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Bruxelles, 1.10.2007
COM(2007) 543 definitivo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE
Relazione annuale della Commissione
europea al Parlamento europeo sul funzionamento del sistema delle scuole
europee – Esercizio 2006
{SEC(2007) 1199}
INDICE
2........... Sviluppi importanti nel
corso del 2006
2.1........ Panoramica della
situazione attuale nelle scuole europee
2.1.1..... Persistente sovrappopolazione
a Bruxelles
2.1.2..... Ulteriori ritardi a
Lussemburgo
2.1.3..... Altre scuole – Molti problemi
di sovraffollamento
2.2........ Ambiti problematici
3........... Bilancio e riforma
finanziaria
3.2........ Il nuovo regolamento
finanziario
3.3........ Decisione concernente il
bilancio 2007
3.4........ Congelamento di parte del
contributo 2006 all'OSG
4.1........ Conferenza di Noordwijk e
riunione ministeriale
4.2........ Creazione dell'autorità centrale
per le iscrizioni
4.3........ Comunicazione,
informazione e dialogo
4.4........ Studio: il rapporto Van
Dijk su quattro scuole di dimensioni ridotte
5........... Sfide per il 2007 e
oltre
5.1........ Follow-up della conferenza
ministeriale
5.2........ Apertura di
Berkendael/Laeken a Bruxelles
5.3........ Obblighi degli Stati
membri
ALLEGATO 1...............................................................................................................................
ALLEGATO 2...............................................................................................................................
ALLEGATO 3...............................................................................................................................
1. Introduzione
La presente relazione si impernia sui principali avvenimenti e sviluppi che hanno inciso sul sistema delle scuole europee e sul ruolo svolto dalla Commissione europea nel corso del 2006.
È stato un anno di sviluppi fecondi per il futuro del sistema. L'importante conferenza ad alto livello svoltasi nella primavera del 2006 a Noordwijk è stata una pietra miliare del processo di riforma in corso a vari livelli. Ad essa è succeduta verso fine anno una riunione ministeriale informale che ha proseguito il dibattito sul futuro delle scuole ad alto livello politico. Il consiglio superiore delle scuole europee si trova ora ad affrontare la sfida di tradurre in pratica le intenzioni politiche.
Tuttavia, la vita quotidiana in alcune scuole rimane difficile a causa del sovraffollamento e della mancanza di volontà politica di alcuni paesi ospitanti di adottare le necessarie misure urgenti e di provvedere agli indispensabili investimenti nelle infrastrutture oppure, nei casi più gravi, addirittura di fornire idonee infrastrutture.
In generale, la Commissione è preoccupata del fatto che una serie di Stati membri non fanno fronte ai loro obblighi di paesi che ospitano le istituzioni e le scuole europee, tanto in termini di fornitura delle infrastrutture quanto di distacco degli insegnanti. Questa situazione incide direttamente, in modo negativo, sulle condizioni di insegnamento e sulla qualità della vita quotidiana degli allievi e del personale scolastico.
L'effetto combinato delle due questioni sta compromettendo le prospettive a lungo termine delle scuole europee. La Commissione sa che una parte del personale sta cercando, spesso a malincuore, soluzioni scolastiche alternative per i propri figli, poiché il sistema delle scuole europee non sempre riesce a fornire loro un'opzione soddisfacente. Il problema del sovraffollamento deve essere preso molto sul serio da tutte le parti in causa e la Commissione non smetterà di sollecitare i paesi ospitanti in questione affinché assolvano i loro obblighi.
2. Sviluppi
importanti nel corso del 2006
2.1. Panoramica della situazione attuale nelle scuole europee
Le scuole hanno continuato ad essere la scelta preferita per molti genitori e allievi, che hanno raggiunto il numero complessivo di 20 582 nelle 13 scuole. Queste sono di importanza fondamentale per il personale temporaneo, i cui figli devono continuare l'istruzione nella madre lingua sino al ritorno in patria. Con l'adesione, nel gennaio 2007, della Bulgaria e della Romania, aumentano la diversità e le esigenze cui il sistema delle scuole europee deve far fronte. Dati statistici dettagliati sono forniti nella relazione annuale del segretario generale[1].
