 2004 sono stati immessi nella rete elettrica circa 10 TWh di generazione supplementare. I paesi che contribuiscono maggiormente alla produzione complessiva di elettricità a partire da biomassa come fonte energetica rinnovabile sono la Finlandia e la Svezia, seguite da Germania, Spagna, Regno Unito, Danimarca, Austria e dai Paesi Bassi.

I principali ostacoli a un'ulteriore crescita sono connessi alle infrastrutture piuttosto che alle condizioni economiche. Il piano d'azione per la biomassa[24], volto ad accrescere il ricorso a questa fonte energetica rinnovabile, affronta i problemi individuati negli attuali mercati della biomassa in Europa. Esso definisce inoltre un programma coordinato per l'azione comunitaria. I provvedimenti comprendono il miglioramento dell'approvvigionamento e dell'offerta di biomassa, la rimozione degli ostacoli tecnici e la promozione della ricerca e sviluppo.

È innegabile che le tradizioni consolidate nel settore della biomassa e l'importanza del settore silvicolo, combinate al fatto che gli impianti sono in prevalenza unità industriali di grandi dimensioni che operano in modalità di cogenerazione (produzione combinata di energia elettrica e calore), costituiscono fattori che favoriscono fortemente lo sviluppo del settore della produzione di elettricità a partire dalla biomassa nei paesi scandinavi. In Germania lo sviluppo riguarda soprattutto centrali di produzione di medie dimensioni (fino a 20 MW) e, a causa del sostegno particolare a favore della cogenerazione, una percentuale crescente degli impianti a biomassa produce sia energia elettrica che calore.

Circa la metà degli Stati membri consente la co-combustione di biomassa solida nelle centrali convenzionali. Come evidenziato in particolare dall'esempio britannico e da quello ungherese, questa opzione permette di ottenere tassi di crescita particolarmente elevati. Nel Regno Unito l'energia elettrica prodotta a partire da biomassa con metodi di co-combustione predominava chiaramente la produzione complessiva di elettricità a partire da biomassa solida nel 2004 ed è cresciuta di quasi il 75% (+ 1,4 TWh) nel 2005. Al momento nelle tre principali centrali a co-combustione dell'Ungheria sono utilizzate come combustibile 630 000 tonnellate di biomassa.

Figura 7: Andamento dello sviluppo della produzione di energia elettrica da biomassa solida (ad esclusione dei rifiuti solidi urbani) negli Stati membri dell'UE-25 dal 1990 al 2005[25].

La Commissione ha recentemente approvato e presentato al Consiglio e al Parlamento europeo un piano d'azione europeo sulle foreste[26]. Il piano d'azione sostiene tra l'altro l'utilizzo delle risorse silvicole come materie prime energetiche, che risulteranno particolarmente importanti per la produzione di biomassa solida.

4.2.2.     Biogas

Visti gli attuali prezzi elevati del petrolio e del gas naturale, produrre biogas e lasciarlo semplicemente bruciare nell'aria è uno spreco. Nel 2005 il biogas ha permesso di produrre quasi 5 Mtep (megatonnellate equivalente petrolio) per diversi impieghi energetici in diversi paesi dell'Unione europea. Le risorse totali sono stimate ad oltre 20 Mtep, in base all'attuale produzione di rifiuti. Lo sfruttamento energetico del biogas non riguarda soltanto la produzione di energia, ma è legato anche al trattamento dei rifiuti e a considerazioni di carattere ambientale. Circa la metà dei rifiuti europei finisce semplicemente in discarica.

Circa due terzi del biogas sono utilizzati per la produzione di energia elettrica e un terzo per la produzione di calore. Si stima che nel 2004 la produzione di energia elettrica a partire da biogas sia stata pari a 14,9 TWh, metà della quale in centrali a cogenerazione.

Il biogas proviene da vari tipi di processi. Può trattarsi di gas di scarico prodotto dai rifiuti biodegradabili presenti nelle discariche â€“ non molto efficiente dal punto di vista ambientale â€“ oppure di gas derivato da un digestore. Il trattamento dipende dal tipo di rifiuti da trattare. Il biogas può provenire da rifiuti domestici o da rifiuti agricoli, quali concimi liquidi e rifiuti del raccolto. Il biogas può essere trattato in piccole unità all'interno delle aziende agricole oppure all'interno di impianti collettivi centralizzati. Tali impianti, particolarmente diffusi in Danimarca, sono in grado di trattare vari tipi di rifiuti allo stesso tempo, soprattutto concime solido o liquido mescolato ad altri rifiuti organici. Gli impianti specializzati nella produzione di biogas costituiscono un modo efficace di trattare i rifiuti biodegradabili provenienti dall'agricoltura e dall'industria; le dimensioni di tali impianti permettono inoltre di utilizzare efficacemente il contenuto energetico di questi rifiuti. Il potenziale di crescita di questa tecnologia è considerevole.

Nell'ultimo decennio i tassi di crescita annuale della produzione di elettricità a partire da biogas sono sempre stati elevati: 24% nel 2002, 13% nel 2003, 22% nel 2004 e 15% nel 2005.

Figura 8: Andamento dello sviluppo della produzione di energia elettrica a partire da biogas
negli Stati membri dell'UE-25 tra il 1999 e il 2005[27]

L'inasprimento della normativa europea in materia ambientale per quanto riguarda le restrizioni e la tassazione dello smaltimento in discarica incoraggia i responsabili decisionali a trovare soluzioni più rispettose dell'ambiente e più vantaggiose in termini energetici per il trattamento dei rifiuti organici fin dalla loro raccolta. Circa la metà dei rifiuti solidi urbani europei finisce tuttavia ancora in discarica e ciò costituisce uno spreco di rifiuti valorizzabili e di energia preziosa.

Oltre alla produzione di calore ed elettricità, il biogas può anche servire da carburante per i trasporti. La Svezia possiede già un parco di 779 autobus a biogas, oltre 4 500 automobili che utilizzano un carburante composto da una miscela di benzina e biogas, o gas naturale, come pure un treno che utilizza tale carburante dallo scorso anno.

Un quarto dei paesi dell'UE garantisce un sostegno adeguato allo sviluppo del biogas.

4.3.        Energia solare fotovoltaica

La potenza fotovoltaica totale installata nell'UE è aumentata al tasso annuale medio senza precedenti del 70% negli ultimi cinque anni, passando da 127 MWp[28] nel 2000 a 1 794 MWp alla fine del 2005. La crescita ragguardevole della potenza installata totale in Europa è stata trainata dalla Germania: dove si trova l'86% della potenza fotovoltaica installa nell'UE. Gli altri mercati europei hanno tutt'altra dimensione. I Paesi Bassi hanno una potenza installata di oltre 50 MWp e la Spagna 58 MWp. Nei 25 Stati membri dell'UE è in netto rialzo anche un altro indicatore: il rapporto "potenza di picco pro capite", che è passato da 2,5 Wp per abitante nel 2004 a 3,9 Wp per abitante nel 2005. A titolo di raffronto, il Giappone (128 milioni di abitanti) possiede una potenza installata di 8,9 Wp/abitante, mentre gli Stati Uniti (291 milioni di abitanti) hanno una potenza installata di 1,3 Wp/abitante.

L'energia fotovoltaica è essenzialmente una tecnologia decentrata. Grazie ai pannelli installati sui tetti degli edifici, l'elettricità prodotta con questo metodo presenta il vantaggio di fornire un livello doppio di energia primaria, grazie alla riduzione delle perdite dovute alla conversione nella produzione di elettricità per via termica e a quelle dovute al trasporto e alla distribuzione. Questo settore presente una forte componente tecnologica, una natura modulare e un grande potenziale a lungo termine[29].

4.4.        Piccoli impianti idroelettrici

L'attuale tendenza europea in termini di aumento nella potenza installata nelle piccole centrali non è molto dinamica, a causa di ostacoli amministrativi e ambientali. Il settore presenta, tuttavia, un reale potenziale in grado di generare un'attività economica stabile e vivace.

Il termine "piccolo impianto idroelettrico" si riferisce normalmente alle centrali idroelettriche di potenza massima non superiore a 10 MW. In altre parti del mondo, la soglia che separa le centrali idroelettriche piccole da quelle grandi può variare significativamente. In Cina, ad esempio, tutti gli impianti di potenza inferiore a 50 MW rientrano tra le piccoli centrali idroelettriche. Questa fonte di energia rinnovabile è caratterizzata da un potenziale e da costi di produzione molto variabili da uno Stato membro all'altro.

Negli ultimi quattro anni, la potenza prodotta dalle piccole centrali idroelettriche ha conosciuto una crescita annuale media del 3,8% nell'UE-25. Questa debole crescita si spiega essenzialmente con il fatto che i potenziali esistenti sono già stati sfruttati e con la presenza di importanti ostacoli amministrativi (ad esempio, i permessi ambientali). Rispetto alla situazione nell'UE-15, gli Stati membri che hanno aderito all'UE nel maggio 2004 hanno conosciuto uno sviluppo più dinamico di questo settore, soprattutto grazie ai progressi realizzati in Slovenia e Polonia. Tra il 2000 e il 2004 l'UE-10 ha conosciuto tassi di crescita più elevati pari a quasi l'8%.

Figura 9: Andamento dello sviluppo della potenza installata in piccole centrali idroelettriche
negli Stati membri dell'UE-25 tra il 1999 e il 2004[30]

4.5.        Energia geotermica

Il settore dell'energia geotermica si trova attualmente al quarto posto a livello mondiale per la produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili, alle spalle dell'energia idroelettrica, della biomassa e dell'energia eolica. Alla fine del 2004 rappresentava una potenza installata di 8 911 MW a livello mondiale. L'Europa possiede il 9% della capacità geotermica mondiale.

Le principali applicazioni della geotermia in Europa non riguardano tuttavia la produzione di elettricità, ma piuttosto di calore, in larga misura per il riscaldamento di edifici per mezzo di pompe di calore geotermiche[31].

Nell'UE la produzione di elettricità a partire da fonti geotermiche è effettuata soprattutto in Italia, Portogallo (Azzorre) e Francia. Il leader europeo indiscusso è l'Italia, con una capacità installata totale di 790 MWe, che rappresenta il 95% dell'intera potenza installata nell'UE-25. A parte questi tre paesi, sono in corso nuovi sviluppi in Austria e Germania, con un ciclo tecnologico binario di produzione combinata di elettricità e di calore.

L'industria delle pompe di calore è di gran lunga la più dinamica tra i settori legati alla geotermia, ma la produzione di calore esula dal campo della presente relazione della Commissione. L'evoluzione della produzione di elettricità a partire da fonti geotermiche è fortemente legata alla possibilità di produrre calore ed elettricità in modo combinato.

Figura 10: Andamento dello sviluppo della produzione di energia elettrica da fonti geotermiche
 negli Stati membri dell'UE-25 tra il 1999 e il 2004[32]

5.           Attuazione giuridica della direttiva

La direttiva, il cui obiettivo è aumentare il contributo apportato dalle fonti energetiche rinnovabili alla produzione di energia elettrica copre quattro settori principali: la fissazione di obiettivi indicativi nazionali per il consumo di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili; la semplificazione delle procedure amministrative per i nuovi produttori di elettricità da fonti energetiche rinnovabili; la parità di trattamento per i produttori di elettricità da fonti energetiche rinnovabili che desiderano essere collegati alla rete elettrica nazionale e la fissazione di garanzie d'origine reciprocamente riconosciute per l'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Inoltre, gli Stati membri e la Commissione hanno l'obbligo di riferire sui progressi realizzati nel conseguimento dell'obiettivo nazionale indicativo e dell'obiettivo comunitario complessivo relativamente alla quota di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.

L'articolo 3, paragrafo 1, conferisce alla Commissione la facoltà di assicurarsi che gli Stati membri abbiano adottato le misure appropriate per conseguire i loro obiettivi indicativi nazionali[33].

Tutti gli Stati membri hanno recepito formalmente la direttiva, ovvero tutti hanno almeno adottato la legislazione primaria che comprende le principali disposizioni della direttiva. In alcuni Stati membri una trasposizione completa richiede anche una legislazione secondaria.

Il grado di recepimento e attuazione corretto della direttiva varia da uno Stato membro all'altro. La Commissione ha avviato procedure d'infrazione contro Austria, Cipro, Grecia, Irlanda, Italia e Lettonia. Le motivazioni principali alla base di queste procedure d'infrazione sono illustrate nella tabella che segue.


Prescrizioni

Motivazione della procedura d'infrazione

Articolo 9 – Recepimento generale - Leggi, regolamenti e disposizioni amministrative.

Recepimento incompleto a causa dell'assenza di legislazione secondaria.

Articolo 3 – Fissazione di obiettivi e misure appropriate atte a promuovere l'aumento dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili

Mancato impegno nella realizzazione dell'obiettivo

Articolo 5 – Garanzia di origine

Mancata attuazione completa di un sistema di garanzie di origine.

Articolo 6 – Procedure amministrative

Procedure complesse, non trasparenti e/o discriminatorie per il rilascio di permessi di costruzione e di esercizio di centrali per la produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili.

Articolo 7 – Condizioni per l'accesso alla rete

Condizioni opache e discriminatorie per l'accesso alla rete e in materia di norme per la divisione/imputazione dei costi dei vari investimenti collegati alla rete (collegamento, estensione e rafforzamento).

Le procedure d'infrazione che riguardano la direttiva 2001/77/CE sono avviate sulla base di denunce pervenute alla Commissione oppure dalla Commissione sulla base delle relazioni trasmesse dagli Stati membri o di altre informazioni riguardanti gli sviluppi nel settore dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili messe a disposizione dei servizi della Commissione.

6.           Conclusioni e azioni future

Si constata in tutta l'Unione europea una presa di coscienza dei tre principali motori delle energie rinnovabili: la sostenibilità, la competitività e la sicurezza dell'approvvigionamento[34]. Fino ad oggi l'industria ha beneficiato di incentivi "dall'alto" quali sovvenzioni e misure fiscali concepite per conseguire obiettivi di tipo macroeconomico e ambientale. La domanda di energia prodotta da fonti rinnovabili sta diventando tuttavia un motore trainante "dal basso" sempre più importante per l'industria. L'aumento dei prezzi energetici costringe i consumatori a prendere in considerazione strategie alternative per il loro approvvigionamento energetico. La domanda energetica continuerà ad aumentare se non saranno attuati attivamente provvedimenti a favore dell'efficienza energetica. I costi dell'energia elettrica sono cresciuti in media del 40% tra il 2004 e il 2005, soprattutto a scapito dei consumatori commerciali e industriali.

I produttori di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili sono diventati attori importanti sui mercati dell'elettricità. Occorre integrare adeguatamente le energie rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità. Il principio dell'accesso di terzi alla rete è fondamentale per permettere investimenti nelle energie rinnovabili da alimentare in rete e per attirare nuovi investitori sul mercato. L'esercizio della produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili e gli investimenti in tale settore sono più efficienti quando le energie provenienti da fonti rinnovabili sono esposte agli indicatori dei prezzi di mercato. Il mercato interno permette di raccogliere la produzione, migliorando in tal modo l'efficienza sia delle grandi che delle piccole unità di produzione a partire da fonti energetiche rinnovabili. Il commercio transfrontaliero consente di vendere elettricità proveniente da una zona che dispone di un'eccedenza ad una clientela più vasta, oppure di importare elettricità da zone più distanti. Ciò è particolarmente importante per le zone a forte densità di impianti eolici.

Le energie prodotte da fonti rinnovabili possono anche costituire un riparo dalla volatilità del mercato dell'energia elettrica. L'Europa non può permettersi fallimenti della sua politica nel settore delle energie rinnovabili.

Alcuni Stati membri (Danimarca, Germania, Spagna, Irlanda, Ungheria, Paesi Bassi e Lussemburgo) sembrano aver raggiunto gli obiettivi che hanno accettato ai sensi della direttiva. È soprattutto grazie agli sforzi di questo numero limitato di paesi che l'Unione europea può sperare, al massimo, di raggiungere una quota del 19% di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel 2010. Altri Stati membri potranno raggiungere gli obiettivi nazionali se rafforzeranno le loro politiche. In un numero significativo di Stati membri, tuttavia, si constata un declino della quota di elettricità prodotta a partire da fonti energetiche rinnovabili.

L'energia eolica rappresenta un successo indiscusso, con una forte crescita in Europa ed un mercato mondiale in rialzo. La biomassa (il gigante addormentato) inizia a svegliarsi e, nel corso degli ultimi due anni, sono aumentati anche il biogas e le fonti di co-combustione. Con le politiche attuali, la percentuale totale di elettricità prodotta a partire da fonti energetiche rinnovabili raggiungerà il 19% entro il 2010.

