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Glossario delle truffe online: tutti i termini da conoscere

Phishing, ransomware, deepfake: il vocabolario dei criminali informatici si allunga ogni anno e chi non lo conosce rischia di abboccare al prossimo inganno. Per questo abbiamo creato il glossario delle truffe online di Truffa.net: tutti i termini spiegati in parole semplici dalla nostra redazione, con il rimando alle guide di approfondimento su ogni singolo raggiro. Salvate questa pagina tra i preferiti: vi tornerà utile al prossimo messaggio sospetto.

I termini delle truffe online dalla A alla Z

Cliccate sull’iniziale del termine che vi interessa oppure scorrete l’elenco completo. Accanto alle tecniche di attacco informatico trovate i principali tipi di truffe online documentati dalla nostra redazione: per le voci con una pagina dedicata vi rimandiamo alla guida completa, con esempi reali e istruzioni per difendervi.

Il glossario delle truffe online

A

Adware

  • Cos’è: il nome unisce advertising e software: un adware è un programma che inonda il dispositivo di pubblicità indesiderata, spesso installato a vostra insaputa insieme ad applicazioni gratuite. Nei casi più aggressivi raccoglie anche dati di navigazione e reindirizza verso pagine pericolose, aprendo la strada a minacce ben più serie come lo spyware.
  • Esempio: dopo aver installato un lettore video gratuito, il browser apre da solo finestre “Hai vinto un iPhone!” a ogni clic.

Anziani (Truffa agli anziani)

  • Cos’è: gli over 65 sono il bersaglio preferito di copioni come la truffa del falso nipote: una telefonata concitata (“nonna, sono nei guai!”) e la richiesta di denaro o gioielli da consegnare subito. Come preparare i familiari più esposti lo spieghiamo nella guida alla truffa del falso nipote.
  • Esempio: “Nonna sono io, ho cambiato numero! Ho avuto un incidente, sta arrivando un avvocato a ritirare 2.000€ per non farmi finire nei guai.”

B

Baiting

  • Cos’è: nel baiting (in italiano “adescamento”) l’esca è la curiosità della vittima: una chiavetta USB abbandonata in ufficio, un download gratuito troppo allettante. Basta abboccare per installare, senza saperlo, un malware. È una tecnica classica di ingegneria sociale e la difesa è una sola: diffidate di supporti e file di provenienza sconosciuta.
  • Esempio: una chiavetta USB con etichetta “Stipendi 2026” lasciata nel parcheggio aziendale, pronta a infettare il primo PC su cui viene inserita.

Ballerina (Truffa della ballerina)

  • Cos’è: la truffa di moda su WhatsApp: una presunta ballerina (o modella) vi scrive “per errore”, la conversazione diventa amichevole e nel giro di pochi giorni arrivano richieste di ricariche, buoni regalo o piccoli investimenti. Dietro le foto rubate lavorano vere centrali del raggiro: bloccate il contatto senza rispondere.
  • Esempio: “Ciao Marco, sei sempre in palestra oggi?” — messaggio “sbagliato” di una sconosciuta che, dopo qualche giorno di chiacchiere, propone un “investimento sicuro”.

Botnet

  • Cos’è: una botnet è una rete di dispositivi infettati e controllati a distanza dai criminali, quasi sempre all’insaputa dei proprietari. Computer, ma anche router e telecamere smart, si trasformano in “zombie” usati per inviare spam, diffondere malware o lanciare attacchi su larga scala. Un dispositivo lento e connessioni anomale sono i segnali tipici dell’infezione.
  • Esempio: la vostra videocamera smart, infettata, viene usata di notte per bombardare un sito di richieste fino a mandarlo offline.

Brand famosi (Truffa dei brand famosi)

  • Cos’è: i truffatori sfruttano la fiducia nei grandi marchi: finte email di Amazon, acquirenti fasulli su Vinted, offerte impossibili su Shein e Temu, prenotazioni fantasma su Booking. Per ciascun marchio trovate sul nostro sito una guida dedicata con i raggiri più recenti.
  • Esempio: “Amazon: il tuo ordine #402-7781 non può essere spedito. Aggiorna il metodo di pagamento entro 12 ore tramite questo link.”

Brushing

  • Cos’è: con il brushing ricevete pacchi mai ordinati: venditori scorretti dei marketplace spediscono merce di poco valore a indirizzi reali per poter pubblicare recensioni false a nome del destinatario. Il pacco non si paga, ma il messaggio è chiaro: i vostri dati personali circolano già in mani sbagliate e conviene cambiare le password degli account di acquisto.
  • Esempio: arriva a casa vostra un pacchetto con una cover per telefono mai ordinata e, giorni dopo, compare online una recensione entusiasta firmata col vostro nome.

C

Carding

  • Cos’è: il carding è l’uso fraudolento di dati di carte di pagamento rubati, ottenuti con phishing e skimming o acquistati nel dark web. I criminali testano le carte con piccole transazioni, poi passano agli acquisti importanti. Attivate le notifiche di pagamento e controllate spesso l’estratto conto: è il modo più rapido per accorgersi dei movimenti sospetti.
  • Esempio: sul conto compaiono due addebiti da 1€ a distanza di minuti, seguiti poche ore dopo da un acquisto da 800€.

Catfishing

  • Cos’è: nel catfishing il truffatore costruisce un’identità di fantasia sui social o sulle app di incontri, con foto rubate e biografie inventate, per creare un legame emotivo con la vittima. È il primo atto di molte truffe sentimentali: prima o poi il finto innamorato chiederà denaro per un’emergenza improvvisa.
  • Esempio: un “ufficiale della marina in missione all’estero” vi corteggia per settimane, poi chiede un prestito per sbloccare un pacco fermo alla dogana.

CEO (Truffa del CEO)

  • Cos’è: nota anche come Business Email Compromise (BEC), colpisce le aziende: i criminali si spacciano per un dirigente, dopo averne violato o imitato la casella email, e ordinano a un dipendente un bonifico urgente e riservato verso un conto estero. La contromisura è di metodo: ogni richiesta anomala va verificata su un secondo canale, anche se firmata dal capo.
  • Esempio: “Sono in riunione, non posso chiamare. Disponi subito un bonifico di 30.000€ a questo IBAN, è riservato.” Il messaggio è apparentemente firmato dall’Amministratore Delegato.”

Criptovalute (Truffa delle criptovalute)

  • Cos’è: piattaforme di trading fasulle, token gonfiati ad arte, finti omaggi di Bitcoin firmati da personaggi famosi: il mondo cripto è terreno fertile per i truffatori perché i pagamenti sono rapidi e irreversibili. I casi più diffusi sono nella guida alle truffe con le criptovalute.
  • Esempio: un finto profilo di un noto imprenditore annuncia “Invia 0,1 BTC a questo indirizzo e ne ricevi il doppio”: i fondi, ovviamente, non tornano mai.

Cryptojacking

  • Cos’è: il cryptojacking è l’uso non autorizzato del vostro dispositivo per generare criptovalute a vantaggio dei criminali. Il malware lavora in silenzio e i sintomi sono facili da ignorare: prestazioni in calo, surriscaldamento, batteria e bolletta elettrica fuori controllo. Un buon antivirus e le estensioni anti-mining del browser bloccano la maggior parte degli attacchi.
  • Esempio: appena aprite un certo sito il ventilatore del PC parte al massimo e il computer rallenta, perché in background sta “minando” criptovalute per altri.

