La Gran Bretagna ha ufficialmente voltato pagina sul gioco, con l’aumento della tassazione che è definitivamente entrato in vigore dal mese di aprile. Tuttavia, il Governo Starmer ha bilanciato annunciando un corposo finanziamento per il contrasto alla concorrenza sleale rappresentata dai siti off-shore. Vediamo i dettagli di tutte le misure adottate, sia per la tassazione che per il contrasto all’illegalità.
Più tasse sul gioco, ma anche più fondi contro gli operatori off-shore
UK, più tasse sul gioco ma non solo
Come previsto dalla Legge di Bilancio 2025, il Governo presieduto da Keir Starmer ha condotto in porto la riforma sul gioco, che prevedeva un sensibile aumento della tassazione. Le misure erano state fortemente avversate dagli operatori, ma in qualche modo si è trovato un compromesso, o almeno una ulteriore misura che ha trovato il consenso della UKGC, United Kingdom Gambling Commission.
Il dipartimento del Tesoro, infatti, ha stanziato 26 milioni di sterline per finanziare le attività di contrasto al gioco illegale, la cui concorrenza sleale era il principale argomento utilizzato dagli operatori nell’esprimere la loro contrarietà a un aumento della tassazione sul gioco. Questo finanziamento vuole essere una sorta di compensazione, ma anche un gesto di buona volontà se vogliamo.
Dunque, dallo scorso mese di aprile, la tassa sul gioco online è sostanzialmente raddoppiata, passando dal 21 al 40%. Un percorso simile farà l’imposta generale sulle scommesse, che nell’aprile 2027 passerà dal 15 al 25%. In una recente conferenza sul gioco, il policy director della UKGC, Ian Angus, ha illustrato alcuni dati emersi dall’indagine annuale del GSGB (Gambling Survey for Great Britain).
Italia vs Regno Unito: dati a confronto
In base a tale sondaggio, risulta che il 48% degli interpellati maggiorenni ha giocato almeno una volta nel mese precedente all’intervista. Il gioco online è prevalente su quello in agenzia o negozio, mentre c’è ancora una forte presenza del comparto lotterie, sia quelle classiche che istantanee. L’indagine di GSGB ha anche censito gli esercizi di gioco, che erano 8.254 nello scorso settembre, con poco meno di 200mila macchine installate.
Il confronto con l’Italia, in tal senso, è possibile anche se effettuato con modalità differenti. In una recente indagine preparata dalla CGIL, che prende in esame l’anno 2022, risultano 20 milioni gli adulti che hanno giocato almeno una volta, ma in un anno solare. Anche in Italia l’online ha ormai superato il gioco fisico, esattamente dal 2020.
Interessante è il confronto sulla tassazione. Attualmente, le scommesse sportive sono tassate in Italia al 18% per la raccolta fisica e al 22% sull’online. Dunque, al momento la Gran Bretagna ha un’aliquota più bassa, ma dall’aprile del 2027 sarà più alta. Presto sarà anche il caso di fare un confronto sulle attività di contrasto al gioco illegale, visti gli ingenti investimenti del governo britannico in materia.
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