2.1.1. Persistente sovrappopolazione a Bruxelles
La politica restrittiva in materia di iscrizioni per l'anno scolastico 2006/2007 ha determinato il dirottamento delle nuove iscrizioni verso la scuola di Uccle, l'unica avente in qualche misura capacità residua. Di conseguenza, molte famiglie hanno rinunciato ad iscrivere i figli a Uccle, poiché si sarebbero allungati in misura inaccettabile i tempi degli spostamenti pendolari. Le tre scuole presenti a Bruxelles sono tutte sature, avendo superato di gran lunga la rispettiva capacità nominale, a scapito delle condizioni in cui si svolge la vita quotidiana degli allievi. Nell'aprile 2006 il consiglio superiore ha deciso quali sezioni linguistiche saranno presenti a Laeken allorché la scuola aprirà nel 2009[2]. La Commissione ha sottolineato in diverse occasioni che le autorità belghe dovevano provvedere affinché una sede provvisoria in prossimità di Laeken fosse operativa all'avvio dell'anno scolastico 2007. In luglio lo Stato belga ha proposto come unica opzione il sito di Berkendael, che si trova all'estremo opposto della città, ossia nella parte sud di Bruxelles. Come sede provvisoria per Laeken, che si trova a nord, il sito è stato considerato dalla Commissione e dai rappresentanti dei genitori una proposta molto insoddisfacente e incoerente, che rischiava di far ripetere l'esperienza delle iscrizioni 2006/2007, quando molte famiglie già allora avevano rinunciato al sistema scolastico europeo.
Nell'autunno 2006 il consiglio superiore, condividendo l'opinione della Commissione, ha chiesto in tre occasioni che le autorità belghe integrino la loro proposta di sede provvisoria. Ciò purtroppo non è avvenuto. Nel novembre 2006 il consiglio superiore è stato quindi costretto ad adottare una decisione, vista l'assoluta necessità di disporre di spazio per le nuove iscrizioni nel settembre 2007. La Commissione ha reso una dichiarazione in cui illustra la sua posizione[3].
2.1.2. Ulteriori ritardi a Lussemburgo
La scuola di Lussemburgo I rimane sovrappopolata, in particolare per quanto riguarda il ciclo secondario, cui sono iscritti 2134 alunni di 11 sezioni e nonostante il progressivo trasferimento delle classi primarie di otto sezioni nella seconda scuola. Permane l'urgente necessità di un edificio definitivo per ospitare Lussemburgo II. Nel 2006 le autorità lussemburghesi hanno comunicato che il nuovo edificio sarà disponibile soltanto nel 2011. La Commissione continua ad essere molto preoccupata per i ritardi e ha richiamato l'attenzione del primo ministro sulla necessità di iniziative immediate.
Nel corso dell'anno è continuata la discussione della decisione adottata dal consiglio superiore nel 2003 relativa alla ripartizione degli alunni tra Lussemburgo I e II e all'inizio del gennaio 2007 si è svolto un tavolo con tutte le parti interessate, su iniziativa delle associazioni dei genitori e del comitato locale del personale. In tale occasione si è discusso dell'ubicazione della seconda scuola (Bertrange-Mamer) e della ripartizione tra le due scuole.
È stata esperita una gara per la gestione della mensa e della caffetteria, che sono ora operative.
2.1.3. Altre scuole – Molti problemi di sovraffollamento
Varese
A Varese persiste il problema del sovraffollamento ed è estremamente deplorevole che non siano state soddisfatte le reali esigenze della scuola in termini di infrastrutture aggiuntive. Nel corso dell'anno la Commissione ha chiesto per iscritto al governo italiano finanziamenti urgenti; di recente ha nuovamente sollevato la questione con il ministro competente ed è in attesa di una risposta.
Per il 2007/08 è prevista una procedura per il trasferimento della gestione della mensa ad una cooperativa di genitori costituita su iniziativa del comitato locale del personale del Centro comune di ricerca di Ispra. Le modalità di tale trasferimento devono essere approvate dal consiglio di amministrazione della scuola nel primo semestre 2007.
Francoforte
La popolazione scolastica è in costante aumento (7% nel 2006) per la presenza della Banca centrale europea (BCE), che assicura un afflusso di allievi. Nella sede attuale sono state effettuate alcune migliorie per rispondere alle esigenze delle nuove classi della materna, ma la capacità massima della scuola è pressoché raggiunta. La BCE prevede di trasferirsi in una nuova sede, nell'area dell'attuale Großmarkthalle di Francoforte; tale trasferimento influirà sulle future decisioni relative alla scuola.
