Truffa esame della patente: cosa si rischia secondo la legge

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha introdotto misure di contrasto alla cosiddetta truffa dell’esame della patente. Si tratta di jammer, ovvero dispositivi che disturbano o impediscono le comunicazioni da parte di utenti dotati di microcamere e microauricolari. Oltre all’annullamento dell’esame, si rischiano anche conseguenze penali. I nuovi jammer dovrebbero essere già in dotazione su tutto il territorio nazionale.

Disegno esame patente

Microcamere e microauricolari hanno i giorni contati, grazie ai jammer

MIT: jammer anti-truffa dell’esame della patente

Alla tecnologia che rende oggi possibile ciò che era impensabile fino appena a qualche anno fa, ormai, siamo ampiamente abituati. E la progressiva miniaturizzazione di tanti dispositivi elettronici, dalle dimensioni sempre più minuscole, lascia pensare che i rischi di frodi o situazioni irregolari siano estendibili a una gamma pressoché infinita di applicazioni. Una di queste, ormai da anni, è quella dell’esame per ottenere la patente di guida.

Si parla infatti di “truffa dell’esame della patente”, una fattispecie di reato che ha trovato una certa diffusione da qualche anno. In sostanza, il candidato entra in aula per l’esame di teoria con microcamere occultate negli abiti o negli occhiali, tramite i quali riesce a trasmettere le immagini del quiz a un complice che si trova all’esterno. Quest’ultimo, poi, fornisce le risposte esatte al candidato tramite microauricolari invisibili.

Visto il susseguirsi dei casi in diversi comuni d’Italia, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pensato a delle contromisure, individuate in una serie di jammer, forniti in dotazione ad autoscuole e altri centri deputati ad ospitare esami per il rilascio di patenti di guida ma anche per la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC). Tali jammer impediscono la trasmissione tra i dispositivi, senza tuttavia danneggiarli.

Cosa rischia chi cerca di imbrogliare

Il tentativo di aggirare l’esame della patente è una pratica illegale e purtroppo ancora diffusa, che spinge alcuni candidati a rivolgersi a vere e proprie organizzazioni criminali. Le tecniche per ottenere un vantaggio illecito si sono evolute, passando dai metal detector a jammer e micro-auricolari, ma anche i controlli sono diventati più efficaci. Le probabilità di essere scoperti, infatti, sono molto alte, come dimostra il recente caso di un uomo denunciato a Monza proprio per aver tentato di superare il test con mezzi fraudolenti.

Le conseguenze legali per chi viene scoperto a truccare l’esame sono estremamente serie. I reati che possono essere contestati spaziano dalla truffa aggravata ai danni dello Stato al falso ideologico, fino alla più grave accusa di associazione a delinquere, qualora emerga un collegamento del candidato con una rete criminale organizzata. Oltre alle implicazioni penali, sono previste anche sanzioni amministrative, come l’interdizione temporanea dalla possibilità di sostenere nuovamente l’esame e, naturalmente, il sequestro di tutta l’attrezzatura utilizzata per la frode.

A fronte di rischi così elevati, la scelta di ricorrere a mezzi illeciti risulta del tutto irragionevole. L’esame di teoria, infatti, è un ostacolo superabile con un adeguato periodo di studio e preparazione. A questo sforzo contenuto si contrappongono non solo i costi significativi per l’acquisto di kit fraudolenti, ma soprattutto le gravi conseguenze penali e pecuniarie in caso di scoperta. L’efficacia dei controlli moderni, in grado di individuare dispositivi come i jammer, rende il tentativo di frode un’alternativa non solo illegale, ma anche estremamente controproducente.

Nino Lucchesi, l'autore di Truffa.net
Nel mio lavoro quotidiano ho un solo e unico obiettivo: evitare che i lettori possano incappare in truffe o raggiri online.
Scritto da: Nino Lucchesi