Il mercato del gioco online illegale continua a crescere in Europa, dove ha raggiunto dimensioni sempre più rilevanti. Secondo una ricerca realizzata da Regulus Partners e Helios per conto di Euromat, l’offerta non regolamentata avrebbe generato 12 miliardi di euro di ricavi nel 2025. Un dato triplo rispetto al 2019 e che rappresenta una sfida di sopravvivenza per l’industria legale.
I numeri del mercato nero sono triplicati rispetto a quelli del 2019
Il mercato nero del gioco online vale 12 miliardi di euro
Uno studio realizzato da Helios e Regulus Partners e commissionato da Euromat ha disvelato le attuali dimensioni del business del gioco illegale in Europa. Si tratta di un giro di affari enorme, con ricavi netti pari a 12 miliardi di euro nel solo 2025. Questo dato, triplicato rispetto a quello rilevato nel 2019, rappresenterebbe ormai circa il 25% dell’intero comparto europeo del gioco online.
La ricerca, presentata e illustrata dal Project Lead di Helios Filip Jelavić, ha richiesto oltre mille ore di lavoro ed è, senza ombra di dubbio, un’analisi forense tra le più approfondite dedicate al fenomeno. Gli analisti hanno incrociato dati sul traffico web, attività di marketing digitale, fattori economici e sviluppi normativi per delineare l’evoluzione del mercato nero del gambling e comprendere le ragioni della sua ascesa.
L’indagine ha coinvolto 28 mercati europei, prendendo in esame i mercati nazionali di 25 Paesi dell’Unione Europea, a cui sono stati aggiunti Regno Unito, Serbia e Montenegro. Secondo i ricercatori, la diffusione del gioco illegale non sarebbe casuale, ma favorita da elementi quali le limitazioni dell’offerta legale e l’esistenza dei monopoli che comportano restrizioni dell’offerta, comportando lo spostamento della domanda verso operatori off-shore.
Le ragioni del boom e il confronto con l’Italia
Un elemento che accresce l’interesse per i dati di questa ricerca è l’incrocio con uno studio recente realizzato dall’Osservatorio Nexus e che riguarda, nello specifico, il mercato italiano. Quello studio evidenziava la preoccupante portata di Telegram, come piattaforma-chiave per convogliare i giocatori verso l’offerta illegale, per un volume da 37 milioni di accessi che riguardano oltre 9 milioni di utenti italiani.
Il rischio rappresentato da strumenti come Telegram è quello di diffondere sistemi di affiliazione che risultano molto efficaci per acquisire nuovi clienti e mantenere una elevata visibilità nonostante l’assenza di autorizzazioni. Questo è un elemento in comune con lo studio di Euromat, che sottolinea anche un ruolo crescente svolto dalle criptovalute. Queste permettono agli operatori illegali di ampliare la propria offerta e aggirare più facilmente alcuni vincoli normativi.
La crescita del mercato nero solleva interrogativi importanti sulla tutela dei giocatori. Gli utenti che abbandonano i circuiti regolamentati perdono infatti l’accesso a strumenti come autoesclusione, verifiche sull’identità e misure di protezione dedicate ai soggetti vulnerabili.
Lo studio di Euromat conferma le preoccupazioni già esistenti e che indicano la strada: contrastare il fenomeno è l’imperativo categorico per difendere sicurezza e sostenibilità dell’intero settore.
Scritto da: