Bruxelles, 10.1.2007
COM(2006) 849 definitivo
Â
COMUNICAZIONE
DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO
Azioni
adottate a seguito del Libro verde
Relazione sui progressi realizzati nel settore dell'elettricità prodotta da
fonti energetiche rinnovabili
{SEC(2007) 12}
INDICE
1........... Introduzione
e contesto
2........... Quadro
d'insieme. Dove conducono le politiche attuate al momento?
3........... Valutazione
dei progressi a livello nazionale. Evoluzione negli Stati membri
4.3........ Energia
solare fotovoltaica
4.4........ Piccoli
impianti idroelettrici
4.5........ Energia
geotermica
5........... Attuazione
giuridica della direttiva
6........... Conclusioni
e azioni future
INDICE..................................................................................................................................... 25
COMUNICAZIONE
DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO
Azioni
adottate a seguito del Libro verde
Relazione sui progressi realizzati nel settore dell'elettricità prodotta da
fonti energetiche rinnovabili
1.          Introduzione e contesto
Le fonti
energetiche rinnovabili permettono di attendersi miglioramenti strategici nella
sicurezza dell'approvvigionamento, di ridurre la volatilità a lungo termine dei
prezzi che l'UE subisce per i combustibili fossili e potrebbero conferire un
ulteriore vantaggio competitivo all'industria delle tecnologie energetiche
dell'UE. Le fonti energetiche rinnovabili
riducono inoltre l'inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra. Esse facilitano inoltre il miglioramento delle
prospettive economiche e sociali delle regioni rurali e isolate nei paesi
industrializzati e contribuiscono a soddisfare i bisogni energetici di base nei
paesi in via di sviluppo. L'effetto cumulativo
dei vantaggi sopra elencati costituisce un importante punto a favore del
sostegno alle fonti energetiche rinnovabili.
A norma
dell'articolo 3, paragrafo 4 della direttiva 2001/77/CE sull'energia elettrica
prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità [1],
la Commissione valuta in quale misura gli Stati membri hanno progredito verso
il conseguimento dei loro obiettivi indicativi nazionali e la conformità con
l'obiettivo del 21% di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.
Questo è il principale obiettivo della presente relazione.
2.          Quadro d'insieme. Dove conducono le politiche attuate al
momento?
L'Unione
europea mira a far sì che, entro il 2010, il 21% dell'energia elettrica
prodotta nei 25 Stati membri provenga da fonti energetiche rinnovabili. Tale obiettivo è stato fissato dalla direttiva
2001/77/CE relativa alle fonti energetiche rinnovabili, che fissa obiettivi
nazionali differenziati.
La direttiva
sull'energia elettrica prodotta a partire da fonti energetiche rinnovabili ha
segnato una tappa storica nell'evoluzione di questo modo di produzione
dell'elettricità . Essa ha rappresentato il motore principale delle nuove politiche
in corso di attuazione.
Dall'ultima
relazione della Commissione in materia, pubblicata due anni fa[2],
la produzione di elettricità a partire da fonti energetiche rinnovabili (ad
esclusione di quella idroelettrica) è aumentata del 50%. Sulla base delle
politiche e delle attività attualmente in corso, si può prevedere di
raggiungere una quota del 19% entro il 2010. In altri termini, con ogni
probabilità l'Europa arriverà molto vicina al suo obiettivo relativo alla
produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili fissato per il
2010. L'energia idroelettrica prodotta da centrali di piccole e grandi
dimensioni resta la principale fonte rinnovabile per la produzione di energia
elettrica ed ha rappresentato il 10% del consumo complessivo di energia
elettrica nel 2005. Dato che l'energia idroelettrica è sensibile sia alla
siccità che alle forti precipitazioni, nella presente relazione è stato preso
in considerazione un anno di precipitazioni normali per escludere l'influenza
dei fattori climatici. Esistono altre fonti energetiche rinnovabili, che non
sono descritte nella presente relazione poiché il loro tasso di penetrazione
attuale è trascurabile. Negli anni a venire, tuttavia, avranno certamente un
ruolo da giocare fonti energetiche quali l'elettricità eliotermica, l'energia
delle onde e delle maree[3].

Figura
1: Andamento della produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili
nell'Unione europea (UE-25) tra il 1999 e il 2005[4]
|
Nel 2005
l'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili ha coperto il 15% del
consumo complessivo di energia elettrica nell'Unione europea[5].
Tale percentuale va inquadrata nel contesto di un livello di consumo
complessivo di energia elettrica in Europa superiore al previsto.
Nell'Unione europea il consumo di energia elettrica aumenta del 2% all'anno[6].
Occorre osservare, tuttavia, che ad eccezione della Germania e della Spagna,
i paesi in cui i progressi sono soddisfacenti rappresentano purtroppo una
parte relativamente piccola dell'intero mercato comunitario. In alcuni Stati
membri la percentuale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili si
sta addirittura riducendo. |
A partire
dal 1990 le nuove fonti energetiche rinnovabili hanno prodotto 148 TWh, valore
che equivale al consumo totale di energia elettrica di Irlanda, Austria e
Portogallo.
Tale
risultato può essere pertanto giudicato positivo grazie agli importanti sforzi
messi in atto da un limitato numero di Stati membri particolarmente attivi, ma
nel complesso è da ritenere insoddisfacente in quanto numerosi Stati membri
sono ben lungi dal realizzare i loro obiettivi nazionali. Occorre fare di più
se si desidera che l'Europa inverta la tendenza attuale verso un futuro
energetico sempre meno sostenibile.

Figura
2: Andamento della produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabile
"nuove"
nell'Unione europea (UE-25) dal 1990 al 2005[7].
3.          Valutazione dei progressi a livello nazionale. Evoluzione
negli Stati membri
Nove Stati
membri fanno parte del gruppo dei paesi cosiddetti "efficienti",
alcuni dei quali hanno addirittura raggiunto l'obiettivo fissato prima del
previsto. Per contro, undici Stati membri non sembrano rispettare il loro
impegno nazionale.
Gli Stati
membri dell'UE-15 dovevano recepire la direttiva 2001/77/CE entro l'ottobre
2003. I 10 Stati membri che hanno aderito all'UE il
1° maggio 2004 dovevano recepirla entro la data di adesione.
Dall'ultima relazione sono state attuate numerose politiche, sono state
adottate leggi in materia di energia e sono stati attuati nuovi regolamenti.
In aggiunta
ai progressi realizzati sul piano quantitativo nella produzione di energia
elettrica da fonti rinnovabili, la presente relazione rileva anche i progressi
realizzati dagli Stati membri nell'adozione di misure per promuovere
attivamente tale tipo di elettricità . Da un punto di vista metodologico,
occorre rilevare che la penetrazione del mercato da parte dell'energia
elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili è stata misurata in
condizioni normalizzate[8],
prendendo in considerazione un anno normale per quanto riguarda le
precipitazioni e il vento, per fare astrazione dell'influenza delle condizioni
climatiche (siccità o forti precipitazioni). In secondo luogo, l'analisi è
presentata soprattutto in termini di percentuale di conseguimento
dell'obiettivo. Di conseguenza, idealmente un paese deve aver raggiunto il 40%
dell'obiettivo nel 2004 e il 50% nel 2005[9].
Non tutti gli Stati membri dispongono di dati per il 2005, pertanto sono
indicati i dati relativi sia al 2004 che al 2005, a seconda del caso.
Sono stati
presi in considerazione anche i nuovi elementi presenti nel quadro di sostegno
per il 2005 e per il primo semestre 2006. In aggiunta alle politiche
ufficiali si è tenuto conto anche del punto di vista degli investitori, in
quanto esso costituisce una buona base per valutare la vitalità del mercato
dell'energia prodotta da fonti rinnovabili in un determinato paese e lo stato
di salute del mercato stesso[10].
Gli Stati membri possono essere classificati in cinque categorie in base al tasso
di penetrazione del mercato raggiunto e alle politiche attuate al momento.