Alicante
Nel corso dell'anno ad Alicante si è diplomata, con un tasso di riuscita del 97,7%, la prima classe giunta all'esame di licenza liceale europea. Le autorità spagnole hanno approvato una nuova legge, non ancora entrata in vigore, che abolirà l'obbligo per gli studenti di sistemi di istruzione stranieri di sostenere un test di selezione (selectividad) per accedere all'istruzione superiore in Spagna.
L'anno scorso, la quota di figli di personale UE nella scuola europea di Alicante è lievemente aumentata (36,8%), ma rimane molto al di sotto del 50% richiesto[4].
Monaco
Nel corso dell'anno sono stati effettuati lavori per migliorare la situazione del sovraffollamento nei locali della materna, ma ci sono ancora problemi di spazio. Le autorità tedesche hanno previsto ulteriori interventi edilizi richiesti dalla scuola nella sede attuale, ma in futuro dovrà essere cercato un nuovo sito per rispondere alle esigenze della scuola europea.
Bergen,
Culham, Mol e Karlsruhe
Le quattro scuole sono state oggetto di uno studio esterno, il “rapporto Van Dijk”, svolto nel corso del 2005/06 su richiesta della Commissione per esaminare le prospettive a lungo termine delle summenzionate scuole. Il rapporto raccomanda la chiusura progressiva della scuola di Culham poiché la sua “raison d’être” verrà a mancare con il previsto trasferimento del JET (Joint European Torus) a Cadarache (Francia) nel 2016.
Le scuole di Bergen, Mol e Karlsruhe accolgono i figli del personale dei Centri comuni di ricerca (come del resto la scuola di Varese); il rapporto contiene proposte relative alla gestione efficiente e alla sostenibilità dal punto di vista dei costi di tali scuole, raccomandazioni fatte proprie dalla Commissione. Quest'ultima, tuttavia, non concorda sulla raccomandazione contenuta nello studio di abolire la sezione linguistica dei paesi ospitanti.
La Commissione è allarmata dal fatto che taluni Stati membri che ospitano le istituzioni non assolvano i loro obblighi relativi alla fornitura di adeguate infrastrutture per l'idoneo funzionamento delle scuole europee. Rimangono aperte diverse questioni, tra cui spicca quella della tempestiva fornitura di idonee infrastrutture, che si sta dimostrando essere un problema cruciale in Belgio, ma anche in Lussemburgo e Italia.
Non è questo l'unico ambito problematico. La Commissione europea ha avviato una richiesta formale affinché le autorità belghe saldino il debito nei confronti del sistema, parte del quale risale al 1995.
La Commissione è inoltre molto preoccupata per il numero di posti di insegnanti distaccati non coperti da alcuni Stati membri. Ne consegue che i posti vacanti devono essere coperti da insegnanti part-time assunti in loco, i cui oneri sono a carico esclusivo della quota UE del bilancio e quindi sono esclusi dal contributo al bilancio dovuto dagli Stati membri. Inoltre, la Commissione deplora i tempi di alcuni distacchi che non tengono conto delle date ufficiali di inizio dell'anno scolastico, rendendo di conseguenza più difficile l'inserimento degli insegnanti e più impegnativo l'avvio dell'anno scolastico per gli allievi che iniziano la scuola senza gli insegnanti titolari. La Commissione ha sottoposto il problema all'attenzione del segretario generale delle scuole europee e inviato diverse note ufficiali alle autorità nazionali di alcuni Stati membri interessati.
3. Bilancio e riforma
finanziaria
Il contributo inizialmente assegnato nel 2006 alle scuole europee dall’autorità di bilancio dell’UE ammontava a 127,126 milioni di euro. La ripartizione aggiornata dei vari contributi al bilancio delle scuole europee si presenta come segue:
· 56% a carico del bilancio UE;
· 22,5% a carico degli Stati membri;
· 6,5% a carico dell’Ufficio europeo dei brevetti [5];
· il resto proviene dalle tasse scolastiche degli allievi delle categorie II e III e da altre fonti.
Le scuole europee hanno ricevuto integralmente il contributo assegnato nel 2006 e hanno chiuso il loro bilancio annuale con un'eccedenza di circa 12,2 milioni di euro.
La quota di bilancio assegnata agli allievi con
esigenze educative specifiche (“Special Educational Needs - SEN”) è aumentata
del 24% nell'ultimo biennio. La Commissione ha sottolineato che la relazione
annuale in materia dovrebbe comprendere un'analisi più qualitativa della
situazione per fornire elementi solidi in vista di futuri miglioramenti.
