Il mercato del gioco d’azzardo è in continua trasformazione, ma la sua importanza resta confermata da dati erariali di primissimo ordine, seppur in calo rispetto al 2025. Il calo non segnala una crisi: riflette le mutazioni interne all’industria, dove il comparto online pesa sempre di più su quello fisico. È quanto emerge dai dati del MEF sul gettito dei giochi nel primo semestre 2026.
Giochi: la raccolta sale, il gettito scende, ma c’è una spiegazione.
Dal settore giochi gettito sempre miliardario
L’industria del gioco d’azzardo legale rappresenta un caso peculiare nello scenario dell’economia italiana. Nel 2025 il settore ha generato una raccolta di 165,33 miliardi di euro, di cui 135,87 miliardi restituiti ai giocatori come vincite e 21,87 miliardi di spesa effettiva, secondo il bilancio d’esercizio ADM. Si tratta di un’attività pienamente legittima, per quanto delicata per le possibili ricadute sociali, come accade con altri settori sottoposti a regolamentazione stringente. I dati erariali restituiscono le reali dimensioni del business.
Secondo quanto diffuso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), nel solo primo semestre 2026 il settore giochi ha contribuito all’erario con 3,07 miliardi di euro in entrate tributarie. Si tratta però di un dato in calo: nel primo semestre 2025 il gettito era stato di circa 3,35 miliardi, quindi il 2026 perde 281 milioni, pari a un -8,4% su base annua.
L’aspetto che può apparire contraddittorio è che il settore, nel frattempo, cresce. La raccolta del 2025 ha toccato il proprio massimo storico, +5% sul 2024, e la spesa è salita a 21,87 miliardi, in aumento dell’1,36%. Come si spiega allora il calo del gettito? La risposta sta nella composizione della raccolta.
Il futuro è online, ma il live non sparirà mai
La discrepanza fra i dati diffusi dal ministero guidato da Giancarlo Giorgetti ha una spiegazione legata alla crescita del gioco online. La pandemia ha accelerato un processo già in essere, il sorpasso del comparto online su quello fisico, che nel 2025 si è consolidato: 100,9 miliardi di raccolta online contro 64,4 miliardi del canale retail. E qui sta la differenza rilevante, perché il gioco online ha una fiscalità più leggera rispetto a quello fisico.
Il ridimensionamento del gioco dal vivo incide in modo diretto sul gettito, perché gli apparecchi da intrattenimento hanno margini e trattenute molto più elevati rispetto ad altri vertical come le scommesse online o i giochi da casinò. A gennaio 2026 gli apparecchi hanno segnato un -41,1% di gettito su base annua, trascinando il dato complessivo. La tassazione dell’online, d’altra parte, non può superare certe soglie senza favorire il gioco illegale, che nel solo canale online vale almeno 20 miliardi all’anno.
Il calo del gettito erariale è dunque il contraccolpo di un riequilibrio fra i due canali. Resta una raccolta che nel 2025 ha superato i 165 miliardi di euro, cifra che dà un’idea attendibile dello stato di salute del settore. Il gioco in agenzia non è destinato a sparire, come mostrano i 64,4 miliardi ancora raccolti dal canale fisico.
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