Spesso le certificazioni rischiano di apparire come meri attestati formali, ma non è il caso degli standard fissati da QMRA (Quality Mark Responsible Affiliates). L’ente olandese, punto di riferimento internazionale per la conformità normativa nel settore del gioco online, opera su diversi mercati regolamentati compreso quello italiano, dove il portale Truffa.net ha recentemente ottenuto il suo accreditamento.
Il sigillo di qualità QMRA assegnato a Truffa.net
Certificazione QMRA per Truffa.net
I processi di controllo e certificazione sono strategici in molteplici settori industriali, e il comparto del gioco pubblico non fa eccezione. QMRA è un organismo indipendente specializzato nel verificare la compliance normativa di operatori di gioco e siti di informazione e affiliazione rispetto alle leggi vigenti nelle singole giurisdizioni.
Il progetto nasce dall’iniziativa della società olandese XY Legal Solutions, che ha esordito con il marchio KVA (Keurmerk Verantwoorde Affiliates). Da quell’esperienza ha preso forma QMRA, inizialmente focalizzato sui mercati belga e britannico, per poi estendere la propria attività a livello globale. Oggi l’ente certifica la conformità in sette mercati regolamentati dell’Unione Europea, oltre che in Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile e Australia.
Per ciascun ordinamento, l’organismo vigila sul pieno allineamento alle norme locali. È in questo contesto che Truffa.net ha ottenuto lo status di “trusted QMRA website for the Italian market”. L’attestazione è arrivata dopo il superamento dell’audit sui cinque criteri previsti dallo standard: dalla collaborazione esclusiva con operatori autorizzati alla trasparenza dei contenuti, fino alla totale esclusione di piattaforme illegali.
In cosa consiste lo status di sito affidabile
Requisito cardine per ottenere il riconoscimento è l’assoluta assenza di collegamenti verso gli oltre 13mila siti inibiti da ADM. Il primo dei cinque parametri, denominato Channelling Objectives, impone infatti ai siti italiani di promuovere esclusivamente concessionari muniti di regolare licenza rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La comunicazione deve fondarsi su un approccio obiettivo, vietando l’invito diretto al gioco, la pubblicità commerciale aggressiva e i link verso circuiti privi di concessione.
Strettamente connesso è il secondo criterio: la pubblicità responsabile. Questo principio impegna i portali a evidenziare in modo chiaro il divieto di gioco per i minori, precludendo qualsiasi messaggio indirizzato a loro o ad altre fasce vulnerabili. È inoltre obbligatorio inserire disclaimer sui rischi collegati alla dipendenza e rendere facilmente consultabili le probabilità di vincita.
I restanti tre parametri completano il quadro della comunicazione etica: l’adozione di un marketing neutrale che non promuova il gioco come rimedio a difficoltà finanziarie; la massima trasparenza nell’illustrazione delle promozioni, escludendo diciture ingannevoli; e, infine, la piena visibilità offerta agli strumenti di Gioco Responsabile e ai meccanismi di autoesclusione (RUA).
Scritto da: