Criptovalute ed eredità: cosa si deve sapere su BTC & co.

Le criptovalute entrano a tutti gli effetti nell’asse ereditario e, proprio come gli altri beni, vanno dichiarate e sono soggette alle imposte di successione. Ma cosa succede se gli eredi non possono accedere al wallet? Tra chiavi private smarrite e obblighi fiscali, il rischio è di ritrovarsi eredi di un patrimonio inaccessibile, ma comunque tassabile.

Grafici, lucchetto con simbolo Bitcoin

Bitcoin ed eredità: cosa succede tra tasse di successione e accesso alle criptovalute

Gli asset digitali entrano nell’asse ereditario

Nel 2026 anche Bitcoin, Ethereum e gli altri asset digitali quali gli NFT entrano a tutti gli effetti nell’eredità. A chiarirlo è il D.Lgs. 139/2024 che, partendo dalla definizione europea di cripto-attività introdotta dal Regolamento MiCA, ha eliminato una zona grigia durata anni. Le crypto sono beni patrimoniali e possono quindi essere ereditate o donate, al pari di qualsiasi altro bene. Fin qui tutto chiaro, almeno sulla carta. Ma come si calcola il valore di un Bitcoin ereditato e, soprattutto, quante tasse si pagano?

Per quanto riguarda il calcolo ai fini delle imposte di successione, il criterio è quello del valore di mercato in euro dell’asset stesso alla data del decesso. Facile a dirsi, un po’ meno con criptovalute soggette a oscillazioni importanti anche nell’arco di poche ore. Per questo bisogna documentarne il valore attraverso una fonte attendibile, come l’exchange su cui erano detenute. Per i wallet in autocustodia, invece, l’indirizzo pubblico permette di verificare sulla blockchain il saldo e le criptovalute presenti nel portafoglio.

E quanto si paga? Per le criptovalute non esiste una tassa di successione specifica: si applicano le stesse aliquote previste per gli altri beni ereditati, a seconda del grado di parentela, tenendo conto delle relative franchigie. Ad esempio, per il coniuge e i parenti in linea retta (figli, genitori e nipoti), l’aliquota è del 4% con una franchigia di 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Il valore delle crypto si aggiunge quindi a quello degli altri beni ricevuti dall’erede per determinare la base su cui calcolare le imposte.

E se gli eredi non conoscono le chiavi private dei wallet?

Rispetto agli altri beni, le criptovalute hanno però una specificità che può trasformarsi in un’insidia non da poco. Nessun problema, almeno in teoria, quando sono custodite su un exchange centralizzato, che di fatto funziona come una banca. Agli eredi basta inviare il certificato di morte e dimostrare il diritto all’eredità per ottenere, dopo le verifiche, lo sblocco e il trasferimento dei fondi.

Le cose si complicano con un wallet self-custody, dove l’accesso agli asset digitali dipende dalle chiavi private protette da seed phrase composta da 12 o 24 parole. Se gli eredi non riescono a recuperarla, i crypto asset continuano a esistere sulla blockchain, ma diventano di fatto inaccessibili, come il contenuto di una cassaforte di cui non si conosce la combinazione. Con una differenza sostanziale: non c’è nessuno che possa aprirla. Non esiste un servizio di recupero password a cui chiedere aiuto, né un notaio o un tribunale può disporne lo sblocco.

Ed è qui che, oltre al danno, arriva la vera beffa. Le crypto possono essere irraggiungibili per gli eredi, ma non per il fisco. Se è possibile accertare che facevano parte del patrimonio del defunto, devono comunque essere inserite nella dichiarazione di successione e tassate in base al loro valore. Il risultato è paradossale: si può essere chiamati a pagare le imposte su un patrimonio che si è ereditato, ma al quale non si può accedere, e, di fatto, è perso.

Il segreto, quindi, è per così dire giocare d’anticipo. Chi possiede crypto in self-custody dovrebbe pianificarne la successione separando due aspetti: chi dovrà ereditarle e come potrà accedervi. Il primo può essere indicato nel testamento. La seed phrase, invece, va custodita separatamente e mai inserita nel testamento, che dopo la morte diventa pubblico, esponendo i fondi al rischio di furto. Fondamentale anche lasciare agli eredi informazioni chiare sull’esistenza dei wallet e le istruzioni necessarie per recuperarli.

Luisa Marcora — Autrice, Truffa.net
Il mio obiettivo è informare con chiarezza e aiutare i lettori a muoversi nel mondo crypto e dei broker online con maggiore consapevolezza.
Scritto da: Luisa Marcora