1.          Perfetto:
in procinto di raggiungere l'obiettivo del 2010 JJ
2.          Gli
attuali sviluppi lasciano sperare che l'obiettivo del 2010 sarà raggiunto J
3.          Sono
indispensabili sforzi supplementari per raggiungere l'obiettivo del 2010 K
4.          Sono
necessari importanti sforzi supplementari per raggiungere l'obiettivo del 2010 LK
5.          L'obiettivo
è distante LL
Di seguito è
presentata una breve panoramica della situazione attuale in ogni Stato membro.
Ulteriori precisazioni sono disponibili nelle sintesi per paese.

Figura
3: conseguimento dell'obiettivo relativo all'elettricità prodotta da fonti
energetiche rinnovabili a livello dei singoli paesi: tasso di penetrazione
reale e normalizzato dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili
(nel 2004 rispetto al 1997).
 
Figura
4: realizzazione dell'obiettivo relativo all'elettricità prodotta da fonti
energetiche rinnovabili negli Stati membri per i quali sono già disponibili
dati relativi al 2005. tasso di penetrazione supplementare reale e normalizzato
dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili (nel 2005 rispetto
al 1997).
1.          Perfetto:
in procinto di raggiungere l'obiettivo del 2010 JJ
Danimarca. Forte crescita della produzione di
elettricità a partire da fonti rinnovabili, in particolare l'energia eolica.
Leader mondiale nella produzione di energia eolica offshore. Se la crescita
attuale continua la Danimarca supererà facilmente il suo obiettivo del 29% nel
2010. Tale obiettivo potrebbe essere raggiunto con tre o quattro anni
d'anticipo.
Germania. Forte sviluppo del settore delle fonti
energetiche rinnovabili. Il nuovo governo mantiene l'impegno a favore del
mercato dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, garantendo
in tal modo la stabilità del mercato.
Ungheria. Forte crescita dal 2004 dovuta alla biomassa
solida (co-combustione). L'obiettivo del 5,8% nel 2010 è stato conseguito nel
2005. I nuovi provvedimenti previsti dal governo porteranno probabilmente ad
una quota del 7,9% entro il 2010[11],
percentuale superiore all'obiettivo fissato.
2.          Gli
attuali sviluppi lasciano sperare che l'obiettivo del 2010 sarà raggiunto J
Finlandia. La Finlandia soddisfa circa una quarto dei
suoi fabbisogni energetici con elettricità prodotta da fonti energetiche
rinnovabili, per metà dall'energia idroelettrica e per l'altra metà dalla
biomassa. Un riorientamento della politica prevede un maggiore ricorso alle
risorse locali di biomassa[12].
Irlanda. Moderato aumento dell'elettricità prodotta
da fonti energetiche rinnovabili dovuto soprattutto all'energia eolica. Si
prevede che il nuovo sistema di sostegno all'alimentazione in rete garantirÃ
condizioni di investimento più allettanti rispetto al precedente regime
d'aggiudicazione e metterà così l'Irlanda in condizione di raggiungere
l'obiettivo per il 2010.
Lussemburgo. Buoni progressi nell'elettricità prodotta da
fonti energetiche rinnovabili, in particolare il biogas e l'energia
fotovoltaica. Si prevede che l'introduzione di tariffe migliorate per
l'alimentazione in rete aumenterà la penetrazione dell'elettricità prodotta da
fonti rinnovabili.
Spagna. Forte aumento dell'elettricità prodotta da
fonti rinnovabili dovuto soprattutto alla crescita dell'energia eolica. La
Spagna è il secondo produttore mondiale di energia eolica ed attua una corretta
strategia per l'immissione in rete di elevate capacità eoliche intermittenti.
Il forte aumento del consumo di energia elettrica, tuttavia, fa passare in
secondo piano il notevole sviluppo dell'elettricità prodotta da fonti
energetiche rinnovabili.
Svezia. Negli ultimi anni ha attuato una politica
vigorosa a favore della biomassa con una produzione di 3TWh a partire dalla
biomassa solida e la produzione prevista di altri 3TWh per mezzo della
co-combustione della biomassa negli impianti esistenti. La nuova legge in
materia di energia e la politica energetica prevista fino al 2030 potrebbero
prolungare i buoni risultati ottenuti in questi ultimi anni.
Paesi Bassi. Crescita significativa dell'elettricitÃ
prodotta da fonti energetiche rinnovabili, soprattutto a partire dalla
biomassa, grazie al regime di sostegno alle tariffe di alimentazione in rete e
ai prezzi elevati del petrolio. Il congelamento a tempo indeterminato del
sostegno finanziario a favore degli impianti di produzione di grandi dimensioni
che utilizzano la sola biomassa e degli impianti eolici offshore, deciso
nell'agosto 2006, potrebbe tuttavia destabilizzare il mercato delle iniziative
in materia di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Per
raggiungere l'obiettivo del 9% fissato per il 2010 sono necessari una maggiore
certezza e un sostegno più forte.
3.          Sforzi
supplementari permetterebbero probabilmente di raggiungere l'obiettivo del 2010
K
Repubblica ceca. Modesti progressi nella produzione di
elettricità da fonti energetiche rinnovabili a causa di incertezze circa il
sostegno finanziario. Una volta rivisto, il sistema di aiuti dovrebbe offrire
un maggiore sostegno a partire dal 2006. Per raggiungere l'obiettivo dell'8% di
elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel 2010 è necessaria
un'accelerazione della crescita.
Lituania. I progressi fino ad oggi sono stati modesti.
Per consentire di raggiungere l'obiettivo del 7% di elettricità prodotta da fonti
energetiche rinnovabili nel 2010, le modifiche apportate nel 2005 al sistema di
sostegno per tale settore devono portare rapidamente a risultati tangibili.
Polonia. Il basso prezzo dei certificati verdi e
l'assenza di sanzioni in caso di non conformità sono la causa di un aumento
estremamente modesto dell'elettricità prodotta da fonti energetiche
rinnovabili. La biomassa e l'energia eolica stentano a prendere piede.
L'aumento delle quote obbligatorie dovrebbe portare, a partire dal 2007, ad un
aumento dei prezzi dei certificati e ad una crescita più rapida
dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.
Slovenia. La forte crescita del consumo annuale di
energia elettrica (4,5%) fa passare in secondo piano il modesto aumento
dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Il sistema di
sostegno, tuttavia, mette la Slovenia in condizione di raggiungere il proprio
obiettivo del 33,6% nel 2010.
Regno Unito. Sono visibili alcuni progressi, in
particolare per il biogas, ma la politica nazionale sulle fonti energetiche
rinnovabili deve cambiare se si desidera raggiungere l'obiettivo del 2010.
4.          Sono
necessari importanti sforzi supplementari per raggiungere l'obiettivo del 2010 LK
Belgio. Crescita modesta. La quota obbligatoria ha
provocato un notevole aumento dei certificati verdi. Ciò, tuttavia, si è
tradotto in un aumento modesto della produzione di elettricità da fonti
energetiche rinnovabili. Occorre intensificare gli sforzi per raggiungere
l'obiettivo del 6%.
Grecia. Crescita modesta dell'elettricità prodotta
da fonti energetiche rinnovabili, in particolare a causa di ostacoli
amministrativi, nonostante la recente adozione di un nuovo regolamento
destinato a rimuovere tali ostacoli. La recente crescita significativa
dell'energia eolica (1000 MW installati al 2005) imprime un impulso positivo al
mercato dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Sono
necessari aumenti ancora più consistenti dell'elettricità prodotta da fonti
energetiche rinnovabili per raggiungere l'obiettivo del 20,1% entro il 2010.
Portogallo. Sono stati realizzati progressi
soddisfacenti a partire dal 2004. Al momento il governo ha avviato una
procedura d'aggiudicazione per una centrale eolica da 1 500 MW. Occorrono
tuttavia importanti sforzi per raggiungere l'obiettivo fissato per il 2010,
comprese misure volte a limitare la domanda di energia elettrica.
5.          L'obiettivo
è distante LL
La mancata o
lenta applicazione della direttiva sull'elettricità prodotta da fonti
energetiche rinnovabili è spesso rivelata dalla serietà degli sforzi messi in
atto per conseguire gli obiettivi in materia. La debole crescita
dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili è spesso dovuta a
ritardi nella pianificazione e ad ostacoli amministrativi, a restrizioni
nell'accesso alla rete (norme soggettive, opache e discriminatorie per il
collegamento alla rete ed il rafforzamento) e a ragioni finanziarie.
Austria. La produzione di elettricità da fonti
energetiche rinnovabili è dominata dalle centrali idroelettriche di grandi
dimensioni (60% del consumo elettrico totale). Nel corso degli ultimi anni si è
osservata una notevole crescita nei settori dell'energia eolica e della
biomassa, grazie alle tariffe di alimentazione in rete favorevoli. Le attuali
condizioni di investimento, tuttavia, sono cattive a causa della revisione del
regime di sostegno che ha portato a un rallentamento dello sviluppo
dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.
Cipro. Praticamente nessuna crescita
dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Nel 2006 è stato
introdotto un nuovo regime di tariffe per l'alimentazione in rete.
Estonia. Un aumento dell'energia idroelettrica e
della biomassa ha portato ad un modesto aumento dell'elettricità prodotta da
fonti energetiche rinnovabili. L'attuale sistema di sostegno non appare
tuttavia adeguato per lo sviluppo di altre fonti, quale l'energia eolica.
Francia. Fino ad ora non è stato registrato alcun
risultato relativo a una maggiore penetrazione dell'elettricità prodotta da
fonti energetiche rinnovabili. Il regime di aggiudicazione per la produzione di
elettricità da biomassa, quale fonte energetica rinnovabile, è stato nuovamente
rinviato. Miglioramenti delle procedure amministrative potrebbero portare a
migliori risultati in futuro.
Italia. Nel passato la quota obbligatoria applicata
in Italia ha portato ad un certo sviluppo nella produzione di elettricità da
fonti energetiche rinnovabili. Tale aumento è stato, tuttavia, completamente
annullato dall'incremento del consumo lordo di energia elettrica. Si constata
un notevole divario tra l'attuale tasso di penetrazione dell'elettricitÃ
prodotta da fonti energetiche rinnovabili e l'obiettivo del 25% fissato per il
2010. I problemi amministrativi rimangono uno dei principali ostacoli alla
crescita dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili in un paese
che dispone di un elevato potenziale in questo settore.
Lettonia. La crescita dell'elettricità prodotta da
fonti energetiche rinnovabili è particolarmente modesta a causa della mancanza
di un regime di sostegno stabile.
Malta. Praticamente nessuna crescita
dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Non è stata attuata
alcuna strategia in materia.
Repubblica slovacca. Modesti progressi nella produzione di
elettricità da fonti energetiche rinnovabili. Per raggiungere l'obiettivo del
31% nel 2010 sarà necessario un sostegno molto più deciso.
È
impossibile separare l'analisi del conseguimento degli obiettivi dagli aspetti
legati al livello di sostegno. Il sostegno all'elettricità prodotta
da fonti energetiche rinnovabili varia sensibilmente da uno Stato membro
all'altro. La precedente relazione della Commissione sul sostegno a favore
dell’elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili[13]
contiene una valutazione dettagliata di tali variazioni. In nove dei
venticinque Stati membri l'energia eolica beneficia solo di un sostegno
ridotto. Quando il sostegno complessivo ricevuto dai produttori è inferiore ai
costi di generazione, non si può sperare che le fonti energetiche rinnovabili
prendano piede. Per quanto riguarda la biomassa proveniente dalla silvicoltura,
il sostegno apportato non basta a coprire i costi di produzione nella metÃ
degli Stati membri. In materia di biogas, in quasi tre quarti degli Stati
membri l'aiuto fornito è insufficiente ai fini del suo sviluppo.
Occorre
legare la problematica dei regimi di sostegno alla questione degli ostacoli
amministrativi. Per conseguire gli obiettivi di penetrazione commerciale
dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili in modo efficace è
necessario avviare un processo che consenta di aumentare, in modo semplice e al
momento opportuno, la produzione di tale forma di energia.
4.          Sviluppo dell'elettricità nei vari settori delle fonti
energetiche rinnovabili: eolica, biomassa, idroelettrica, geotermica e solare
L'energia
idroelettrica resta la fonte principale[14],
ma cominciano a prendere piede anche nuove fonti rinnovabili come l'energia
eolica o la biomassa. L'energia idroelettrica prodotta da grandi centrali è una
tecnologia collaudata che ha quasi saturato il suo potenziale nell'UE-25 e, per
tale ragione, non è presa in considerazione nella presente analisi.
L'Unione
europea resta leader mondiale nel settore dell'energia eolica con una quota del
60% del mercato mondiale. Il mercato mondiale dell'energia eolica è in forte
crescita, in particolare in Asia (soprattutto in India), ma si osserva un forte
sviluppo anche nell'installazione di impianti nell'America settentrionale[15].
Nel 2002 l'80% della capacità mondiale era installato in Germania e in Spagna.
Tale percentuale è scesa al 56% nel 2005. Il rallentamento della ragguardevole
crescita annuale in Germania è stato compensato dall'aumento in altri mercati
europei, in particolare quelli del Regno Unito, del Portogallo[16]
e dell'Italia.
Dal 2000
l'energia eolica installata è cresciuta di oltre il 150% nell'UE. La potenza
pari a 40 000 MW, prevista nel Libro bianco sulle energie rinnovabili[17],
è stata raggiunta con cinque anni di anticipo. La potenza eolica installata
totale, pari a 40 455 MW, ha permesso di produrre 82 TWh nel 2005. Gli
eccellenti risultati conseguiti nel settore dell'energia eolica hanno permesso
all'industria di rivedere al rialzo (75 000 MW) il proprio obiettivo per
il 2010.
I nuovi
impianti per l'energia eolica rappresentano il 33% della nuova capacità di
produzione di elettricità nell'UE. Il restante 67% è costituito in larga misura
da centrali termiche convenzionali. L'elettricità prodotta dall'energia eolica
come fonte energetica rinnovabile rappresenta il 2,6% del consumo totale di
elettricità nell'Unione europea, vale a dire l'equivalente del consumo cumulato
di Danimarca e Portogallo. L'elettricità di origine eolica ha conosciuto una
crescita annuale media del 26% nel corso degli ultimi cinque anni.
Come
indicato nella comunicazione della Commissione del dicembre 2005[18],
un terzo dei paesi dell'UE non garantisce un sostegno sufficiente all'energia
eolica, mentre nella metà degli Stati membri dell'UE essa non è sfruttata a
sufficienza. La lentezza nello sviluppo di questa energia non è il risultato di
una politica deliberata, ma si spiega con i ritardi nella concessione delle autorizzazioni,
con le condizioni inique applicate per l'accesso alla rete e con i ritardi nel
rafforzamento e nell'estensione della rete elettrica. Tali problemi continuano
a rappresentare una minaccia per la crescita futura dell'energia eolica.
L'industria
ha fissato un nuovo obiettivo di 75 000 MW per il 2010. Tale potenza
dovrebbe consentire di produrre circa 160 TWh, che rappresentano tra il 4
e il 6% del consumo europeo di energia elettrica previsto per il 2010. Per
realizzare questo sviluppo è necessario allargare il gruppo dei paesi
"efficienti". Il mercato offshore sarà quasi certamente un elemento
chiave dello sviluppo dell'energia eolica nel corso dei prossimi anni.
È possibile
integrare nella rete elettrica importanti quote di elettricità di origine
eolica. Nel 2005, ad esempio, l'energia eolica ha coperto il 18% della
domanda di elettricità in Danimarca.
L'industria
europea dell'energia eolica ha tenuto il passo della crescita del mercato
mondiale. Gli industriali tedeschi e spagnoli di questo settore dipendono
sempre meno dalla crescita del loro mercato nazionale, in quanto aumentano le
quote destinate all'esportazione. La Danimarca ha potuto mantenere inalterato
il numero di posti di lavoro nel settore dell'energia eolica (20 000)
grazie al mercato delle esportazioni. Secondo la BWE (l'associazione tedesca
dell'energia eolica), nel 2005 il settore tedesco dell'energia eolica ha
realizzato un fatturato di 5,03 miliardi di euro. Metà di tale cifra, vale
a dire 2,51 miliardi di euro, proviene dalle esportazioni. La situazione è
identica in termini di occupazione: attualmente le esportazioni danno lavoro a
31 900 dei 63 800 addetti dell'industria tedesca dell'energia eolica.
La crescita
del mercato mondiale dell'energia eolica si è accompagnata ad una fase di
riorganizzazione industriale del settore. Tale riorganizzazione ha
profondamente modificato la situazione del settore dell'energia eolica a
partire dal 2002. Si è assistito ad un consolidamento industriale
considerevole, con imprese meno numerose e più grandi, in particolare sul
mercato mondiale. Le piccole e medie imprese, tuttavia, svolgono ancora un
ruolo importante sui mercati regionali.

Figura
5: Andamento dello
sviluppo della produzione di elettricità di origine eolica negli Stati membri
dell'UE-25 dal 1990 al 2005[19].
La
produzione di elettricità a partire da biomassa comprende tre tipi di
combustibile: la biomassa solida, il biogas e la frazione biodegradabile dei
rifiuti solidi urbani. Di seguito sono fornite ulteriori informazioni sulla
biomassa solida e sul biogas. L'elettricità prodotta a partire dalla biomassa
copre il 2% del consumo totale di elettricità nell'UE. La biomassa totale ha
conosciuto una crescita del 18% nel 2002, del 13% nel 2003, del 19% nel 2004 e
del 23% nel 2005[20].
È evidente la netta accelerazione dei progressi negli ultimi anni. Se fosse
possibile estrapolare il tasso di crescita del 2004 al 2010, il contributo
totale della biomassa ammonterebbe a circa 167 TWh, valore che corrisponde alla
produzione attesa da questa fonte di energia per raggiungere l'obiettivo del
21% di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili[21].
I contribuiti forniti dai Paesi Bassi alla biomassa nel 2005 rischiano tuttavia
di essere un successo di breve durata[22].

Figura 6: Andamento dello
sviluppo della produzione di energia elettrica a partire da biomassa solida, da
biogas e da rifiuti solidi urbani negli Stati membri dell'UE-25 tra il 1990 e
il 2004 ed estrapolazione al 2010 presupponendo un tasso di crescita annuale
del 19%[23].
4.2.1.    Biomassa solida
La
produzione di elettricità a partire dalla biomassa solida è basata sulla
combustione di prodotti e residui silvicoli ed agricoli in centrali termiche.
Come per la biomassa totale, lo sviluppo della biomassa solida si è accelerato
sensibilmente nel 2004 e 2005. Il tasso di crescita annuale nell'UE-25 è stato
del 20% nel 2002, del 13% nel 2003 e del 25% nel 2004.
Lo sviluppo
nell'UE-25 è illustrato nella figura 7. Tra il 2002 e il 2004 sono stati
immessi nella rete elettrica circa 10 TWh di generazione supplementare. I paesi
che contribuiscono maggiormente alla produzione complessiva di elettricità a
partire da biomassa come fonte energetica rinnovabile sono la Finlandia e la
Svezia, seguite da Germania, Spagna, Regno Unito, Danimarca, Austria e dai
Paesi Bassi.
I principali
ostacoli a un'ulteriore crescita sono connessi alle infrastrutture piuttosto
che alle condizioni economiche. Il piano d'azione per la biomassa[24], volto ad accrescere il ricorso a
questa fonte energetica rinnovabile, affronta i problemi individuati negli
attuali mercati della biomassa in Europa. Esso definisce inoltre un programma
coordinato per l'azione comunitaria. I provvedimenti comprendono il
miglioramento dell'approvvigionamento e dell'offerta di biomassa, la rimozione
degli ostacoli tecnici e la promozione della ricerca e sviluppo.
È innegabile
che le tradizioni consolidate nel settore della biomassa e l'importanza del
settore silvicolo, combinate al fatto che gli impianti sono in prevalenza unitÃ
industriali di grandi dimensioni che operano in modalità di cogenerazione
(produzione combinata di energia elettrica e calore), costituiscono fattori che
favoriscono fortemente lo sviluppo del settore della produzione di elettricitÃ
a partire dalla biomassa nei paesi scandinavi. In Germania lo sviluppo riguarda
soprattutto centrali di produzione di medie dimensioni (fino a 20 MW) e, a
causa del sostegno particolare a favore della cogenerazione, una percentuale
crescente degli impianti a biomassa produce sia energia elettrica che calore.
Circa la
metà degli Stati membri consente la co-combustione di biomassa solida nelle
centrali convenzionali. Come evidenziato in particolare dall'esempio britannico
e da quello ungherese, questa opzione permette di ottenere tassi di crescita
particolarmente elevati. Nel Regno Unito l'energia elettrica prodotta a partire
da biomassa con metodi di co-combustione predominava chiaramente la produzione
complessiva di elettricità a partire da biomassa solida nel 2004 ed è cresciuta
di quasi il 75% (+ 1,4 TWh) nel 2005. Al momento nelle tre principali centrali
a co-combustione dell'Ungheria sono utilizzate come combustibile 630 000
tonnellate di biomassa.

Figura 7: Andamento dello
sviluppo della produzione di energia elettrica da biomassa solida (ad
esclusione dei rifiuti solidi urbani) negli Stati membri dell'UE-25 dal 1990 al
2005[25].
La
Commissione ha recentemente approvato e presentato al Consiglio e al Parlamento
europeo un piano d'azione europeo sulle foreste[26].
Il piano d'azione sostiene tra l'altro l'utilizzo delle risorse silvicole come
materie prime energetiche, che risulteranno particolarmente importanti per la
produzione di biomassa solida.
4.2.2.    Biogas
Visti gli
attuali prezzi elevati del petrolio e del gas naturale, produrre biogas e
lasciarlo semplicemente bruciare nell'aria è uno spreco. Nel 2005 il biogas ha
permesso di produrre quasi 5 Mtep (megatonnellate equivalente petrolio) per
diversi impieghi energetici in diversi paesi dell'Unione europea. Le risorse
totali sono stimate ad oltre 20 Mtep, in base all'attuale produzione di
rifiuti. Lo sfruttamento energetico del biogas non riguarda soltanto la
produzione di energia, ma è legato anche al trattamento dei rifiuti e a
considerazioni di carattere ambientale. Circa la metà dei rifiuti europei
finisce semplicemente in discarica.
Circa due
terzi del biogas sono utilizzati per la produzione di energia elettrica e un
terzo per la produzione di calore. Si stima che nel 2004 la produzione di
energia elettrica a partire da biogas sia stata pari a 14,9 TWh, metà della
quale in centrali a cogenerazione.
Il biogas
proviene da vari tipi di processi. Può trattarsi di gas di scarico prodotto dai
rifiuti biodegradabili presenti nelle discariche – non molto
efficiente dal punto di vista ambientale – oppure di gas derivato da
un digestore. Il trattamento dipende dal tipo di rifiuti da trattare. Il biogas
può provenire da rifiuti domestici o da rifiuti agricoli, quali concimi liquidi
e rifiuti del raccolto. Il biogas può essere trattato in piccole unitÃ
all'interno delle aziende agricole oppure all'interno di impianti collettivi
centralizzati. Tali impianti, particolarmente diffusi in Danimarca, sono in
grado di trattare vari tipi di rifiuti allo stesso tempo, soprattutto concime
solido o liquido mescolato ad altri rifiuti organici. Gli impianti
specializzati nella produzione di biogas costituiscono un modo efficace di
trattare i rifiuti biodegradabili provenienti dall'agricoltura e
dall'industria; le dimensioni di tali impianti permettono inoltre di utilizzare
efficacemente il contenuto energetico di questi rifiuti. Il potenziale di
crescita di questa tecnologia è considerevole.