Una percentuale così prossima all'obiettivo iniziale può essere considerata un successo parziale, sebbene esista ancora un ampio margine di miglioramento. La Commissione desidera proseguire le attività volte a conseguire un progresso sostenibile nel settore dell'energia elettrica e raccomanda le seguenti azioni.

Otto settori principali di azione in materia di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili che devono essere messi in atto senza indugio:

1          Gli Stati membri devono attuare correttamente e completamente la direttiva sull'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili.

2.         Occorre eliminare senza indugio gli ostacoli amministrativi, le discriminazioni nel campo dell'accesso alla rete e le procedure troppo complesse.

3.         Occorre procedure all'ottimizzazione dei regimi di sostegno come indicato nel documento COM(2005) 675 def. Nel 2007 la Commissione riesaminerà la situazione dei sistemi di sostegno alle fonti energetiche rinnovabili negli Stati membri al fine di valutare le loro prestazioni e l'opportunità di proporre sistemi di sostegno armonizzati per le fonti energetiche rinnovabili nell'ambito del mercato interno dell'elettricità. Benché i regimi nazionali possano risultare ancora necessari per un periodo transitorio fino a quando il mercato interno non sarà pienamente operativo, l'obiettivo a lungo termine dovrebbe essere rappresentato dai regimi di sostegno armonizzati.

4.         Occorre ravvivare il settore della biomassa attraverso le misure contenute nel piano d'azione a favore di questo settore. L'incremento del ricorso alla biomassa per la cogenerazione beneficerà di un'attenzione particolare.

5.         Credibilità a lungo termine: la Commissione proporrà nel 2007 un nuovo quadro giuridico per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili come indicato nella tabella di marcia per le energie rinnovabili.

6.         La Commissione continuerà a cooperare strettamente con le autorità responsabili delle reti, i regolatori europei dell'elettricità e l'industria delle energie rinnovabili per permettere una migliore integrazione delle fonti energetiche rinnovabili nella rete elettrica e presterà una particolare attenzione alle esigenze particolari legate ad un'introduzione molto più importante dell'energia eolica off-shore, in particolare per quanto riguarda i collegamenti transfrontalieri. Occorre studiare le opportunità offerte dal regime della rete transeuropea dell'energia. Dovrebbero inoltre iniziare i lavori su un grande rete offshore europea.

7.         Il mercato interno dell'elettricità deve essere sviluppato in modo coerente con l'introduzione delle energie rinnovabili. La liberalizzazione, in particolare per quanto riguarda la trasparenza, la separazione e la messa in atto di maggiori capacità di interconnessione offre inoltre l'opportunità a nuovi soggetti innovativi di entrare nel mercato.

8.         Le fonti energetiche rinnovabili devono essere integrate rapidamente nella strategia di Lisbona dell'Unione europea nell'ambito del programma sulla competitività e l'innovazione, dei fondi regionali e di coesione, dello sviluppo rurale e di una RST rafforzata nel corso del periodo 2007-2013.


ALLEGATO[35]

Valutazione dei progressi realizzati dagli Stati membri nel conseguimento dell'obiettivo per il 2010 (in %)

 

Anno di riferimento (1997 o 2000)

Tasso di penetrazione 2004/2005

Penetrazione normalizzata 2004/2005

Obiettivo per il 2010

Classificazione

Danimarca

8,7

25,8 (2005)

27,3 (2005)

29,0

JJ

Germania

4,5

10,4 (2005)

10,8 (2005)

12,5

JJ

Ungheria

0,7

4,4 (2005)

4,0(2005)

3,6

JJ

 

 

 

 

 

 

Finlandia

24,7

25,0 (2005)

25,4(2005)

31,5

J

Irlanda

3,6

6,1(2005)

8,0 (2005)

13,2

J

Lussemburgo

2,1

3,6 (2005)

4,0 (2005)

5,7

J

Spagna

19,9

17,2 (2005)

21,6 (2005)

29,4

J

Svezia

49,1

53,2 (2005)

52,0 (2005)

55,2

J

Paesi Bassi

3,5

6,9 (2005)