Nonostante l'impegno, non è sempre possibile inserire gli allievi con gravi
difficoltà di apprendimento. Le famiglie sono costrette a trovare
un'alternativa, che risulta un'impresa più difficile se la madre lingua non è
una lingua parlata nel paese ospitante.
3.2. Il nuovo regolamento finanziario
La Commissione è stata coinvolta in prima persona, fornendo un contributo considerevole, nella preparazione del nuovo regolamento finanziario per le scuole europee, che si ispira in ampia misura ai regolamenti in vigore per le istituzioni adeguati alle specificità del sistema delle scuole europee. La Commissione si compiace dell'adozione (all'unanimità, con l'astensione dell'Austria) del nuovo regolamento finanziario nel corso del 2006. La maggior parte delle nuove disposizioni è entrata in vigore il 1° gennaio 2007. Gli aspetti relativi alla funzione di audit nonché le norme in materia di appalti verranno attuate progressivamente, rispettivamente il 1° luglio 2007 e il 1° gennaio 2008.
3.3. Decisione concernente il bilancio 2007
Per il 2007 la Commissione e l’Ufficio del segretario generale (OSG) hanno deciso di procedere ad un’analisi approfondita dei fattori all’origine della ricorrente sottoutilizzazione dei fondi e delle eccedenze di bilancio degli ultimi esercizi. Tale situazione ha indotto la Commissione a chiedere per il 2007 un contributo analogo a quello del 2006, vale a dire 127,13 milioni di euro per le scuole attuali e l'OSG e 2,54 milioni di euro per la futura scuola di Bruxelles IV nella sede provvisoria di Berkendael.
3.4. Congelamento di parte del contributo 2006 all'OSG
L'80% dei fondi assegnati all'OSG è a carico del
bilancio UE. Nel dicembre 2005 l’autorità di bilancio ha deciso di congelare il
25% del contributo per il 2006, al fine di esortare il suddetto ufficio:
· a trovare soluzioni al problema della sovrappopolazione delle scuole europee;
·
a migliorare la governance e la gestione
delle scuole europee.
La Commissione ha comunicato la sua decisione al segretario generale e ha proposto che i suoi servizi assistano l'OSG nell’adozione delle misure necessarie e nell’organizzazione dei contatti con il Parlamento europeo.
Nel maggio 2006 la Commissione e in Parlamento hanno ritenuto che le misure richieste fossero state adottate e il Parlamento ha quindi svincolato il 15% del contributo. Successivamente, la cooperazione dell'OSG con la Commissione sull'attività di revisione della regolamento finanziario ha convinto il Parlamento a svincolare il rimanente 10%.
La questione della governance è stata discussa a livello globale in relazione al futuro e alla riforma del sistema, ma anche da un punto di vista più pratico, ad esempio nell'ambito della creazione dell'autorità centrale per le iscrizioni a Bruxelles.
4.1. Conferenza di Noordwijk e riunione ministeriale
Il vicepresidente Kallas e il ministro olandese per l'istruzione van der Hoeven (in veste di presidente del sistema delle scuole europee nel 2005-2006) hanno entrambi ritenuto fosse necessario un impulso politico per la riflessione sul futuro del sistema nel suo complesso. Hanno quindi preso l'iniziativa di invitare rappresentanti di tutti gli Stati membri a partecipare a una conferenza che si è svolta nei Paesi Bassi nel maggio 2006. Un gruppo ad alto livello, cui la Commissione ha partecipato molto attivamente, è stato istituito per preparare le opzioni da discutere alla conferenza.
La conferenza si è svolta il 15 e 16 maggio a Noordwijk e ha visto la partecipazione del vicepresidente Kallas, del ministro van der Hoeven e del segretario di Stato portoghese all'istruzione Pedreira (il Portogallo ha assunto la presidenza delle scuole europee nell'agosto 2006).
La conferenza ha permesso di dare un nuovo slancio politico al dibattito sul futuro delle scuole europee. Successivamente, un gruppo ad alto livello, composto da partecipanti alla conferenza, ha continuato l'opera preparando una riunione di tutti i ministri degli Stati membri competenti per le scuole europee.
