Chi controlla davvero le due principali criptovalute al mondo? Le analisi on-chain di Arkham Intelligence mostrano due modelli opposti. Mentre BTC è concentrato nelle mani di pochi grandi attori, ETH è distribuito tra una vasta platea di partecipanti all’ecosistema.
Le maggiori riserve di BTC ed ETH sono in mano a soggetti ben precisi
Focus Bitcoin: chi sono i maggiori detentori di BTC?
Chi controlla davvero la quota maggiore di Bitcoin e di Ethereum? Le analisi on-chain di Arkham Intelligence hanno permesso di associare i wallet a soggetti identificabili, ricostruendo con precisione la distribuzione dei due maggiori asset digitali nel 2026. Le sorprese non mancano, come vedremo nei prossimi paragrafi.
Partiamo da Bitcoin: in cima alla classifica troviamo un singolo detentore, Satoshi Nakamoto, lo pseudonimo dietro l’inventore (o il gruppo di inventori) di Bitcoin. Al misterioso creatore della blockchain vengono attribuiti circa 1,1 milioni di BTC, per un valore di oltre 77 miliardi di dollari. La stima si basa sul cosiddetto Patoshi Pattern, che fa riferimento a circa 22.000 blocchi minati da Satoshi nelle fasi iniziali di Bitcoin.
Subito dietro troviamo gli exchange crypto e i giganti della finanza digitale: Coinbase guida la classifica con circa 982.000 BTC in custodia, mentre Binance segue con 655.000 BTC. Nel mondo degli ETF spot, BlackRock controlla circa 775.000 BTC attraverso il proprio fondo, seguito da Fidelity Custody, Grayscale, Bitwise e ARK Invest.
Tra le balene di Bitcoin troviamo a sorpresa anche alcuni governi le cui riserve non derivano da investimenti strategici, ma dai sequestri effettuati sulla criminalità. Gli USA detengono circa 328.000 BTC, provenienti in parte dai casi Silk Road e Bitfinex, il Regno Unito possiede circa 61.245 BTC confiscati nel 2018. Diverso invece il caso di El Salvador e Bhutan. El Salvador è stato il primo Paese al mondo ad adottare il BTC come moneta legale, mentre il Bhutan detiene circa 5.400 BTC ottenuti dalle attività di mining.
E chi possiede più Ethereum?
Passando a Ethereum, lo scenario cambia completamente. Sempre secondo i dati di Arkham Intelligence, la blockchain conta oltre 900.000 nodi validatori attivi, il numero più alto dell’intero settore crypto. Non sorprende quindi che anche la distribuzione di ETH risulti molto più ampia e diffusa.
La quota più consistente di ETH, circa il 35% della supply, è infatti legata allo staking – ovvero il blocco dei token per validare la rete – e distribuita tra una vasta platea di investitori e operatori. Sebbene il contratto di deposito abbia registrato complessivamente 84,7 milioni di ETH, gli Ether effettivamente bloccati sono circa 38,8 milioni, con altri 3,5 milioni in coda.
Dopo lo staking troviamo gli exchange, che custodiscono circa 14,7 milioni di ETH, pari al 12% dell’offerta attualmente in circolazione. I maggiori detentori sono Coinbase e Binance. Seguono al terzo posto le istituzioni finanziarie, dagli ETF su Ethereum alle società che accumulano ETH come riserva di tesoreria. Tra queste spicca Bitmine, guidata da Tom Lee, che pochi giorni fa ha comprato Ethereum per 213 milioni di dollari.
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