6,5 (2005)

9,0

J

 

 

 

 

 

 

Repubblica ceca

3,8

4,8 (2005)

4,0 (2005)

8

K

Lituania

3,3

3,7 (2004)

3,3 (2004)

7

K

Polonia

1,6

2,8 (2005)

3,2 (2005)

7,5

K

Slovenia

29,9

29,1 (2004)

29,4 (2004)

33,6

K

Regno Unito

1,7

4,1 (2005)

4,2 (2005)

10,0

K

 

 

 

 

 

 

Belgio

1,1

1,8 (2005)

1,9 (2005)

6,0

L

Grecia

8,6

9,1 (2005)

7,7 (2005)

20,1

L

Portogallo

38,5

14,8 (2005)

28,8 (2005)

39,0

L

 

 

 

 

 

 

Austria

70,0

54,9 (2005)

57,5 (2005)

78,1

LL

Cipro

0,0

0,0 (2004)

0,0 (2004)

6

LL

Estonia

0,2

0,7 (2004)

0,7 (2004)

5,1

LL

Francia

15,0

11,0 (2005)

14,2 (2005)

21,0

LL

Italia

16,0

15,3 (2005)

16,0 (2005)

25,0

LL

Lettonia

42,4

47,1 (2004)

43,9 (2004)

49,3

LL

Malta

0,0

0,0 (2004)

0,0 (2004)

5

LL

Repubblica slovacca

17,9

15,4 (2005)

14,9 (2005)

31

LL

UE-25

12,9

13,7 (2004)

14,5 (2004)

21,0

 


Figure 1

New RES-E excl. hydro

Nuova elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, ad esclusione dell'energia idroelettrica

Small-scale hydro

Centrali idroelettriche di piccole dimensioni

Large-scale hydro

Centrali idroelettriche di grandi dimensioni

Electricity generation [TWh/year]

Produzione di energia elettrica [TWh/anno]

Figure 2

Wind off-shore

Energia eolica offshore

Wind on-shore

Energia eolica onshore

Photovoltaics

Energia fotovoltaica

Geothermal electricity  

Elettricità geotermica

Biowaste

Rifiuti biodegradabili

Solid biomass

Biomassa solida

Biogas

Biogas

Electricity generation [TWh/year]

Produzione di energia elettrica [TWh/anno]

Figure 3

ACTUAL additional RES-E penetration (2004 versus 1997)

Tasso di penetrazione aggiuntivo REALE dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili (nel 2004 rispetto al 1997)

 

NORMALISED additional RES-E penetration (2004 versus 1997)

Tasso di penetrazione aggiuntivo NORMALIZZATO dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili (nel 2004 rispetto al 1997)

Interim target for 2004

Obiettivo intermedio per il 2004

Additional RES-E penetration (2004 versus 1997) as share of RES-E directive target for 2010 [%]

Tasso di penetrazione aggiuntivo (nel 2004 rispetto al 1997) dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, come quota dell'obiettivo previsto nella direttiva sull'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili per il 2010 (in %)

Figure 4

ACTUAL additional RES-E penetration (2005 versus 1997)

Tasso di penetrazione aggiuntivo REALE dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili (nel 2005 rispetto al 1997)

 

NORMALISED additional RES-E penetration (2005 versus 1997)

Tasso di penetrazione aggiuntiva NORMALIZZATO dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili (nel 2005 rispetto al 1997)

Interim target for 2005

Obiettivo intermedio per il 2005

Additional RES-E penetration (2005 versus 1997) as share of RES-E directive target for 2010 [%]

Tasso di penetrazione aggiuntiva (nel 2005 rispetto al 1997) dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, come quota dell'obiettivo previsto nella direttiva sull'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili per il 2010 (in %)

Figure 5

Electricity generation from wind [GWh]
Produzione di elettricità a partire dall'energia eolica [GWh]

Figure 6

Biowaste

Rifiuti biodegradabili

 

Biogas

Biogas

Solid biomass

Biomassa solida

Extrapolation total biomass

Estrapolazione della biomassa totale

Biomass electricity generation [GWh]

Produzione di elettricità a partire dalla biomassa [GWh]

Figure 7

Electricity from biomass [GWh]           
Elettricità prodotta a partire dalla biomassa [GWh]

Figure 8

Electricity from biogas [GWh]  
Elettricità prodotta a partire dal biogas [GWh]

Figure 9

Installed small-scale hydro capacity [MW]       
Potenza installata in centrali idroelettriche di piccole dimensioni [MW]

Figure 10

Electricity from geothermal [GWh]       
Elettricità prodotta dall'energia geotermica [GWh]



[1]               Direttiva 2001/77/CE, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità; GU L 283 del 27.10.2001, pag. 33.

