Il settore del gioco fisico, in particolare nei comparti riguardanti le slot e gli apparecchi da intrattenimento, vive un momento di attesa, tensione e incertezza. Si aspetta infatti il riordino, ma soprattutto per il bando di gara per gli apparecchi, non senza polemiche. Da più parti si chiede di porre un ostacolo a possibili oligopoli, visti gli alti costi dei lotti.
A breve il bando di gara per gli apparecchi, ma non mancano le polemiche.
Gara slot e apparecchi: la situazione
C’è grande fermento, nell’industria del gioco pubblico legale italiano, in particolare nel comparto retail. Il famoso riordino del gioco fisico è un obiettivo ancora in ballo, con una scadenza certa data dalla fine di agosto 2026, ovvero quello della Delega Fiscale, che dovrà comprendere anche questo provvedimento. In attesa di tempi certi, si aspetta anche un altro momento importante: quello delle gare proprio riguardanti il gioco fisico.
Secondo quanto anticipato dall’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM), le gare dovrebbero funzionare tramite blocchi di diritti. Quelli per la gara delle scommesse dovrebbero avere una base d’asta di 1,25 milioni di euro (50.000€ a diritto, blocchi da 25 diritti). Per quanto riguarda invece il bingo, si parla di 210 sale da coprire, a una base da 350.000€ ciascuna.
La partita più spinosa si gioca invece sulla gara slot e degli altri apparecchi da intrattenimento come AWP e VLT. Anche qui si dovrebbe viaggiare a blocchi di diritti, con ogni lotto che dovrebbe comprendere 4.000 slot, 900 VLT e 800 punti esercizi e una base d’asta da 25.000.000€ per lotto. In totale si parla di 200.000 slot, 45.000 VLT.
Le polemiche e il rischio oligopolio
Come si può evincere dagli alti costi dei lotti, le polemiche non potevano mancare e, infatti, non si sono fatte attendere. Diverse voci si sono levate a chiedere al Governo di fare attenzione alla possibile creazione di oligopoli. Ad esempio, in un recente e importante convegno romano, il deputato leghista Andrea De Bertoldi ha sollevato il problema sollecitando risposte da parte del viceministro Maurizio Leo.
La cosa ha avuto un seguito parlamentare, visto che lo stesso De Bertoldi, insieme al collega di partito Giulio Centemero, ha presentato un’interrogazione al Ministro Giancarlo Giorgetti, titolare del MEF, riguardante proprio questo argomento. Vista la base d’asta molto alta e la procedura al massimo rialzo, c’è il concreto rischio di una concentrazione verso i grandi gruppi, a danno dei piccoli e medi.
Le trattative sono ancora in corso, ma si parla di un tetto del 34% di concentrazione di diritti per ogni singolo gruppo, ma tale quota potrebbe essere ancora soggetta a variazioni. I principali soggetti, da Lottomatica Group a Flutter Entertainment fino a Novomatic Italia, restano in attesa e così fanno anche altri importanti concessionari, come NTS, Cirsa e Codere.
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