Nell'ultimo
decennio i tassi di crescita annuale della produzione di elettricità a partire
da biogas sono sempre stati elevati: 24% nel 2002, 13% nel 2003, 22% nel 2004 e
15% nel 2005.

Figura
8: Andamento dello sviluppo della produzione di energia elettrica a partire da
biogas
negli Stati membri dell'UE-25 tra il 1999 e il 2005[27]
L'inasprimento
della normativa europea in materia ambientale per quanto riguarda le
restrizioni e la tassazione dello smaltimento in discarica incoraggia i
responsabili decisionali a trovare soluzioni più rispettose dell'ambiente e più
vantaggiose in termini energetici per il trattamento dei rifiuti organici fin
dalla loro raccolta. Circa la metà dei rifiuti solidi urbani europei finisce
tuttavia ancora in discarica e ciò costituisce uno spreco di rifiuti
valorizzabili e di energia preziosa.
Oltre alla
produzione di calore ed elettricità , il biogas può anche servire da carburante
per i trasporti. La Svezia possiede già un parco di 779 autobus a biogas, oltre
4 500 automobili che utilizzano un carburante composto da una miscela di
benzina e biogas, o gas naturale, come pure un treno che utilizza tale carburante
dallo scorso anno.
Un quarto
dei paesi dell'UE garantisce un sostegno adeguato allo sviluppo del biogas.
4.3.       Energia solare
fotovoltaica
La potenza
fotovoltaica totale installata nell'UE è aumentata al tasso annuale medio senza
precedenti del 70% negli ultimi cinque anni, passando da 127 MWp[28]
nel 2000 a 1 794 MWp alla fine del 2005. La crescita ragguardevole della
potenza installata totale in Europa è stata trainata dalla Germania: dove si
trova l'86% della potenza fotovoltaica installa nell'UE. Gli altri mercati
europei hanno tutt'altra dimensione. I Paesi Bassi hanno una potenza installata
di oltre 50 MWp e la Spagna 58 MWp. Nei 25 Stati membri dell'UE è in netto
rialzo anche un altro indicatore: il rapporto "potenza di picco pro capite",
che è passato da 2,5 Wp per abitante nel 2004 a 3,9 Wp per abitante nel 2005. A
titolo di raffronto, il Giappone (128 milioni di abitanti) possiede una potenza
installata di 8,9 Wp/abitante, mentre gli Stati Uniti (291 milioni di
abitanti) hanno una potenza installata di 1,3 Wp/abitante.
L'energia
fotovoltaica è essenzialmente una tecnologia decentrata. Grazie ai pannelli
installati sui tetti degli edifici, l'elettricità prodotta con questo metodo
presenta il vantaggio di fornire un livello doppio di energia primaria, grazie
alla riduzione delle perdite dovute alla conversione nella produzione di
elettricità per via termica e a quelle dovute al trasporto e alla
distribuzione. Questo settore presente una forte componente tecnologica, una
natura modulare e un grande potenziale a lungo termine[29].
4.4.       Piccoli impianti
idroelettrici
L'attuale
tendenza europea in termini di aumento nella potenza installata nelle piccole
centrali non è molto dinamica, a causa di ostacoli amministrativi e ambientali.
Il settore presenta, tuttavia, un reale potenziale in grado di generare
un'attività economica stabile e vivace.
Il termine
"piccolo impianto idroelettrico" si riferisce normalmente alle
centrali idroelettriche di potenza massima non superiore a 10 MW. In altre
parti del mondo, la soglia che separa le centrali idroelettriche piccole da
quelle grandi può variare significativamente. In Cina, ad esempio, tutti gli
impianti di potenza inferiore a 50 MW rientrano tra le piccoli centrali
idroelettriche. Questa fonte di energia rinnovabile è caratterizzata da un
potenziale e da costi di produzione molto variabili da uno Stato membro
all'altro.
Negli ultimi
quattro anni, la potenza prodotta dalle piccole centrali idroelettriche ha
conosciuto una crescita annuale media del 3,8% nell'UE-25. Questa debole
crescita si spiega essenzialmente con il fatto che i potenziali esistenti sono
già stati sfruttati e con la presenza di importanti ostacoli amministrativi (ad
esempio, i permessi ambientali). Rispetto alla situazione nell'UE-15, gli Stati
membri che hanno aderito all'UE nel maggio 2004 hanno conosciuto uno sviluppo
più dinamico di questo settore, soprattutto grazie ai progressi realizzati in
Slovenia e Polonia. Tra il 2000 e il 2004 l'UE-10 ha conosciuto tassi di
crescita più elevati pari a quasi l'8%.

Figura
9: Andamento dello sviluppo della potenza installata in piccole centrali
idroelettriche
negli Stati membri dell'UE-25 tra il 1999 e il 2004[30]
4.5.       Energia geotermica
Il settore
dell'energia geotermica si trova attualmente al quarto posto a livello mondiale
per la produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili, alle spalle
dell'energia idroelettrica, della biomassa e dell'energia eolica. Alla fine del
2004 rappresentava una potenza installata di 8 911 MW a livello
mondiale. L'Europa possiede il 9% della capacità geotermica mondiale.
Le
principali applicazioni della geotermia in Europa non riguardano tuttavia la
produzione di elettricità , ma piuttosto di calore, in larga misura per il
riscaldamento di edifici per mezzo di pompe di calore geotermiche[31].
Nell'UE la
produzione di elettricità a partire da fonti geotermiche è effettuata
soprattutto in Italia, Portogallo (Azzorre) e Francia. Il leader europeo
indiscusso è l'Italia, con una capacità installata totale di 790 MWe, che rappresenta
il 95% dell'intera potenza installata nell'UE-25. A parte questi tre paesi,
sono in corso nuovi sviluppi in Austria e Germania, con un ciclo tecnologico
binario di produzione combinata di elettricità e di calore.
L'industria
delle pompe di calore è di gran lunga la più dinamica tra i settori legati alla
geotermia, ma la produzione di calore esula dal campo della presente relazione
della Commissione. L'evoluzione della produzione di elettricità a partire da
fonti geotermiche è fortemente legata alla possibilità di produrre calore ed
elettricità in modo combinato.

Figura
10: Andamento dello sviluppo della produzione di energia elettrica da fonti
geotermiche
 negli Stati membri dell'UE-25 tra il
1999 e il 2004[32]
5.          Attuazione giuridica della direttiva
La
direttiva, il cui obiettivo è aumentare il contributo apportato dalle fonti
energetiche rinnovabili alla produzione di energia elettrica copre quattro
settori principali: la fissazione di obiettivi indicativi nazionali per il
consumo di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili; la
semplificazione delle procedure amministrative per i nuovi produttori di
elettricità da fonti energetiche rinnovabili; la parità di trattamento per i
produttori di elettricità da fonti energetiche rinnovabili che desiderano
essere collegati alla rete elettrica nazionale e la fissazione di garanzie
d'origine reciprocamente riconosciute per l'elettricità prodotta da fonti
energetiche rinnovabili. Inoltre, gli Stati membri e la Commissione hanno
l'obbligo di riferire sui progressi realizzati nel conseguimento dell'obiettivo
nazionale indicativo e dell'obiettivo comunitario complessivo relativamente
alla quota di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.
L'articolo
3, paragrafo 1, conferisce alla Commissione la facoltà di assicurarsi che gli
Stati membri abbiano adottato le misure appropriate per conseguire i loro
obiettivi indicativi nazionali[33].
Tutti gli
Stati membri hanno recepito formalmente la direttiva, ovvero tutti hanno almeno
adottato la legislazione primaria che comprende le principali disposizioni
della direttiva. In alcuni Stati membri una trasposizione completa richiede
anche una legislazione secondaria.