Cybercrime

  • Cos’è: cybercrime, in italiano crimine informatico, è il termine ombrello per tutti i reati commessi tramite computer e rete: frodi, furti di dati, ricatti digitali. In Italia la materia è disciplinata dal Codice Penale, aggiornato dalla Legge 48/2008 che ha ratificato la Convenzione di Budapest. L’elenco completo delle condotte punite è alla voce reati informatici.
  • Esempio: un attacco ransomware che blocca i sistemi di un ospedale finché non viene pagato un riscatto rientra a pieno titolo nel cybercrime.

D

Deepfake

  • Cos’è: i deepfake sono video, foto o audio manipolati con l’intelligenza artificiale, capaci di far dire a una persona reale cose mai pronunciate. I truffatori li usano per finte interviste di personaggi famosi che consigliano investimenti miracolosi o per superare i controlli di identità. Trovate esempi e contromisure nella guida alle truffe con l’intelligenza artificiale.
  • Esempio: un finto video di un noto conduttore tv che invita a investire su una piattaforma “garantita”, con voce e labiale ricostruiti dall’IA.

Doxing

  • Cos’è: il doxing (o doxxing) è la raccolta e pubblicazione non autorizzata di informazioni private: indirizzo di casa, numero di telefono, luogo di lavoro. Lo scopo è intimidire, ricattare o esporre la vittima a molestie di gruppo. Limitare i dati visibili sui profili social è la prevenzione più efficace contro questa pratica.
  • Esempio: dopo una lite online, qualcuno pubblica su un forum il vostro indirizzo di casa e il numero di telefono, invitando altri a “farvi visita”.

F

Frode informatica

  • Cos’è: la frode informatica è il reato previsto dall’art. 640-ter del Codice Penale: chi altera un sistema informatico per procurarsi un profitto ingiusto rischia la reclusione fino a 3 anni, con aggravanti specifiche se c’è di mezzo il furto di identità digitale. È la cornice giuridica di gran parte delle truffe raccolte in questo glossario.
  • Esempio: un malware che si inserisce nell’home banking e dirotta un bonifico verso il conto del criminale integra il reato di frode informatica.

Furto di identità

  • Cos’è: si parla di furto di identità quando qualcuno usa i vostri dati (nome, documenti, credenziali) per spacciarsi per voi: aprire conti, ottenere prestiti, persino commettere reati. Il Codice Penale lo punisce come sostituzione di persona all’art. 494. Quasi sempre tutto comincia da un data breach o da un attacco di phishing andato a segno.
  • Esempio: scoprite di avere un prestito da 5.000€ acceso a vostro nome, richiesto online con una copia rubata della vostra carta d’identità.

J

Juice jacking

  • Cos’è: il juice jacking sfrutta le porte USB di ricarica pubbliche manomesse (aeroporti, stazioni, centri commerciali) per installare malware o copiare i dati dello smartphone collegato. La precauzione costa poco: usate il vostro alimentatore con presa elettrica oppure un cavo di sola ricarica, che non trasmette dati.
  • Esempio: collegate il telefono a una colonnina USB gratuita in aeroporto e, mentre si ricarica, una copia della rubrica e delle foto finisce ai criminali.

K

Keylogger

  • Cos’è: un keylogger è un software, o un piccolo dispositivo fisico, che registra tutto ciò che digitate sulla tastiera: password, numeri di carta, messaggi privati. Arriva di solito con allegati infetti o programmi piratati ed è tra gli strumenti preferiti per il furto di credenziali bancarie. Un gestore di password e l’autenticazione a due fattori ne riducono molto i danni.
  • Esempio: dopo aver aperto un allegato “fattura.exe”, ogni tasto che premete — comprese le password del conto — viene inviato a un estraneo.

M

Malware

  • Cos’è: contrazione di malicious software, malware è il termine generale per qualsiasi programma creato per danneggiare o spiare: ne fanno parte trojan, ransomware, spyware e adware. Si diffonde con allegati, download da fonti non ufficiali e siti compromessi. Aggiornamenti costanti e un buon antivirus restano la difesa di base.
  • Esempio: un finto aggiornamento del lettore video, scaricato da un sito di streaming pirata, installa in realtà un programma che spia il dispositivo.