[2]               COM(2004) 366 def., "La quota di fonti energetiche rinnovabili nell'UE", Commissione europea 2004.

[3]                      La Spagna ha attivato 11 MW di energia eliotermica prodotta da centrali grandi dimensioni nel 2006 e al momento ne sono in costruzione altri 65 MW. Ad oggi, solo il Portogallo e il Regno Unito forniscono esplicitamente incentivi per i sistemi di energia oceanica. La grande fascia delle maree lungo la costa occidentale dell'Inghilterra e del Galles garantisce condizioni tra le più favorevoli al mondo per l'utilizzo dell'energia delle maree. Nel Libro verde della Commissione "Verso la futura politica marittima dell'Unione", COM(2006) 275 def. si fa riferimento all'energia delle onde, delle maree e a quella eolica da impianti offshore come fonti energetiche sfruttabili potenzialmente a breve scadenza.

[4]               Fonte Eurostat fino al 2004. I dati del 2005 contengono cifre provvisorie fornite dall'Agenzia internazionale dell'Energia e degli Stati membri.

[5]               Le cifre relative al 2005 fornite dall'Agenzia internazionale dell'Energia e dagli Stati membri sono provvisorie. Le cifre consolidate fornite da Eurostat indicano un 14% nel 2004. Il punto di partenza adottato per la direttiva è stato il 13%.

[6]               Se il consumo di energia elettrica dell'UE-25 fosse rimasto costante dal 1997, l'attuale percentuale di elettricità rinnovabile sarebbe pari al 16%.

[7]               Fonte Eurostat fino al 2004. I dati del 2005 contengono cifre provvisorie fornite dall'Agenzia internazionale dell'Energia e degli Stati membri.

[8]               L'analisi dei progressi realizzati è basata sul progetto Progress "Analisi del raggiungimento degli obiettivi nazionali e comunitari per il 2010 ai sensi della direttiva 2001/77/CE" e sul progetto EurObserv'ER.

[9]               In generale, le statistiche consolidate più recenti sono quelle relative al 2004. Alcuni Stati membri hanno presentato le cifre relative al 2005 e le statistiche relative all'energia eolica, fotovoltaica e al biogas per il 2005 sono ben conosciute. Le cifre relative alla biomassa sono statistiche provvisorie fornite dall'AIE. Ove disponibili a livello degli Stati membri, si è tenuto conto anche dei dati relativi al 2005.

[10]             Riferimento: indice degli investimenti di Ernst & Young.

[11]             Relazione sullo stato della produzione di elettricità a partire da fonti energetiche rinnovabili. Repubblica di Ungheria, Ministro dell'Economia e dei Trasporti, Budapest, febbraio 2006.

[12]             L'elevato grado di variabilità dell'energia idroelettrica, unito all'importante quota di tale energia in Finlandia, spiega la differenza tra la percentuale reale e quella armonizzata riportate nella figura 1.

[13]             COM(2005) 627def. del 7.12.2005, Comunicazione della Commissione sul sostegno a favore dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.

[14]             Nel 2005 l'energia idroelettrica prodotta da centrali di piccole e grandi dimensioni ha è stata pari al 67% dell'elettricità rinnovabile totale.

[15]             Il rinnovo del regime americano PTC (Production Tax Credit, credito d'imposta per la produzione) fino al 2007 ha rassicurato gli investitori statunitensi che hanno installato più di 2 400 MW nel 2004. L'Unione europea ha installato 6 165,7 MW nel 2005.

[16]             Il Portogallo è divenuto il settimo paese dell'UE a superare la soglia dei 1 000 MW con una capacità installata cumulata complessiva di 1 021 MW alla fine del 2005. Il Portogallo ha praticamente raddoppiato, nel giro di un anno, la propria capacità installata con l'aggiunta di 500 MW. Questi ottimi risultati sono stati ottenuti grazie alla rimozione degli ostacoli amministrativi e ad un attraente regime di prezzi di acquisto.