Il grado di
recepimento e attuazione corretto della direttiva varia da uno Stato membro
all'altro. La Commissione ha avviato procedure d'infrazione contro Austria,
Cipro, Grecia, Irlanda, Italia e Lettonia. Le motivazioni principali alla base
di queste procedure d'infrazione sono illustrate nella tabella che segue.
|
Prescrizioni |
Motivazione della procedura d'infrazione |
|
Articolo 9 – Recepimento generale - Leggi,
regolamenti e disposizioni amministrative. |
Recepimento incompleto a causa dell'assenza
di legislazione secondaria. |
|
Articolo 3 – Fissazione di obiettivi e
misure appropriate atte a promuovere l'aumento dell'elettricità prodotta da
fonti energetiche rinnovabili |
Mancato impegno nella realizzazione
dell'obiettivo |
|
Articolo 5 – Garanzia di origine |
Mancata attuazione completa di un sistema
di garanzie di origine. |
|
Articolo 6 – Procedure amministrative |
Procedure complesse, non trasparenti e/o
discriminatorie per il rilascio di permessi di costruzione e di esercizio di
centrali per la produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili. |
|
Articolo 7 – Condizioni per l'accesso alla
rete |
Condizioni opache e discriminatorie per
l'accesso alla rete e in materia di norme per la divisione/imputazione dei
costi dei vari investimenti collegati alla rete (collegamento, estensione e
rafforzamento). |
Le procedure
d'infrazione che riguardano la direttiva 2001/77/CE sono avviate sulla base di
denunce pervenute alla Commissione oppure dalla Commissione sulla base delle
relazioni trasmesse dagli Stati membri o di altre informazioni riguardanti gli
sviluppi nel settore dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili
messe a disposizione dei servizi della Commissione.
6.          Conclusioni e azioni future
Si constata
in tutta l'Unione europea una presa di coscienza dei tre principali motori
delle energie rinnovabili: la sostenibilità , la competitività e la sicurezza
dell'approvvigionamento[34].
Fino ad oggi l'industria ha beneficiato di incentivi "dall'alto"
quali sovvenzioni e misure fiscali concepite per conseguire obiettivi di tipo
macroeconomico e ambientale. La domanda di energia prodotta da fonti rinnovabili
sta diventando tuttavia un motore trainante "dal basso" sempre più
importante per l'industria. L'aumento dei prezzi energetici costringe i
consumatori a prendere in considerazione strategie alternative per il loro
approvvigionamento energetico. La domanda energetica continuerà ad aumentare se
non saranno attuati attivamente provvedimenti a favore dell'efficienza
energetica. I costi dell'energia elettrica sono cresciuti in media del 40% tra
il 2004 e il 2005, soprattutto a scapito dei consumatori commerciali e
industriali.
I
produttori di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili sono diventati
attori importanti sui mercati dell'elettricità . Occorre integrare adeguatamente
le energie rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità . Il principio
dell'accesso di terzi alla rete è fondamentale per permettere investimenti
nelle energie rinnovabili da alimentare in rete e per attirare nuovi
investitori sul mercato. L'esercizio della produzione di elettricità da fonti
energetiche rinnovabili e gli investimenti in tale settore sono più efficienti
quando le energie provenienti da fonti rinnovabili sono esposte agli indicatori
dei prezzi di mercato. Il mercato interno permette di raccogliere la
produzione, migliorando in tal modo l'efficienza sia delle grandi che delle
piccole unità di produzione a partire da fonti energetiche rinnovabili. Il
commercio transfrontaliero consente di vendere elettricità proveniente da una
zona che dispone di un'eccedenza ad una clientela più vasta, oppure di
importare elettricità da zone più distanti. Ciò è particolarmente importante
per le zone a forte densità di impianti eolici.
Le energie
prodotte da fonti rinnovabili possono anche costituire un riparo dalla
volatilità del mercato dell'energia elettrica. L'Europa non può permettersi
fallimenti della sua politica nel settore delle energie rinnovabili.
Alcuni Stati
membri (Danimarca, Germania, Spagna, Irlanda, Ungheria, Paesi Bassi e
Lussemburgo) sembrano aver raggiunto gli obiettivi che hanno accettato ai sensi
della direttiva. È soprattutto grazie agli sforzi di questo numero limitato di
paesi che l'Unione europea può sperare, al massimo, di raggiungere una quota
del 19% di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel 2010.
Altri Stati membri potranno raggiungere gli obiettivi nazionali se
rafforzeranno le loro politiche. In un numero significativo di Stati membri,
tuttavia, si constata un declino della quota di elettricità prodotta a partire
da fonti energetiche rinnovabili.
L'energia
eolica rappresenta un successo indiscusso, con una forte crescita in Europa ed
un mercato mondiale in rialzo. La biomassa (il gigante addormentato) inizia a
svegliarsi e, nel corso degli ultimi due anni, sono aumentati anche il biogas e
le fonti di co-combustione. Con le politiche attuali, la percentuale totale di
elettricità prodotta a partire da fonti energetiche rinnovabili raggiungerà il
19% entro il 2010.
Una
percentuale così prossima all'obiettivo iniziale può essere considerata un
successo parziale, sebbene esista ancora un ampio margine di miglioramento. La
Commissione desidera proseguire le attività volte a conseguire un progresso
sostenibile nel settore dell'energia elettrica e raccomanda le seguenti azioni.
Otto settori principali
di azione in materia di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili
che devono essere messi in atto senza indugio:
1Â Â Â Â Â Â Â Â Â Gli
Stati membri devono attuare correttamente e completamente la direttiva
sull'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili.
2.        Occorre
eliminare senza indugio gli ostacoli amministrativi, le discriminazioni nel
campo dell'accesso alla rete e le procedure troppo complesse.
3.        Occorre
procedure all'ottimizzazione dei regimi di sostegno come indicato nel documento
COM(2005) 675 def. Nel 2007 la Commissione riesaminerà la situazione
dei sistemi di sostegno alle fonti energetiche rinnovabili negli Stati membri
al fine di valutare le loro prestazioni e l'opportunità di proporre sistemi di
sostegno armonizzati per le fonti energetiche rinnovabili nell'ambito del
mercato interno dell'elettricità . Benché i regimi nazionali possano risultare
ancora necessari per un periodo transitorio fino a quando il mercato interno
non sarà pienamente operativo, l'obiettivo a lungo termine dovrebbe essere
rappresentato dai regimi di sostegno armonizzati.
4.        Occorre
ravvivare il settore della biomassa attraverso le misure contenute nel piano
d'azione a favore di questo settore. L'incremento del ricorso alla biomassa per
la cogenerazione beneficerà di un'attenzione particolare.
5.        CredibilitÃ
a lungo termine: la Commissione proporrà nel 2007 un nuovo quadro giuridico per
la promozione delle fonti energetiche rinnovabili come indicato nella tabella
di marcia per le energie rinnovabili.
6.        La
Commissione continuerà a cooperare strettamente con le autorità responsabili
delle reti, i regolatori europei dell'elettricità e l'industria delle energie
rinnovabili per permettere una migliore integrazione delle fonti energetiche
rinnovabili nella rete elettrica e presterà una particolare attenzione alle
esigenze particolari legate ad un'introduzione molto più importante
dell'energia eolica off-shore, in particolare per quanto riguarda i
collegamenti transfrontalieri. Occorre studiare le opportunità offerte dal
regime della rete transeuropea dell'energia. Dovrebbero inoltre iniziare i
lavori su un grande rete offshore europea.
7.        Il
mercato interno dell'elettricità deve essere sviluppato in modo coerente con
l'introduzione delle energie rinnovabili. La liberalizzazione, in particolare
per quanto riguarda la trasparenza, la separazione e la messa in atto di
maggiori capacità di interconnessione offre inoltre l'opportunità a nuovi
soggetti innovativi di entrare nel mercato.