Man in the middle

  • Cos’è: in un attacco man in the middle (“uomo nel mezzo”) il criminale si inserisce nella comunicazione tra due parti, ad esempio tra voi e il sito della banca, leggendo o alterando i dati in transito. Le reti Wi-Fi pubbliche non protette sono il suo terreno ideale: per le operazioni bancarie in mobilità preferite sempre la connessione dati del telefono.
  • Esempio: connessi al Wi-Fi gratuito di un bar, digitate le credenziali della banca su una pagina che sembra vera ma è controllata dal criminale seduto poco distante.

Money muling

  • Cos’è: il money muling è l’attività di chi presta il proprio conto corrente per trasferire denaro di origine illecita, spesso reclutato con finte offerte di lavoro da casa. Attenzione: anche il prestanome inconsapevole rischia un’accusa di riciclaggio. Come riconoscere il reclutamento lo spieghiamo nella guida al money muling.
  • Esempio: un annuncio promette 300€ a settimana come “agente finanziario”: basta ricevere bonifici sul proprio conto e rigirarli, trattenendo una percentuale.

N

Nigeriana (Truffa nigeriana)

  • Cos’è: il classico dei classici: un sedicente principe, funzionario o erede straniero vi promette una fortuna in cambio di un piccolo anticipo per “sbloccare” i fondi. Lo schema resiste da decenni perché continua a funzionare. La sua storia e le varianti moderne nella guida alla truffa nigeriana.
  • Esempio: Ricevete una mail che recita: “Sono il legale di un facoltoso cliente scomparso. I suoi 10 milioni di dollari spettano a lei: mi bastano 900€ per le pratiche di trasferimento.”

P

Pacco (Truffa del pacco)

  • Cos’è: un SMS o una email vi avvisa di un pacco bloccato in attesa di sdoganamento: bastano pochi euro per liberarlo. Il corriere non c’entra nulla e i dati della vostra carta finiscono ai truffatori. Ricostruiamo il copione completo nella guida alla truffa del pacco.
  • Esempio: “Il tuo pacco è fermo in dogana. Salda 2,30€ di spese doganali entro oggi per ricevere la consegna. Clicca sul seguente link.”

Pharming

  • Cos’è: il pharming vi dirotta su siti clone senza bisogno di link sospetti: l’attacco altera il sistema DNS, la “rubrica” che traduce gli indirizzi web, e vi consegna a una copia perfetta del sito legittimo pronta a rubare le credenziali. Prima di autenticarvi controllate sempre l’indirizzo esatto e il certificato del sito.
  • Esempio: digitate a mano l’indirizzo corretto della banca ma finite comunque su una copia identica, perché il DNS è stato manomesso.

Phishing

  • Cos’è: è la truffa online più diffusa in assoluto: email che imitano banche, Poste o corrieri per rubare credenziali e dati di pagamento. Il significato viene dall’inglese fishing: i criminali “pescano” le vittime con esche sempre più curate. Esempi reali e contromisure sono nella nostra guida completa al phishing.
  • Esempio: Ricevete un messaggio simile a questo: “Gentile cliente, abbiamo rilevato un accesso anomalo al suo conto. Confermi subito i suoi dati per evitare il blocco.” Al termine del messaggio viene indicato un link fraudolento.

Pig butchering

  • Cos’è: letteralmente “macellazione del maiale”: il truffatore “ingrassa” la vittima per settimane con attenzioni e piccoli guadagni fittizi, poi la spinge a investire cifre importanti su piattaforme fasulle e sparisce. Una frode lenta e devastante che analizziamo nella guida al pig butchering.
  • Esempio: un nuovo contatto vi mostra profitti reali su un’app di trading per un mese, finché non versate i risparmi e il sito diventa irraggiungibile.