[17]             COM(1997) 599 def. del 26.11.1997, comunicazione della Commissione "Energia per il futuro: le fonti energetiche rinnovabili - Libro bianco per una strategia e un piano di azione della Comunità".

[18]             COM(2005) 627def. del 7.12.2005, Comunicazione della Commissione sul sostegno a favore dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.

[19]             Fonte Eurostat fino al 2004. I dati del 2005 contengono cifre provvisorie fornite dall'Agenzia internazionale dell'Energia e degli Stati membri.

[20]             I dati relativi al 2005 contengono cifre provvisorie fornite dall'Agenzia internazionale dell'Energia.

[21]             Supponendo che la biomassa totale contribuisca per il 40%, l'energia eolica per il 50% e tutta la restante elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili per il 10% della produzione supplementare di elettricità da fonti energetiche rinnovabili fino al 2010, rispetto al 2001. Si veda il documento COM(2004) 366 def. per chiarimenti su queste stime.

[22]             Il regime di sostegno alla biomassa è stato congelato dal governo olandese. Il successo della Svezia nel campo della biomassa deriva agli impianti esistenti e non dalla nuova capacità.

[23]             Fonte Eurostat fino al 2004. I dati del 2005 contengono cifre provvisorie fornite dall'Agenzia internazionale dell'Energia e degli Stati membri.

[24]             COM(2005) 628 def. Comunicazione della Commissione sul piano d'azione per la biomassa, Commissione europea, 2005.

[25]             Fonte Eurostat fino al 2004. I dati del 2005 contengono cifre provvisorie fornite dall'Agenzia internazionale dell'Energia e degli Stati membri.

[26]             COM(2006) 302 def., comunicazione della Commissione su un piano d'azione dell'UE sulle foreste, Commissione europea, 2006.

[27]             Fonte Eurostat fino al 2004. I dati del 2005 contengono cifre provvisorie fornite dall'Agenzia internazionale dell'Energia e degli Stati membri.

[28]             La potenza dell'energia solare fotovoltaica è normalmente espressa in Wp (watt peak, watt di picco). Si tratta della corrente continua (in watt) prodotta da un pannello solare e misurata in base a condizioni standard, vale a dire, illuminazione di 1000 Watt/m², temperatura atmosferica di 25°C e uno spettro riferito alla luce solare che ha attraversato l'atmosfera (AM o Massa d'aria 1,5).

[29]             Un buon esempio di politiche innovative volte a sostenere ulteriormente l'energia fotovoltaica è rappresentato dalla Spagna, che è stato il primo paese in Europa ad adottare un provvedimento nazionale che impone l'attuazione di misure per l'efficienza energetica degli edifici e prescrive un livello minimo di utilizzo dell'energia solare (eliotermica o fotovoltaica) negli edifici di nuova costruzione o in ristrutturazione. Esiste inoltre una prescrizione relativa al contributo minimo che l'energia fotovoltaica deve apportare all'elettricità totale per i nuovi edifici nel settore terziario aventi una superficie superiore ad un determinato numero di m².

[30]             Fonte: Eurostat.

[31]             In Europa la capacità geotermica è pari a 6 589,8 MWth (compresi 4 531 MWth di pompe di calore).

[32]             Fonte: Eurostat.

[33]                    "Gli Stati membri adottano misure appropriate atte a promuovere l'aumento del consumo di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili[…] Tali misure devono essere proporzionate all'obiettivo".

[34]             COM(2006)105 def. dell'8.3.2006. Comunicazione della Commissione "Una strategia europea per un'energia sostenibile, competitiva e sicura". Commissione europea, marzo 2006.

[35]             La Romania e la Bulgaria hanno fissato un obiettivo per il 2010 e hanno mantenuto quello per l'Europa allargata al 21%[26]. La Romania ha fissato l'obiettivo di passare dal 28% al 33% entro il 2010 e la Bulgaria dal 6% all'11% entro il 2010. Nella prossima relazione della Commissione, che sarà pubblicata nel 2008, si valuterà la misura in cui questi due paesi avranno conseguito i loro obiettivi nazionali.