Bingo: ADM fissa a 2.800€ il canone mensile per le sale bingo

Il lungo contenzioso tra i gestori delle sale bingo e l’Agenzia Dogane e Monopoli è forse giunto al termine. Una recente sentenza del TAR del Lazio e i precedenti pareri di Consiglio di Stato e CGUE hanno indotto ADM a pubblicare una determinazione in cui si fissa il canone mensile a 2.800€ retroattivamente, dal 1° gennaio scorso, fino al 31 dicembre 2026.

Logo ADM, l’Agenzia delle Dogane e Monopoli e palline del bingo.

Canone sale bingo: alla fine ADM cede e lo abbassa fino a 2.800€ al mese

ADM cede sulle sale bingo: ecco il nuovo canone

La battaglia legale è stata lunghissima e le carte bollate si sono sprecate, tra ricorsi al TAR, contenziosi con l’Avvocatura dello Stato e svariati pareri chiesti al Consiglio di Stato e alla Corte di Giustizia Europea (CGUE). Dovrebbe però essere giunta la parola fine, almeno su una grossa parte delle questioni oggetto di contestazione da parte di diverse società coinvolte nel settore delle sale bingo.

Una determinazione direttoriale a firma di Mario Lollobrigida, direttore giochi di ADM, ha fissato in 2.800€ mensili il canone dovuto dalle stesse sale bingo all’Agenzia Dogane e Monopoli, per un periodo che va dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026. Dunque, la misura è da considerarsi anche retroattiva ma è appunto provvisoria, in attesa di un provvedimento definitivo la cui tempistica è però ancora in alto mare.

La guerra era scoppiata quando ADM aveva quantificato, insieme alla proroga tecnica resasi necessaria per via della scadenza delle concessioni, un canone forfettario da 108.000€ annuali. Erano seguiti diversi ricorsi, con richiesta pareri alla Corte di Giustizia Europea e al Consiglio di Stato, da cui erano emersi forti dubbi sulla compatibilità di tali misure con la normativa comunitaria.

Riordino del gioco live, la soluzione definitiva

Nella determinazione in oggetto, che si può consultare integralmente sul sito dell’Agenzia Dogane e Monopoli, ci sono tutti i riferimenti che hanno portato a questa decisione. Si tratta di una presa d’atto da parte di ADM, la quale non poteva fare altro che recepire le indicazioni ricevute dalle varie istituzioni, italiane ed europee. L’ultimo tassello lo aveva inserito il TAR del Lazio.

Il Tribunale Amministrativo Regionale, a cui avevano fatto ricorso diverse società concessionarie, aveva annullato il canone da 108.000€ annuali previsto dalla proroga onerosa, ritenendo che non dovesse essere più forfettario ma basato sui fatturati. In precedenza, c’era stato un ripetuto palleggio di pareri, tra cui un rinvio del Consiglio di Stato alla CGUE, la conferma da parte della stessa corte e i successivi ricorsi al TAR.

Sullo sfondo, però, rimane il problema dei problemi: il riordino del gioco fisico. La misura che tutto il comparto retail attende ormai da lungo tempo è stata nuovamente prorogata, per dare priorità alla riforma del gioco online, ma anche per il più complicato iter che comporta. Soprattutto per quanto riguarda le distanze dai luoghi sensibili, serve l’assenso da parte delle regioni. Anche le nuove concessioni del bingo rientrano in tale riordino.

Eli Carosi
Sono convinta che sia importante dare informazioni chiare, aggiornate e sempre verificate. Se i lettori conoscono i fatti, faranno le scelte migliori.