Il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di aumento di bilancio comunitario del 10%. Ciò dovrebbe avvenire tramite una serie di misure, tra cui c’è l’intenzione di istituire una tassa europea sul gioco online. Nonostante sia al momento solo una proposta, è stata comunque ferma la condanna da parte dell’EGBA, associazione che riunisce i principali operatori europei di gioco legale.
Secondo EGBA, la nuova tassa darebbe un altro vantaggio al gioco illegale
EGBA: no a una tassa europea sul gioco online
La proposta è sul tavolo da diverse settimane, per via del momento particolarmente delicato che sta attraversando l’Unione Europea. Parliamo di una possibile tassa comunitaria sul gioco online, al momento solo un’ipotesi ma che fa parte di un pacchetto di indirizzo già approvato a larga maggioranza dal Parlamento Europeo. E che preoccupa non poco tutti gli operatori legali del Vecchio Continente.
Si parla di questa possibile tassa perché l’Unione Europea necessita di molte risorse supplementari, per far fronte al futuro finanziario dell’Unione, che non è per nulla semplice. La tassa, che andrebbe ancora quantificata, sarebbe una sorta di nuovo prelievo armonizzato a livello europeo. Ma EGBA, l’associazione che riunisce i principali operatori di gioco legale, ha già esternato la sua ferma contrarietà.
Marteen Haijer, segretario generale EGBA, ha definito questa ipotetica tassa un assist al gioco illegale, perché gli operatori autorizzati sono già tassati per oltre il 50% dei ricavi lordi in molti stati membri. Dunque, c’è un forte rischio di crollo di competitività per l’offerta legale, a tutto vantaggio di quella off-shore. Inoltre, la tassa sarebbe molto difficile da definire giuridicamente, quantificare e applicare, poiché il settore del gioco non è armonizzato.
Intanto, il Parlamento Europeo ha approvato
Nel frattempo, però, il Parlamento Europeo si è riunito in sessione plenaria ed ha approvato, a larga maggioranza, la proposta di aumentare il bilancio comunitario del 10% rispetto a quanto inizialmente proposto dalla Commissione la scorsa estate. Il fabbisogno aggiuntivo ammonta a circa 200 miliardi di euro, da racimolare anche tramite le cosiddette risorse proprie, escludendo dal bilancio il NextGenerationEU.
La priorità stabilita dagli eurodeputati è stata infatti quella di salvaguardare il pacchetto approvato in epoca Covid, fatto di misure per rilanciare l’economia ma senza pesare eccessivamente sulle future generazioni. Il Parlamento Europeo, con 370 favorevoli, 201 contrari e 84 astenuti, ha infine approvato che il nuovo bilancio sia pari all’1,27% del Reddito Nazionale Lordo (RNL), con esclusione del NGEU.
Il focus, adesso, si sposta sulle possibili nuove fonti di gettito fiscale, che devono essere necessariamente risorse proprie, ovvero non corrisposte dagli stati membri ma prelevate direttamente dall’Unione. Tra queste, le ipotesi più concrete sono al momento tre: un prelievo sulle attività digitali, uno sulle transazioni in criptovalute e una tassa sul gioco online. Ognuna di queste voci, tuttavia, presenta delle criticità.
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