Lo smishing, una delle più antipatiche truffe telefoniche, ha preso corpo recentemente a Reggio Emilia, costando a un uomo quasi 25mila euro, prima della denuncia e degli arresti, ma il destinatario del denaro è stato assolto. Qualche consiglio su come evitare di essere vittima di questi raggiri e cosa fare nel momento in cui qualche truffatore ci prova con noi.
le banche e Poste Italiane non chiedono dati via SMS
Uomo vittima di truffa del finto SMS di Poste
Quanto vi stiamo per raccontare ha sì dell’assurdo, ma è accaduto realmente e potrebbe accadere anche a voi, in un momento di distrazione. Tutto inizia nel 2023 a Reggio Emilia, quando un cinquantenne riceve un SMS da parte di un account mittente denominato “Poste Info”. Il messaggio è un’allerta sulla sicurezza, che invita l’uomo a cliccare su un link.
Ignaro di stare per diventare vittima di un tipico caso di smishing, l’uomo clicca, ritrovandosi su una pagina costruita appositamente per indurre le vittime ad accordare credibilità alla storia. Il sito che si apre, infatti, è piuttosto somigliante a quello ufficiale di Poste Italiane, ma ovviamente non è nulla di quanto afferma di essere, anzi, i truffatori riescono già a sottrarre alcuni dati al malcapitato.
A completare il raggiro, nell’arco di pochi minuti, il signore viene contattato telefonicamente da un uomo che si presenta come un operatore anti-frode delle Poste che sta avvisando l’utente di una imminente minaccia, una truffa informatica. Il presunto addetto, evidentemente abile nell’arte di “intortare” le sue vittime, lo convince a farsi dare gli estremi della propria Postepay. E qui accade il disastro.
Come è andata a finire e qualche consiglio utile
L’uomo, ormai in balia dei suoi truffatori, viene convinto a mettersi al computer ed effettuare una transazione da 24.600€ per mettere in sicurezza il proprio denaro. Qualche minuto più tardi, l’uomo si rende improvvisamente conto di essere stato truffato ed avere inviato i suoi soldi a uno sconosciuto e denuncia il tutto, ma gli sviluppi di questo caso hanno dell’incredibile.
Le indagini portano all’identificazione del destinatario dei soldi, un quarantaquattrenne residente a Napoli. Denunciato anch’egli, recentemente è stato assolto dalla giudice del Tribunale di Reggio Emilia, Greta Iori, poiché ritenuto non facente parte della truffa. A volte, i malfattori usano profili di terze persone del tutto ignare (e magari un po’ distratte), per indirizzare il denaro e appropriarsene in un secondo momento.
Cosa fare, allora? Ci sono diversi comportamenti da tenere con attenzione, come sottolineano anche i consigli presenti sul sito del Mimit per difendersi dalle truffe telefoniche. Il più importante di tutti è però uno: non avere fretta. A volte, con una semplice riflessione ci si rende conto della situazione. Dal canto loro, i truffatori cercano di indurre il panico, poiché facilita le decisioni frettolose.
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