Postepay (Truffa Postepay)

  • Cos’è: le carte Postepay sono tra i bersagli preferiti dei truffatori italiani: finti SMS di blocco, email a tema Poste, richieste di ricarica per acquisti fantasma. I copioni più diffusi e le relative difese sono raccolti nella guida alle truffe Postepay.
  • Esempio: “PostePay: la tua carta è stata sospesa. Verifica l’identità entro 24 ore. Per riattivarla usa il seguente link.”

Q

Quishing

  • Cos’è: il quishing è il phishing tramite codici QR: un adesivo sul parchimetro o un codice in una finta email e la scansione vi porta dritti su un sito truffaldino che ruba dati e pagamenti. Prima di inquadrare un QR in un luogo pubblico, leggete la nostra guida al quishing.
  • Esempio: sul parchimetro un adesivo “Paga il parcheggio col QR” rimanda a un sito che raccoglie i dati della carta invece di emettere il ticket.

R

Ransomware

  • Cos’è: il ransomware è un malware che cifra i file del dispositivo e chiede un riscatto (ransom), quasi sempre in criptovalute, per restituirli. Colpisce privati, aziende e persino ospedali. Le autorità sconsigliano di pagare: non c’è garanzia di riavere i dati e si finanziano nuovi attacchi. La vera assicurazione è un backup regolare e scollegato dalla rete.
  • Esempio: accendete il PC e trovate una schermata rossa: “I tuoi file sono stati cifrati. Paga 500€ in Bitcoin entro 72 ore per riaverli.”

Reati informatici

  • Cos’è: sotto questa etichetta rientrano le condotte punite dal Codice Penale che colpiscono o sfruttano i sistemi informatici: accesso abusivo (art. 615-ter), frode informatica (art. 640-ter), danneggiamento di dati e intercettazioni illecite. L’impianto nasce con la Legge 547/1993 ed è stato rafforzato dalla Legge 48/2008, che ha recepito la Convenzione di Budapest.
  • Esempio: entrare senza autorizzazione nella casella email di un’azienda per leggerne la corrispondenza integra il reato di accesso abusivo a sistema informatico.

Rug pull

  • Cos’è: tipica del mondo cripto, la rug pull (“tirare via il tappeto”) è la fuga dei creatori di un progetto che, dopo aver gonfiato il valore del token con marketing e promesse, spariscono con i fondi degli investitori. Trovate i segnali per riconoscerla in anticipo nella guida alle truffe con le criptovalute.
  • Esempio: una nuova criptovaluta promossa dagli influencer decolla in una settimana, poi gli sviluppatori svuotano il fondo e il token crolla a zero.

S

Scam

  • Cos’è: scam è semplicemente il termine inglese per “truffa” e nel gergo della rete indica qualsiasi frode digitale, dalla falsa lotteria al finto investimento; chi la organizza è lo scammer. La parola è entrata stabilmente anche nell’italiano di forum e social, dove “è uno scam” equivale a “state alla larga”.
  • Esempio: sotto il post che promette “raddoppia i tuoi Bitcoin in 24 ore” il primo commento avverte: “Occhio, è uno scam”.

Scareware

  • Cos’è: lo scareware punta tutto sulla paura: finti avvisi di infezione (“il vostro PC è a rischio!”) vi spingono a scaricare un antivirus fasullo o pagare un’assistenza inutile. Il falso allarme è la truffa stessa: chiudete la pagina senza cliccare e non chiamate mai i numeri di supporto indicati.
  • Esempio: mentre navigate compare un pop-up lampeggiante “Rilevati 5 virus! Scarica ora la protezione”, con un finto conto alla rovescia.