8.        Le
fonti energetiche rinnovabili devono essere integrate rapidamente nella
strategia di Lisbona dell'Unione europea nell'ambito del programma sulla
competitività e l'innovazione, dei fondi regionali e di coesione, dello
sviluppo rurale e di una RST rafforzata nel corso del periodo 2007-2013.
ALLEGATO[35]
Valutazione dei
progressi realizzati dagli Stati membri nel conseguimento dell'obiettivo per il
2010 (in %)
|
|
Anno
di riferimento (1997 o 2000) |
Tasso
di penetrazione 2004/2005 |
Penetrazione
normalizzata 2004/2005 |
Obiettivo
per il 2010 |
Classificazione |
|
Danimarca |
8,7 |
25,8 (2005) |
27,3 (2005) |
29,0 |
JJ |
|
Germania |
4,5 |
10,4 (2005) |
10,8 (2005) |
12,5 |
JJ |
|
Ungheria |
0,7 |
4,4 (2005) |
4,0(2005) |
3,6 |
JJ |
|
|
|
|
|
|
|
|
Finlandia |
24,7 |
25,0 (2005) |
25,4(2005) |
31,5 |
J |
|
Irlanda |
3,6 |
6,1(2005) |
8,0 (2005) |
13,2 |
J |
|
Lussemburgo |
2,1 |
3,6 (2005) |
4,0 (2005) |
5,7 |
J |
|
Spagna |
19,9 |
17,2 (2005) |
21,6 (2005) |
29,4 |
J |
|
Svezia |
49,1 |
53,2 (2005) |
52,0 (2005) |
55,2 |
J |
|
Paesi
Bassi |
3,5 |
6,9 (2005) |
6,5 (2005) |
9,0 |
J |
|
|
|
|
|
|
|
|
Repubblica
ceca |
3,8 |
4,8 (2005) |
4,0 (2005) |
8 |
K |
|
Lituania |
3,3 |
3,7 (2004) |
3,3 (2004) |
7 |
K |
|
Polonia |
1,6 |
2,8 (2005) |
3,2 (2005) |
7,5 |
K |
|
Slovenia |
29,9 |
29,1 (2004) |
29,4 (2004) |
33,6 |
K |
|
Regno
Unito |
1,7 |
4,1 (2005) |
4,2 (2005) |
10,0 |
K |
|
|
|
|
|
|
|
|
Belgio |
1,1 |
1,8 (2005) |
1,9 (2005) |
6,0 |
L |
|
Grecia |
8,6 |
9,1 (2005) |
7,7 (2005) |
20,1 |
L |
|
Portogallo |
38,5 |
14,8 (2005) |
28,8 (2005) |
39,0 |
L |
|
|
|
|
|
|
|
|
Austria |
70,0 |
54,9 (2005) |
57,5 (2005) |
78,1 |
LL |
|
Cipro |
0,0 |
0,0 (2004) |
0,0 (2004) |
6 |
LL |
|
Estonia |
0,2 |
0,7 (2004) |
0,7 (2004) |
5,1 |
LL |
|
Francia |
15,0 |
11,0 (2005) |
14,2 (2005) |
21,0 |
LL |
|
Italia |
16,0 |
15,3 (2005) |
16,0 (2005) |
25,0 |
LL |
|
Lettonia |
42,4 |
47,1 (2004) |
43,9 (2004) |
49,3 |
LL |
|
Malta |
0,0 |
0,0 (2004) |
0,0 (2004) |
5 |
LL |
|
Repubblica
slovacca |
17,9 |
15,4 (2005) |
14,9 (2005) |
31 |
LL |
|
UE-25 |
12,9 |
13,7 (2004) |
14,5 (2004) |
21,0 |
|
Figure 1
|
New RES-E excl. hydro |
Nuova elettricità prodotta da fonti
energetiche rinnovabili, ad esclusione dell'energia idroelettrica |
|
Small-scale hydro |
Centrali idroelettriche di piccole
dimensioni |
|
Large-scale hydro |
Centrali idroelettriche di grandi
dimensioni |
|
Electricity generation [TWh/year] |
Produzione di energia elettrica [TWh/anno] |
Figure 2
|
Wind
off-shore |
Energia
eolica offshore |
|
Wind
on-shore |
Energia
eolica onshore |
|
Photovoltaics |
Energia
fotovoltaica |
|
Geothermal
electricity  |
ElettricitÃ
geotermica |
|
Biowaste |
Rifiuti
biodegradabili |
|
Solid
biomass |
Biomassa
solida |
|
Biogas |
Biogas |
|
Electricity
generation [TWh/year] |
Produzione
di energia elettrica [TWh/anno] |
Figure 3
|
ACTUAL
additional RES-E penetration (2004 versus 1997) |
Tasso di
penetrazione aggiuntivo REALE dell'elettricità prodotta da fonti energetiche
rinnovabili (nel 2004 rispetto al 1997) |
|
|
NORMALISED
additional RES-E penetration (2004 versus 1997) |
Tasso di
penetrazione aggiuntivo NORMALIZZATO dell'elettricità prodotta da fonti
energetiche rinnovabili (nel 2004 rispetto al 1997) |
|
|
Interim
target for 2004 |
Obiettivo
intermedio per il 2004 |
|
|
Additional RES-E penetration (2004 versus 1997)
as share of RES-E directive target for 2010 [%] |
Tasso di penetrazione aggiuntivo (nel 2004
rispetto al 1997) dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili,
come quota dell'obiettivo previsto nella direttiva sull'elettricità prodotta
da fonti energetiche rinnovabili per il 2010 (in %) |
Figure 4
|
ACTUAL additional
RES-E penetration (2005 versus 1997) |
Tasso di penetrazione
aggiuntivo REALE dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili
(nel 2005 rispetto al 1997) |
|
|
NORMALISED additional
RES-E penetration (2005 versus 1997) |
Tasso di penetrazione
aggiuntiva NORMALIZZATO dell'elettricità prodotta da fonti energetiche
rinnovabili (nel 2005 rispetto al 1997) |
|
|
Interim target for
2005 |
Obiettivo intermedio
per il 2005 |
|
|
Additional RES-E penetration (2005 versus
1997) as share of RES-E directive target for 2010 [%] |
Tasso di penetrazione aggiuntiva (nel 2005
rispetto al 1997) dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili,
come quota dell'obiettivo previsto nella direttiva sull'elettricità prodotta
da fonti energetiche rinnovabili per il 2010 (in %) |
Figure 5
Electricity generation from wind [GWh]
Produzione di elettricità a partire dall'energia eolica [GWh]
Figure 6
|
Biowaste |
Rifiuti biodegradabili |
|
|
Biogas |
Biogas |
|
|
Solid biomass |
Biomassa solida |
|
|
Extrapolation total biomass |
Estrapolazione della biomassa totale |
|
|
Biomass electricity generation [GWh] |
Produzione di elettricità a partire dalla
biomassa [GWh] |
Figure 7
Electricity from biomass [GWh]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â
Elettricità prodotta a partire dalla biomassa [GWh]
Figure 8
Electricity from biogas [GWh]Â Â
Elettricità prodotta a partire dal biogas [GWh]
Figure 9
Installed small-scale hydro capacity [MW]Â Â Â Â Â Â Â
Potenza installata in centrali idroelettriche di piccole dimensioni [MW]
Figure 10
Electricity from geothermal [GWh]Â Â Â Â Â Â Â
Elettricità prodotta dall'energia geotermica [GWh]
[1]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Direttiva
2001/77/CE, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell'energia
elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno
dell'elettricità ; GU L 283 del 27.10.2001, pag. 33.
[2]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â COM(2004) 366 def., "La quota di fonti energetiche rinnovabili
nell'UE", Commissione europea 2004.