Il vicepresidente Kallas, in veste di commissario responsabile per le scuole europee, e i 25 ministri degli Stati membri si sono riuniti il 13 novembre 2006 per discutere del processo di riforma delle scuole europee. Da tale incontro è scaturito un ampio consenso sulle idee chiave per consentire al sistema di affrontare le sfide dell'Unione europea allargata. Esiste ora un chiaro quadro politico cui ispirarsi per l'avvio della fase successiva. Spetta al consiglio superiore adottare misure concrete per realizzare la riforma (cfr. Allegato 2 per le conclusioni della presidenza.)
4.1.1. Risultati della riunione ministeriale: apertura e rafforzamento del sistema di insegnamento europeo
Un'ampia maggioranza di ministri e la Commissione hanno convenuto sulla necessità di un concetto più flessibile per il sistema della scuola europea, che in futuro potrebbe essere applicato a tre categorie di scuole: le scuole europee classiche attuali[6]; scuole nazionali o internazionali che impartiscono istruzione europea ai figli del personale UE in luoghi in cui stanno per essere insediate agenzie europee, scuole che potrebbero essere autorizzate ad offrire la licenza liceale europea (scuole del tipo II); una terza categoria che comprende quelle per le quali uno Stato membro decide tale iniziativa indipendentemente dall'esistenza di una agenzia o istituzione UE, assumendone integralmente gli oneri (scuole del tipo III).
Le scuole del tipo II e tipo III mirano a un insegnamento europeo fondato su un “programma comune”, con un'istruzione per quanto possibile nella madre lingua. Tale programma comune sarà conforme ai requisiti fissati dal sistema di insegnamento europeo relativamente agli obiettivi pedagogici, nonché alle esigenze in materia di esami e di accreditamento. È prevista la firma di contratti di conseguimento dei risultati pedagogici, amministrativi e finanziari, al fine di garantire la coerenza, la qualità e la responsabilità del sistema di insegnamento europeo.
I partecipanti alla riunione hanno inoltre convenuto in ampia misura sulla necessità di una riforma degli aspetti di governance intesa ad attribuire maggiore autonomia alle scuole, cui farà da contrappeso una maggiore responsabilità in materia pedagogica e per gli aspetti gestionali e finanziari.
4.2. Creazione dell'autorità centrale per le iscrizioni
Nella riunione dell'aprile 2006 all'Aia, il consiglio superiore ha istituito l'autorità centrale per le iscrizioni (Central Enrolment Authority - CEA)[7] che decide sulle iscrizioni nelle scuole europee di Bruxelles. Il consiglio superiore ha deciso che per popolare le nuove sezioni di Bruxelles IV, verrà rigorosamente limita l'ammissione alle altre scuole. Ciò conseguiva necessariamente dalla situazione di sovraffollamento nelle attuali scuole e dalla decisione del consiglio superiore di accettare Berkendael come sede provvisoria e nucleo di Bruxelles IV (Laeken). Di conseguenza, alla CEA sono stati attribuiti i seguenti mandati:
(1) elaborare e pubblicare ogni anno una chiara politica delle iscrizioni che garantisca la realizzazione degli obiettivi di seguito indicati in condizioni di massima equità e trasparenza;
(2) decidere gli elenchi degli allievi da iscrivere in ciascuna delle scuole di Bruxelles. Le liste verranno proposte dai direttori di ciascuna scuola;
(3) assicurare una distribuzione equilibrata degli allievi tra le scuole europee di Bruxelles complessivamente e tra le sezioni linguistiche nonché garantire lo sfruttamento ottimale delle risorse delle scuole per rispondere alle esigenze degli allievi e garantire la continuità didattica. Nella fase iniziale, la summenzionata politica sarà finalizzata anche al popolamento di Bruxelles IV;
(4) garantire un posto in una scuola europea di Bruxelles a tutti gli allievi figli di personale UE che chiedono l'ammissione a Bruxelles;
(5) assicurare ai fratelli l'iscrizione nella stessa scuola;
(6) vigilare costantemente sull'andamento della popolazione scolastica nelle varie sezioni linguistiche e scuole.