Schema Ponzi

  • Cos’è: è la frode finanziaria in cui i rendimenti dei vecchi investitori vengono pagati con i versamenti dei nuovi: quando il flusso di ingressi si ferma, il castello crolla. Prende il nome da Charles Ponzi e continua a mietere vittime: come riconoscerlo in tempo è spiegato nella guida allo schema Ponzi.
  • Esempio: un “fondo” promette il 10% al mese e all’inizio paga davvero, ma solo con i soldi dei nuovi iscritti; quando le adesioni calano, i pagamenti si fermano.

Sentimentali (Truffe sentimentali)

  • Cos’è: nelle romance scam il truffatore finge un interesse amoroso, costruisce per mesi una relazione a distanza fatta di messaggi quotidiani e poi inizia a chiedere denaro: un biglietto aereo, una cauzione, un’emergenza medica. Storie vere e segnali d’allarme nella guida alle truffe sentimentali.
  • Esempio: dopo mesi di messaggi d’amore, il partner “bloccato all’estero” chiede 1.500€ per il biglietto aereo che gli permetterà finalmente di incontrarvi.

Sextortion

  • Cos’è: la sextortion è un’estorsione a sfondo sessuale: il criminale minaccia di diffondere immagini intime della vittima, vere o fabbricate, se non riceve denaro. Il reato è quello di estorsione (art. 629 del Codice Penale): non pagate, conservate le prove e rivolgetevi subito alla Polizia Postale.
  • Esempio: Ricevete una mail o un messaggio sui social con il seguente testo: “Ho registrato il tuo schermo dalla webcam. Invia 800€ in Bitcoin entro 48 ore o mando il video ai tuoi contatti.”

Sì (Truffa del sì)

  • Cos’è: un finto operatore vi telefona e pone domande innocue (“mi sente?”, “parlo con il titolare?”) solo per registrare la vostra risposta affermativa. Quel “sì” viene poi montato per simulare l’adesione a contratti mai richiesti. Con i numeri sconosciuti evitate risposte secche affermative e, nel dubbio, riagganciate: i contratti veri richiedono ben altre conferme.
  • Esempio: “Buongiorno, mi sente bene? Parlo con l’intestatario dell’utenza?” — e quel vostro “sì” viene poi usato come finta firma di un nuovo contratto.

SIM swap (SIM swapping)

  • Cos’è: con documenti falsi il criminale ottiene un duplicato della vostra SIM e prende il controllo del numero di telefono: da lì intercetta i codici di conferma via SMS e svuota conti e app di pagamento. Un cellulare che resta improvvisamente senza segnale è il primo campanello d’allarme: contattate subito banca e operatore.
  • Esempio: il telefono perde il segnale senza motivo e, poco dopo, ricevete via email la conferma di bonifici che non avete mai disposto.

Skimming

  • Cos’è: lo skimming è la clonazione delle carte tramite lettori manomessi (skimmer) applicati a bancomat e POS, spesso in coppia con microcamere che riprendono il PIN. Coprite sempre la tastiera quando digitate e diffidate degli sportelli con elementi sporgenti, mobili o fuori posto.
  • Esempio: al bancomat una sottile placca sovrapposta alla fessura copia la banda magnetica mentre una microcamera nascosta riprende il PIN.

Smishing

  • Cos’è: lo smishing è il phishing via SMS: finti messaggi di banche, corrieri o enti pubblici con link che portano a pagine truffaldine. Il canale cambia, l’obiettivo resta rubare credenziali e pagamenti. Esempi concreti e regole di difesa nella nostra guida allo smishing.
  • Esempio: Sul vostro smartphone appare il seguente messaggio: “BRT: la tua spedizione è in giacenza. Paga 1,99€ di sdoganamento per la consegna”. In calce al messaggio, c’è un link.

Social engineering (ingegneria sociale)

  • Cos’è: il social engineering, in italiano ingegneria sociale, è l’arte di manipolare le persone invece di violare i sistemi: fa leva su fretta, paura e fiducia per farsi consegnare informazioni e accessi riservati. Phishing, baiting e truffa del CEO sono tutte sue applicazioni pratiche: contro questa tecnica l’unico antivirus è la consapevolezza.
  • Esempio: una telefonata del sedicente help desk aziendale — “serve subito la sua password per un aggiornamento urgente” — punta sulla fretta per farsi consegnare le credenziali.

