L’imminente limite fissato ad appena 100€ settimanali per le ricariche di un conto di gioco tramite PVR sta incontrando le resistenze di tutti gli operatori. Limitare al massimo i sistemi di pagamento non tracciabili è un criterio condivisibile, ma le associazioni di categoria criticano la mancanza di equilibrio, che potrebbe portare gli utenti a migrare verso proposte di gioco illegale.
Il sindacato dei totoricevitori è sul piede di guerra, ma ADM va avanti
PVR: il nuovo assetto regolatorio crea polemiche
Sono settimane un po’ fibrillanti, per il comparto fisico dell’industria italiana legale del gioco. Il famoso riordino del gioco fisico è stato nuovamente rinviato, ma dovrà necessariamente concretizzarsi prima della fine di agosto prossimo, ovvero alla scadenza della Delega Fiscale. Ad aumentare la già notevole inquietudine degli operatori, c’è un’altra spinosa questione: il nuovo assetto regolatorio dei PVR.
I Punti Vendita Ricariche, che sono almeno 20mila sparsi su tutto il territorio nazionale (in maggioranza al sud) sono considerati come un punto di contatto tra il comparto del gioco fisico e quello a distanza, ovvero online. Tuttavia, nel nuovo assetto regolatorio, il legislatore ha inserito limitazioni per quanto riguarda i sistemi di pagamento non tracciabili. In altre parole, per l’uso dei contanti.
Il limite fissato per gli acquisti di ricariche su un singolo conto di gioco, effettuati in contanti, è fissato in 100€ settimanali. Nel nuovo sistema, titolari e operatori degli esercizi commerciali con PVR al loro interno dovranno interfacciarsi continuamente con il sistema centrale Sogei, utilizzando il protocollo PACG (Protocollo Anagrafe Conti di Gioco), metodo che consente di tenere sotto controllo i limiti di ciascun giocatore.
Le associazioni di categoria insorgono
Il provvedimento, contenuto nel Decreto legislativo 41/2024, doveva inizialmente entrare in vigore nell’aprile di due anni fa, ma sono subentrate almeno un paio di proroghe. Stavolta, però, l’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) ha dato uno stop alle proroghe: il termine ultimo è dunque diventato il 13 novembre prossimo, quando inizieranno anche le verifiche da parte della Guardia di Finanza.
La cosa non è stata presa benissimo dalle associazioni di categoria come il STS (Sindacato Totoricevitori Sportivi), che chiedono a gran voce un cambiamento della legge. Il limite dei 100€ è percepito dagli operatori come una sorta di affronto, che rischia di compromettere i delicati equilibri del mercato. Secondo STS, il possibile effetto “collaterale” di un siffatto limite è una fuga dell’utenza verso proposte di gioco illegale. A supporto, arrivano anche gli esperti di Kogem.
La società di consulenza specializzata su aziende operanti in mercato di gioco regolamentato ha effettuato una valutazione globale sulla situazione dei PVR, che originariamente erano pensati per creare un legame tra il giocatore che frequenta i punti fisici e il gioco online, indirizzando l’utente verso siti legali, in un regime di tutele e tracciabilità. Anche secondo Kogem, una misura stringente come quella approvata rischia di essere controproducente.
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