Truffa della falsa eredità: cos’è e come fare a evitare guai

Se il lume della ragione rimane acceso, l’idea che un parente sconosciuto dal Paese “tal dei tali” scelga proprio noi come destinatari di una donazione ricchissima, è semplicemente assurda. Eppure, ci sono diverse persone che si lasciano abbindolare dalla cosiddetta truffa della falsa eredità. Vediamo di cosa si tratta, come fare per evitarla e a chi eventualmente segnalare quanto accaduto.

Persona che redige un documento, a simboleggiare la truffa della falsa eredità.

Perché mai uno sconosciuto dovrebbe donarci milioni? Ma c’è chi ci casca

Truffa della falsa eredità: di che si tratta

Se è vero che le favole sono un corredo tipico dell’età infantile, ciò non significa che siano limitate solo ad essa. Infatti, anche gli adulti possono a volte credere alle favole, innamorarsi di un’ipotesi da sogno anche senza alcun possibile appiglio alla realtà. Su questa sorta di dissonanze cognitive si basa la cosiddetta truffa della falsa eredità, detta anche truffa del beneficiario.

Essa si manifesta generalmente con una email, quindi con modalità simili al phishing. Il mittente è quasi sempre un sedicente avvocato, che si dice incaricato di occuparsi dell’eredità di un presunto lontano parente. Si tratta di un parente sconosciuto, ma la missiva è sempre strutturata in modo da risultare in qualche modo credibile, a chi è disposto a farlo.

Naturalmente, tra i beneficiari di quella eredità – sempre ricchissima – ci siamo anche noi, invitati pertanto ad attivarci velocemente per non perdere l’occasione di ricevere la nostra parte di questa somma. Catturato l’interesse, il mittente inizia però con le richieste di denaro, in genere per ipotetiche spese legali o amministrative. Ricevuto il denaro via bonifico, carta o (peggio ancora) criptovalute, i truffatori spariscono e con essi la fantomatica eredità promessa.

Come evitare di cascare in questa truffa

L‘architettura su cui si basa questo tipo di truffe online è semplice, teoricamente facile da “sgamare”, anche se esistono delle varianti che rischiano di apparire più credibili. Ad esempio, è quanto accaduto di recente in provincia di Lecce, dove un uomo si era visto recapitare via PEC la comunicazione di un ipotetico lascito di 18 milioni di dollari da parte di un lontano parente australiano.

In quel caso (come in altri simili), si configurava anche il furto di identità, poiché nella PEC venivano utilizzati nomi di persone realmente esistenti, che tuttavia erano del tutto estranee alla vicenda, o non erano nemmeno avvocati. Fortunatamente, in questo caso, la persona presa di mira da questa truffa non ci è cascata, anzi, ha fatto ciò che dovreste fare anche voi qualora vi capitasse qualcosa di analogo.

L’uomo si è rivolto infatti a un legale, che a sua volta ha segnalato alla Polizia Postale. La prima cosa da fare è non effettuare alcun pagamento né fornire dati bancari o di carte di credito. Quindi, è il caso di fare ricerche sulla fonte, che porteranno sempre a scoprire l’inganno. In ogni caso, lo step successivo è quello di segnalare alla Polizia Postale o alla Guardia di Finanza.

Nino Lucchesi, l'autore di Truffa.net
Nel mio lavoro quotidiano ho un solo e unico obiettivo: evitare che i lettori possano incappare in truffe o raggiri online.
Scritto da: Nino Lucchesi