Spear phishing

  • Cos’è: a differenza del phishing di massa, lo spear phishing è un attacco costruito su misura: il criminale studia la vittima (ruolo, contatti, abitudini) e confeziona un messaggio perfettamente credibile. È la tecnica dietro le frodi aziendali più costose e apre spesso la strada al whaling.
  • Esempio: un’email che cita il vostro capo per nome e un progetto reale vi chiede di aprire “il preventivo aggiornato in allegato”.

Spoofing

  • Cos’è: lo spoofing è la falsificazione dell’identità del mittente: numeri di telefono, indirizzi email o interi siti web camuffati per sembrare quelli autentici. È l’ingrediente che rende credibili molte delle truffe di questo glossario: trovate tutte le varianti nella nostra guida allo spoofing.
  • Esempio: sul display compare il numero reale della vostra banca, ma dall’altra parte c’è un truffatore che ne ha falsificato l’identità.

Spyware

  • Cos’è: lo spyware è un malware che spia tutto quello che fate sul dispositivo: cronologia, messaggi, credenziali e, nei casi peggiori, microfono e fotocamera. I dati raccolti alimentano ricatti e furti di identità. Occhio alle app scaricate fuori dagli store ufficiali e ai permessi eccessivi richiesti all’installazione.
  • Esempio: un’app “torcia” gratuita chiede l’accesso a microfono, contatti e messaggi, e da quel momento registra ogni vostra attività.

T

Trojan

  • Cos’è: come il cavallo di Troia da cui prende il nome, il trojan si presenta come un programma legittimo che nasconde funzioni dannose: un gioco, un aggiornamento, una utility gratuita. Una volta installato apre una porta d’accesso al dispositivo, usata per rubare dati o scaricare altri malware, compresi i keylogger bancari.
  • Esempio: scaricate un “gioco gratis” da un sito non ufficiale e, mentre giocate, il programma apre di nascosto una porta d’accesso al vostro PC.

Truffe telefoniche

  • Cos’è: restano tra le più diffuse in Italia: finti operatori di banche e gestori energetici, contratti attivati con l’inganno, richieste di codici personali. Al telefono valgono due regole: nessun operatore serio chiede PIN o password e un’offerta autentica resta valida anche dopo una verifica con calma. Ne fanno parte anche il wangiri e la truffa del sì.
  • Esempio: “Sono l’ufficio antifrode della sua banca: per bloccare un addebito sospetto mi confermi il codice che le è appena arrivato via SMS.”

Typosquatting

  • Cos’è: il typosquatting sfrutta gli errori di battitura: i criminali registrano domini quasi identici a quelli famosi e vi allestiscono siti clone o pagine infette. Un carattere fuori posto nella barra degli indirizzi separa il sito vero dalla trappola: controllate l’URL lettera per lettera prima di inserire qualsiasi dato.
  • Esempio: digitando in fretta “gogle.com” o “amaozn.it” finite su una copia infetta invece che sul sito che cercavate.

V

Vishing

  • Cos’è: il vishing è il phishing vocale: una telefonata di un finto operatore bancario, spesso preceduta da un SMS civetta, che punta a farvi rivelare codici e credenziali o autorizzare bonifici. Le tecniche aggiornate e le risposte da non dare mai sono nella guida al vishing.
  • Esempio: “La chiamo dalla sicurezza della banca: per annullare un pagamento fraudolento mi detti il codice OTP che sta ricevendo ora.”

