Gioco online e truffe potenziali: dove si rischia di più? La mappa regionale

Più conti di gioco per adulto e competenze digitali meno diffuse si combinano soprattutto nel Mezzogiorno. L’analisi di Truffa.net confronta 19 regioni per individuare dove questi segnali rendono più urgente l’attenzione ai siti falsi e alle offerte ingannevoli.

Smartphone e laptop con giochi online e simbolo Attenzione

Campania e Calabria guidano l’indice di vulnerabilità potenziale alle truffe nel gioco online

Una piattaforma promette vincite facili, un messaggio invita ad aprire un conto, una pagina chiede dati personali e un primo versamento. Il rischio è perdere denaro e consegnare informazioni ai truffatori prima ancora di accorgersi dell’inganno.

Il problema è ben documentato: in un avviso del 24 ottobre 2025, la Polizia Postale ha segnalato campagne di phishing rivolte ai giocatori online e agli utenti dei servizi di lotteria, richiamando la necessità di verificare l’autenticità dei siti prima di registrarsi, accedere o versare denaro.

In Italia le competenze digitali almeno di base riguardano il 54,3% delle persone di 16-74 anni, con forti differenze territoriali. Truffa.net ha affiancato i dati regionali alla diffusione dei conti di gioco per adulto, costruendo l’indice territoriale di vulnerabilità potenziale alle truffe nel gioco online: il punteggio aumenta dove i conti sono più numerosi e le competenze meno diffuse.

L’ipotesi è che una maggiore presenza del gioco e una minore preparazione digitale possano rendere un territorio più vulnerabile agli inganni. Il collegamento fra conti e possibile esposizione alle truffe è un’assunzione dell’analisi; quello fra competenze e riconoscimento degli inganni trova un sostegno nella ricerca. Il confronto permette così di individuare priorità di attenzione, mantenendo visibili i due dati di partenza.

Che cosa dicono gli studi sulle truffe

Lo spunto viene da uno studio di Dawn M. Sarno e Jeffrey Black su Human Factors, pubblicato online nel 2023 e in fascicolo nel 2024. I partecipanti hanno classificato 90 email, messaggi e titoli di notizie autentici o ingannevoli. Minori competenze digitali e una minore tendenza a riflettere prima di rispondere erano associate a una peggiore capacità di distinguerli.

Anche alcune ricerche italiane aiutano a inquadrare il problema, pur occupandosi di competenze finanziarie. Isaia, Oggero e Sandretto, su dati rappresentativi raccolti in Italia nel 2020, trovano un’associazione fra conoscenze finanziarie di base e minore probabilità di frodi online dichiarate; l’eccessiva fiducia nelle proprie competenze è invece associata a una probabilità maggiore.

Petroccione e Graziano, su 502 questionari italiani, rilevano un’associazione fra alfabetizzazione finanziaria e minore vulnerabilità alle frodi, con i limiti di un campione online autoselezionato. In uno studio di Iannello e colleghi su 600 adulti italiani, invece, nel modello la credulità è associata alla vittimizzazione, mentre le competenze finanziarie non risultano significative. Le ricerche offrono quindi ragioni per approfondire il ruolo delle competenze.

Il divario regionale fra conti e competenze digitali

Nelle prime cinque posizioni si trovano tutte regioni del Mezzogiorno: dopo Campania e Calabria vengono Puglia, Sicilia e Basilicata. I punteggi più bassi sono quelli di Friuli-Venezia Giulia, con 2,5, Emilia-Romagna, con 5,9, e Liguria, con 7,9.

Pos. Regione Conti ogni 1.000 maggiorenni Competenze digitali almeno di base Indice 0–100
1 Campania 609,0 42,7% 94,0
2 Calabria 469,0 40,2% 83,0
3 Puglia 447,4 43,7% 72,0
4 Sicilia 480,9 46,2% 70,1
5 Basilicata 414,5 45,0% 64,9
6 Molise 366,8 48,8% 50,1
7 Abruzzo 375,6 49,6% 49,2
8 Sardegna 387,1 51,1% 47,0
9 Umbria 280,1 52,9% 29,7
10 Lazio 375,9 58,9% 27,1
11 Marche 295,5 56,0% 24,2
12 Toscana 260,4 54,9% 22,6
13 Piemonte 266,4 59,4% 12,6
14 Valle d’Aosta 223,1 58,3% 9,9
15 Lombardia 259,3 60,7% 8,6
16 Veneto 198,1 57,8% 8,1
17 Liguria 253,6 60,7% 7,9
18 Emilia-Romagna 246,5 61,2% 5,9
19 Friuli-Venezia Giulia 209,0 60,7% 2,5

Elaborazione Truffa.net. Conti attivi al 31 dicembre 2025; residenti di almeno 18 anni al 1° gennaio 2026, stima; competenze digitali 2025 riferite alle persone di 16–74 anni. Posizioni calcolate sui valori non arrotondati. Fonti e metodo sono descritti più avanti.

Campania e Calabria concentrano i segnali più critici

In Campania risultano 2.842.475 conti attivi, pari a 609 ogni mille maggiorenni: il rapporto più alto in Italia. La quota di persone con competenze digitali almeno di base è del 42,7%, contro il 54,3% nazionale. Soltanto la Calabria ha un valore inferiore, il 40,2%. L’incrocio porta la Campania a 94,0 punti e la Calabria a 83,0.