[3]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â La Spagna ha attivato 11 MW di
energia eliotermica prodotta da centrali grandi dimensioni nel 2006 e al
momento ne sono in costruzione altri 65 MW. Ad oggi, solo il Portogallo e il
Regno Unito forniscono esplicitamente incentivi per i sistemi di energia
oceanica. La grande fascia delle maree lungo la costa occidentale
dell'Inghilterra e del Galles garantisce condizioni tra le più favorevoli al
mondo per l'utilizzo dell'energia delle maree. Nel Libro verde della
Commissione "Verso la futura politica marittima dell'Unione",
COM(2006) 275 def. si fa riferimento all'energia delle onde, delle
maree e a quella eolica da impianti offshore come fonti energetiche sfruttabili
potenzialmente a breve scadenza.
[4]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Fonte
Eurostat fino al 2004. I dati del 2005 contengono cifre provvisorie fornite
dall'Agenzia internazionale dell'Energia e degli Stati membri.
[5]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Le
cifre relative al 2005 fornite dall'Agenzia internazionale dell'Energia e dagli
Stati membri sono provvisorie. Le cifre consolidate fornite da Eurostat
indicano un 14% nel 2004. Il punto di partenza adottato per la direttiva è
stato il 13%.
[6]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Se
il consumo di energia elettrica dell'UE-25 fosse rimasto costante dal 1997,
l'attuale percentuale di elettricità rinnovabile sarebbe pari al 16%.
[7]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Fonte
Eurostat fino al 2004. I dati del 2005 contengono cifre provvisorie fornite
dall'Agenzia internazionale dell'Energia e degli Stati membri.
[8]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â L'analisi
dei progressi realizzati è basata sul progetto Progress "Analisi del
raggiungimento degli obiettivi nazionali e comunitari per il 2010 ai sensi
della direttiva 2001/77/CE" e sul progetto EurObserv'ER.
[9]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â In
generale, le statistiche consolidate più recenti sono quelle relative al 2004.
Alcuni Stati membri hanno presentato le cifre relative al 2005 e le statistiche
relative all'energia eolica, fotovoltaica e al biogas per il 2005 sono ben
conosciute. Le cifre relative alla biomassa sono statistiche provvisorie
fornite dall'AIE. Ove disponibili a livello degli Stati membri, si è tenuto
conto anche dei dati relativi al 2005.
[10]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Riferimento:
indice degli investimenti di Ernst & Young.
[11]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Relazione
sullo stato della produzione di elettricità a partire da fonti energetiche
rinnovabili. Repubblica di Ungheria, Ministro dell'Economia e dei Trasporti,
Budapest, febbraio 2006.
[12]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â L'elevato
grado di variabilità dell'energia idroelettrica, unito all'importante quota di
tale energia in Finlandia, spiega la differenza tra la percentuale reale e
quella armonizzata riportate nella figura 1.
[13]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â COM(2005) 627def.
del 7.12.2005, Comunicazione della Commissione sul sostegno a favore
dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.
[14]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Nel
2005 l'energia idroelettrica prodotta da centrali di piccole e grandi
dimensioni ha è stata pari al 67% dell'elettricità rinnovabile totale.
[15]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Il
rinnovo del regime americano PTC (Production Tax Credit, credito d'imposta per
la produzione) fino al 2007 ha rassicurato gli investitori statunitensi che
hanno installato più di 2 400 MW nel 2004. L'Unione europea ha installato
6 165,7 MW nel 2005.
[16]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Il
Portogallo è divenuto il settimo paese dell'UE a superare la soglia dei
1 000 MW con una capacità installata cumulata complessiva di
1 021 MW alla fine del 2005. Il Portogallo ha praticamente
raddoppiato, nel giro di un anno, la propria capacità installata con l'aggiunta
di 500 MW. Questi ottimi risultati sono stati ottenuti grazie alla
rimozione degli ostacoli amministrativi e ad un attraente regime di prezzi di
acquisto.
[17]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â COM(1997) 599
def. del 26.11.1997, comunicazione della Commissione "Energia per il
futuro: le fonti energetiche rinnovabili - Libro bianco per una strategia e un
piano di azione della Comunità ".
[18]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â COM(2005) 627def.
del 7.12.2005, Comunicazione della Commissione sul sostegno a favore
dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.
[19]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Fonte
Eurostat fino al 2004. I dati del 2005 contengono cifre provvisorie fornite
dall'Agenzia internazionale dell'Energia e degli Stati membri.
[20]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â I
dati relativi al 2005 contengono cifre provvisorie fornite dall'Agenzia
internazionale dell'Energia.
[21]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Supponendo
che la biomassa totale contribuisca per il 40%, l'energia eolica per il 50% e
tutta la restante elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili per il
10% della produzione supplementare di elettricità da fonti energetiche
rinnovabili fino al 2010, rispetto al 2001. Si veda il documento
COM(2004) 366 def. per chiarimenti su queste stime.
[22]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Il
regime di sostegno alla biomassa è stato congelato dal governo olandese. Il
successo della Svezia nel campo della biomassa deriva agli impianti esistenti e
non dalla nuova capacità .
[23]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Fonte
Eurostat fino al 2004. I dati del 2005 contengono cifre provvisorie fornite
dall'Agenzia internazionale dell'Energia e degli Stati membri.
[24]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â COM(2005)
628 def. Comunicazione della Commissione sul piano d'azione per la biomassa,
Commissione europea, 2005.
[25]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Fonte
Eurostat fino al 2004. I dati del 2005 contengono cifre provvisorie fornite
dall'Agenzia internazionale dell'Energia e degli Stati membri.
[26]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â COM(2006) 302 def.,
comunicazione della Commissione su un piano d'azione dell'UE sulle foreste,
Commissione europea, 2006.
[27]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Fonte
Eurostat fino al 2004. I dati del 2005 contengono cifre provvisorie fornite
dall'Agenzia internazionale dell'Energia e degli Stati membri.
[28]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â La
potenza dell'energia solare fotovoltaica è normalmente espressa in Wp (watt
peak, watt di picco). Si tratta
della corrente continua (in watt) prodotta da un pannello solare e misurata in
base a condizioni standard, vale a dire, illuminazione di 1000 Watt/m²,
temperatura atmosferica di 25°C e uno spettro riferito alla luce solare che ha
attraversato l'atmosfera (AM o Massa d'aria 1,5).
[29]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Un
buon esempio di politiche innovative volte a sostenere ulteriormente l'energia
fotovoltaica è rappresentato dalla Spagna, che è stato il primo paese in Europa
ad adottare un provvedimento nazionale che impone l'attuazione di misure per
l'efficienza energetica degli edifici e prescrive un livello minimo di utilizzo
dell'energia solare (eliotermica o fotovoltaica) negli edifici di nuova
costruzione o in ristrutturazione. Esiste inoltre una prescrizione relativa al
contributo minimo che l'energia fotovoltaica deve apportare all'elettricitÃ
totale per i nuovi edifici nel settore terziario aventi una superficie
superiore ad un determinato numero di m².
[30]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Fonte:
Eurostat.
[31]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â In
Europa la capacità geotermica è pari a 6 589,8 MWth (compresi 4 531
MWth di pompe di calore).
[32]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Fonte:
Eurostat.
[33]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â "Gli Stati membri adottano misure
appropriate atte a promuovere l'aumento del consumo di elettricità prodotta da
fonti energetiche rinnovabili[…] Tali misure devono essere proporzionate
all'obiettivo".
[34]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â COM(2006)105
def. dell'8.3.2006. Comunicazione della Commissione "Una strategia europea
per un'energia sostenibile, competitiva e sicura". Commissione europea,
marzo 2006.
[35]Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â La
Romania e la Bulgaria hanno fissato un obiettivo per il 2010 e hanno mantenuto
quello per l'Europa allargata al 21%[26]. La Romania ha fissato l'obiettivo di
passare dal 28% al 33% entro il 2010 e la Bulgaria dal 6% all'11% entro il
2010. Nella prossima relazione della Commissione, che sarà pubblicata nel 2008,
si valuterà la misura in cui questi due paesi avranno conseguito i loro
obiettivi nazionali.