W

Wangiri (Truffa dello squillo)

  • Cos’è: in giapponese wangiri significa “uno squillo e giù”: il telefono suona una sola volta da un numero estero e la curiosità fa il resto. Richiamando si attivano numerazioni a tariffazione maggiorata che prosciugano il credito in pochi minuti. Non richiamate numeri sconosciuti con prefissi internazionali insoliti.
  • Esempio: trovate una chiamata persa da un prefisso estero sconosciuto; richiamando, partono scatti a tariffa maggiorata che svuotano il credito.

Whaling

  • Cos’è: il whaling è lo spear phishing riservato ai “pesci grossi”: amministratori delegati, direttori finanziari, dirigenti pubblici. I messaggi imitano comunicazioni legali o fiscali urgenti e la posta in gioco elevata giustifica, per i criminali, settimane di preparazione. La difesa passa da procedure aziendali che nessuna email può scavalcare.
  • Esempio: un finto avviso dell’Agenzia delle Entrate indirizzato al direttore finanziario chiede il pagamento immediato di una “cartella riservata” su un IBAN indicato.

Conoscere i termini delle truffe online è già una difesa

Chi sa dare un nome a un attacco lo riconosce anche quando se lo ritrova nella casella di posta o al telefono. I truffatori contano sulla fretta e sulla scarsa informazione delle loro vittime: togliere loro questo vantaggio è il primo passo, ben prima di antivirus e filtri antispam. Se volete vedere come questi termini si traducono in casi concreti, partite dalla nostra panoramica sulle truffe online più diffuse.

Il nostro lavoro non si ferma qui: aggiorneremo il glossario a ogni nuova tecnica documentata. E prima di acquistare su un negozio online sconosciuto, passate dalla nostra guida per capire se un sito è una truffa: pochi minuti di verifica valgono più di qualsiasi rimborso.

Nino Lucchesi — Autore e responsabile, Truffa.net

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Nel mio lavoro quotidiano ho un solo e unico obiettivo: evitare che i lettori possano incappare in truffe o raggiri online.
Scritto da: Nino Lucchesi

FAQ

Arrivati a questo punto i termini delle truffe online non dovrebbero più spaventarvi. Qui sotto trovate le risposte rapide alle domande che riceviamo più spesso: per tutto il resto, il glossario è a portata di clic.

Che cos’è il glossario delle truffe online?

È la raccolta ordinata dalla A alla Z dei termini delle truffe online, curata dalla redazione di Truffa.net: ogni voce spiega in parole semplici di cosa si tratta e come difendersi, dal phishing al ransomware. Avere sott’occhio l’elenco completo aiuta a dare un nome a ogni inganno e a riconoscerlo in tempo.

La truffa online è reato?

Sì. La truffa è punita dall’art. 640 del Codice Penale e, quando viene commessa alterando un sistema informatico, scatta la frode informatica, con reclusione fino a 3 anni e aggravanti specifiche per il furto di identità digitale. Denunciare è quindi sempre possibile, oltre che consigliato.

Qual è una caratteristica comune di una truffa online?

L'urgenza. Il copione è quasi sempre lo stesso: un problema improvviso e una scadenza inventata (una carta da riattivare, una consegna da sbloccare, un accesso da confermare) per farvi agire prima di controllare. Vale per il phishing come per le truffe sentimentali o il ransomware: se un messaggio vi mette fretta, prendetevi il tempo di verificare.

Dove si può segnalare una truffa online?

Il canale ufficiale è il Commissariato di P.S. online della Polizia Postale, dove potete segnalare e denunciare anche a distanza i reati informatici subiti. Muovetevi il prima possibile: prima si interviene, più alte sono le probabilità di bloccare i pagamenti e chiedere il rimborso.

Come capire se un sito è una truffa?

Diffidate dei domini sosia di quelli famosi e dei siti nati da poco; verificate dati societari, condizioni di reso e la presenza di contatti reali, e insospettitevi davanti a prezzi troppo bassi e pagamenti solo con bonifico o criptovalute. Sono i controlli che eseguiamo noi, passo dopo passo, prima di fidarci di un negozio online.