La composizione e le procedure nonché il mandato della summenzionata autorità sono state definiti in dettaglio dal consiglio superiore nella riunione dell'ottobre 2006. La Commissione ha sottolineato che in questo passaggio delicato occorre applicare un certo grado di discernimento flessibile e che occorre monitorare la questione relativa alla quota SWAL (studenti senza sezione linguistica) rispetto agli allievi di madre lingua in ciascuna classe. Il consiglio superiore ha inoltre posto l'accento sull'importanza di una linea chiara e diretta di comunicazione e dialogo con i genitori interessati. La CEA ha deliberato sulle iscrizioni a Bruxelles per l'anno scolastico 2007/2008 conformemente ai summenzionati obiettivi e decisioni del consiglio superiore. Secondo tali decisioni i nuovi allievi per i quali Berkendael dispone di una sezione linguistica e un livello verranno iscritti a tale scuola (tranne i fratelli di allievi già iscritti in un'altra scuola europea di Bruxelles). Se a Berkendael non esiste il livello e la sezione linguistica, i nuovi allievi verranno iscritti per quanto possibile nella scuola di loro scelta.
4.3. Comunicazione, informazione e dialogo
In considerazione dell'intensa attività nel corso dell'anno e dell'adozione di numerose importanti decisioni da parte del consiglio superiore, il direttore generale della DG ADMIN ha inviato non meno di sette messaggi e-mail a tutto il personale a fini di informazione. Nell'ambito di cinque casi trattati dal mediatore europeo la Commissione ha fornito spiegazioni o motivazioni; il Parlamento europeo ha presentato 19 interrogazioni scritte od orali. Il presidente Barroso ha discusso il tema delle scuole europee con diversi capi di Stato e il vicepresidente Kallas ha trattato la questione con il Parlamento in diverse occasioni nonché con i rappresentanti del personale e una serie di altre parti interessate. I servizi della Commissione hanno incontrato periodicamente le associazioni dei genitori e il comitato locale del personale per garantire un dialogo chiaro e diretto.
A seguito dell'atteggiamento negativo del paese che ospita il maggior numero di scuole, in novembre la Commissione ha sollecitato il consiglio superiore ad inviare alle autorità belghe la richiesta di un incontro, che avrebbe dato loro la possibilità di spiegare, direttamente mediante il dialogo con le famiglie del personale delle istituzioni a Bruxelles, la loro posizione in relazione al deludente atteggiamento riguardo alla sede provvisoria. La presidenza ha inviato tale richiesta in novembre. Purtroppo, il consiglio superiore, e in particolare la Commissione, è ancora in attesa di una risposta delle autorità belghe.
4.4. Studio: il rapporto Van Dijk su quattro scuole di dimensioni ridotte
Nel 2006 il consulente esterno ha presentato lo studio “Van Dijk” su quattro scuole di dimensioni ridotte: Bergen, Culham, Mol e Karlsruhe (cfr. punto 2.1.3 “Altre scuole”). Il consiglio superiore ha esaminato lo studio due volte nel 2007 e deciso che la scuola di Culham verrà chiusa progressivamente nell'arco di sette anni. Le scuole di Bergen, Mol e Karlsruhe verranno mantenute come scuole europee classiche.
Il consiglio superiore ha deciso, con il pieno sostegno della Commissione, di accreditare l'insegnamento impartito dalla scuola italiana di Parma e dalla scuola irlandese di Dunshaughlin; nel 2007 dovrebbe essere firmato con le autorità competenti delle due scuole l'accordo di accreditamento e cooperazione. La Commissione sostiene vigorosamente tale processo. I figli del personale dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare ubicata a Parma e della Commissione (DG SANCO) a Grange potranno così ricevere un'istruzione europea in linea con l'istruzione fornita nell'ambito del sistema delle scuole europee; nella fase attuale, le scuole non sono ancora autorizzate ad offrire la licenza liceale europea (essendo accreditate sino al quinto anno del ciclo superiore). Il consiglio superiore ha inoltre deciso di approvare la prima fase del processo in vista di una futura richiesta di accreditamento per la scuola greca di Heraklion, situata in prossimità dell'agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione.
5. Sfide
per il 2007 e oltre
5.1. Follow-up della conferenza ministeriale
Il consiglio superiore, dando seguito alle indicazioni espresse nelle conclusioni della presidenza[8] a chiusura della riunione ministeriale, propone ora la discussione di una strategia per trasferire il processo di riforma sul piano pratico. Ciò comporta l'elaborazione di proposte miranti a migliorare la governance secondo gli orientamenti concordati e in tale ambito demandare maggiori poteri decisionali, anche in materia finanziaria, alla direzione scolastica, bilanciandoli con una maggiore responsabilizzazione, nonché la riforma della struttura della governance per realizzare gli obiettivi di governance a livello di scuola e di governance globale.
