La proposta dell’on. Victor Negrescu potrebbe portare a una rivoluzione nel settore del gioco online. L’eurodeputato rumeno ha proposto di tassare il gambling online a livello comunitario, per finanziare progetti legati all’istruzione e alle politiche giovanili. Uno studio collegato alla proposta stima che il possibile gettito fiscale, calcolato sul fatturato del settore, potrebbe portare miliardi di euro nelle casse UE.
Dall’imposta potrebbe arrivare un gettito da miliardi di euro per l’UE
UE: tassare il gioco per finanziare istruzione
Se è vero che il gioco online è un settore in forte crescita un po’ ovunque, nel Vecchio Continente qualcuno sta pensando a come convogliare una parte di questo denaro tramite una nuova tassazione. La proposta non è arrivata da uno qualunque, ma da Victor Negrescu, eurodeputato socialdemocratico e vicepresidente del Parlamento Europeo, che ha anche commissionato delle ricerche a supporto.
Negrescu ha tirato in ballo una questione irrisolta del gioco online in Europa, che è appunto quella delle asimmetrie fiscali. La storica disomogeneità dei regimi fiscali, da Paese a Paese, è effettivamente macroscopica. Per fare due esempi estremi, l’aliquota applicata in Austria è vicina al 40%, mentre a Malta non supera il 5%. Da qui l’idea del politico rumeno, che ha anche uno scopo nobile.
L’idea, infatti, è quella di utilizzare il gambling come leva fiscale per finanziare progetti e leggi, destinati soprattutto a istruzione e politiche giovanili. Secondo Negrescu, questa è un’alternativa sostenibile, che permetterebbe di trovare risorse altrimenti irreperibili. La proposta è sostenuta dall’intero gruppo dei Socialdemocratici Europei. Qualora l’idea andasse in porto, il settore sarebbe costretto a trovare il modo di uniformare la fiscalità a livello europeo, cosa finora mai riuscita.
Dimensioni e limiti della possibile nuova tassa
Ma quali potrebbero essere le dimensioni di un provvedimento fiscale del genere, per un settore che viaggia verso i 40 milioni di clienti? Victor Negrescu ha accompagnato la sua proposta con una ricerca che ha commissionato, all’interno del Parlamento Europeo. Secondo questo studio, il settore del gioco e delle scommesse online viaggia verso i 200 miliardi di euro di fatturato.
La crescita annua stimata dallo studio commissionato da Negrescu parla di una crescita annua di almeno il 5%, ma altre fonti parlano di circa il 7% fino al 2029. Il fattore decisivo, in questo caso, è il tipo di tassazione proposta, che non sarebbe sui profitti ma sullo stesso fatturato. Dunque, ipotizzando i 200 miliardi citati, una tassa dell’1% genererebbe – dal nulla – un extra gettito di 2 miliardi di euro annui.
Tuttavia, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, o meglio l’unanimità. Infatti, non avendo direttamente il Parlamento Europeo competenze dirette sulla materia fiscale, servirebbe il voto unanime di tutti i 27 membri. Considerando che l’1% è considerato un valore di partenza, e che basterebbe che uno dei Paesi membri eserciti il diritto di veto, il futuro di questa nuova tassa è incerto.
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