Ciò comporta anche lo sviluppo del concetto di apertura del sistema delle scuole europee e l'analisi delle misure e dell'attuazione pratica inerenti alle scuole del tipo II nonché l'adozione dei necessari provvedimenti di miglioramento e ulteriore sviluppo.
Inoltre, la licenza liceale europea deve essere adeguata agli standard internazionali, anche per quanto riguarda gli aspetti organizzativi, amministrativi e di garanzia della qualità, iniziando con una valutazione di esperti esterni avviata a cura del segretario generale.
Un gruppo di lavoro esaminerà la questione della
ripartizione dei costi relativi agli insegnanti distaccati dagli Stati membri
presso le scuole europee classiche. Conseguentemente il consiglio superiore
prenderà in considerazione le misure necessarie per garantire che i costi degli
insegnanti distaccati siano ripartiti equamente tra gli Stati membri.
Per progredire con il progetto pilota relativo alle scuole “tipo III”, dovrebbe essere elaborato un capitolato che interessi al massimo dieci scuole. Idealmente, i progetti pilota dovrebbero iniziare nell'anno scolastico 2007/2008. I progetti verranno monitorati dal consiglio superiore e saranno oggetto di valutazione con cadenza biennale.
5.2. Apertura di Berkendael/Laeken a Bruxelles
Il consiglio superiore ha deplorato il fatto di essersi trovato costretto ad accettare la scuola provvisoria di Berkendael, dato che le autorità belghe si sono rifiutate di cooperare e di fornire una sede provvisoria che rispettasse i necessari criteri geografici. La Commissione non contesta che la scuola sia di per sé un edificio idoneo, ma continua a sollevare la questione relativa alla sua ubicazione e alle conseguenze per le famiglie.
A seguito della decisione forzata del consiglio superiore di fine 2006, la scuola di Berkendael ha aperto i battenti nel settembre 2007. È pertanto urgente effettuare rapidamente le necessarie modifiche strutturali e che il nuovo direttore prenda presto i provvedimenti per preparare la scuola ad accogliere i nuovi allievi. Gli attuali direttori di Bruxelles hanno svolto un ruolo costruttivo fondamentale nelle discussioni preparatorie. Le tre associazioni di genitori costituite a Bruxelles stanno assumendo un ruolo preziosissimo di assistenza alla nuova scuola per organizzare il servizio di scuolabus, la gestione della mensa e altre questioni pratiche. La convenzione con il paese ospitante prevede che l'approntamento iniziale della scuola spetti alle autorità belghe, che hanno l'opportunità di dimostrare una reale volontà politica di far sì che tale processo sia portato a compimento nel migliore dei modi.
5.3. Obblighi degli Stati membri
Per la Commissione sarà prioritario continuare ad affrontare le questioni relative al mancato rispetto di taluni obblighi da parte di alcuni paesi ospitanti. Se e quando dovesse risultare opportuno, essa intraprenderà le necessarie azioni legali.
[1] Rif.: 2912-D-2006-en-1 Cfr. http://www.eursc.eu/index.php?id=134.
[2] La composizione della scuola di Laeken sarà la seguente: FR, EN, DE, IT, NL, nonché RO e BG (queste ultime due come SWAL e sezioni linguistiche a tempo debito).
[3] Cfr. Allegato 1 per il testo integrale della dichiarazione.
[4] Cfr. riferimento di cui alla precedente relazione annuale, COM(2006) 451 def.
[5] Per la scuola europeo di Monaco la quota di bilancio a carico dell’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) è comparabile a quella della Commissione nelle altre scuole europee.
[6] Esistono attualmente 13 scuole europee in sette Stati membri.
[7] Compongono la CEA: il segretario generale delle scuole europee (presidente), un rappresentante della Commissione europea (in rappresentanza delle istituzioni dell'Unione), i direttori delle 3 (4) scuole europee di Bruxelles, un rappresentante dei genitori, un rappresentante delle autorità del paese ospitante. Inoltre, sono presenti in veste di osservatori il segretario generale aggiunto, 2 (3) rappresentanti dei genitori (per garantire la rappresentanza delle APEEE di tutte le scuole di Bruxelles), un rappresentante del comitato del personale di Bruxelles e un secondo rappresentante del Belgio (per consentire la rappresentanza delle Comunità belghe).
[8] Cfr. Allegati 2 e 3.