Puglia e Sicilia seguono con profili diversi

La Puglia è terza con 72,0 punti, la Sicilia quarta con 70,1. In Sicilia i conti ogni mille adulti sono di più, 480,9 contro 447,4, ma le competenze digitali sono anche più diffuse: 46,2% contro 43,7%. Con lo stesso peso assegnato ai due indicatori, la minore quota di competenze porta la Puglia leggermente più in alto.

La Sicilia conta quasi due milioni di conti, 1.936.684, ed è seconda dopo la Campania per conti in rapporto agli adulti. Le competenze restano 8,1 punti percentuali sotto la media nazionale. È una combinazione che giustifica particolare attenzione alla verifica dei siti e alla comprensione delle offerte.

In Lombardia molti conti ma un quadro digitale diverso

La Lombardia mostra perché il numero assoluto dei conti, da solo, non basta. Con 2.219.872 conti attivi è seconda in Italia dopo la Campania, ma il rapporto scende a 259,3 ogni mille adulti. Le competenze almeno di base raggiungono il 60,7%, 6,4 punti sopra la media italiana.

L’indice è quindi di 8,6 punti, al quindicesimo posto. Il modello segnala una minore vulnerabilità potenziale rispetto ai territori in testa, perché combina una diffusione dei conti per adulto più contenuta e competenze digitali relativamente più diffuse.

Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna all’altro estremo

Il Friuli-Venezia Giulia combina 209 conti ogni mille adulti e competenze digitali al 60,7%, ottenendo il punteggio più basso, 2,5. L’Emilia-Romagna ha la quota più alta di competenze fra le regioni confrontate, il 61,2%, e 246,5 conti ogni mille adulti: il suo indice è 5,9. Sono esempi di territori nei quali una presenza più contenuta dei conti si affianca a una preparazione digitale relativamente più diffusa.

I dati e il metodo del confronto

I conti provengono dalla tabella 8 della Relazione MEF sul settore dei giochi pubblici 2025, pagine PDF 37–38. Sono lo stock attivo al 31 dicembre 2025 nel mercato regolato: una persona può avere più conti e un conto attivo non equivale a un conto utilizzato per giocare nel mese. Per ogni regione li abbiamo divisi per i residenti di almeno 18 anni al 1° gennaio 2026, stima ISTAT Demo, moltiplicando il risultato per mille.

Le competenze sono quelle dell’indagine ISTAT Cittadini e ICT anno 2025. La tabella regionale è consultabile nel Tracker SDG di ASTAT, misura 4.4.1.21. L’indicatore riguarda le persone di 16–74 anni e richiede competenze almeno di base in tutti e cinque i domini: informazioni e dati, comunicazione, creazione di contenuti, sicurezza e risoluzione dei problemi. Non è un test specifico sul riconoscimento delle truffe. Nel confronto, i valori vengono distribuiti linearmente su una scala da 0 a 100 fra il minimo e il massimo regionale, invertendo la scala delle competenze; la media assegna il 50% a ciascun indicatore.

Il Trentino-Alto Adige è escluso perché le competenze sono disponibili separatamente per Trento e Bolzano, mentre i conti sono aggregati per regione. Cambiando i pesi in 40/60 e 60/40, Campania e Calabria restano prima e seconda; Puglia e Sicilia si scambiano il terzo e il quarto posto.

Resta un limite essenziale: non sappiamo se la minore preparazione digitale si concentri proprio fra chi possiede i conti. Molti rapporti potrebbero appartenere a giocatori esperti e le basse competenze riguardare persone che non giocano. Per questo parliamo di vulnerabilità potenziale del territorio e rendiamo visibili entrambi i dati accanto al punteggio.

I rischi da riconoscere prima di versare denaro

Il rischio di inganno riguarda anzitutto la fiducia accordata al sito. Già nel giugno 2024 la Polizia Postale aveva richiamato l’attenzione su false piattaforme di scommesse che promettevano vincite facili e perdite contenute. Prima di valutare la convenienza di un’offerta, occorre capire chi la propone e a quale indirizzo si stanno consegnando informazioni e denaro.

Un bonus soggetto a requisiti di puntata o a scadenze non è, per questo solo motivo, una truffa. Occorre capire se si è davanti a un’offerta autentica con condizioni da leggere o a una promessa utilizzata per indurre un versamento su una piattaforma falsa. Leggere le condizioni serve a capire che cosa viene offerto; verificare il sito serve a sapere a chi si sta versando denaro.

  • Controllare società e indirizzo del sito nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, confrontando il dominio effettivo e non soltanto il nome o il logo mostrato sulla pagina.
  • Verificare per una via indipendente l’autenticità di un messaggio prima di inserire credenziali, documenti o dati di pagamento nel sito al quale rimanda.
  • Leggere le condizioni del bonus prima di accettarlo, controllando requisiti di puntata, durata, giochi esclusi e limiti: l’importo pubblicizzato non dice da solo quanto sia prelevabile.
  • Conservare indirizzi delle pagine, comunicazioni e ricevute dei versamenti. In presenza di sospetti, consultare le indicazioni e i canali ufficiali della Polizia Postale.

Dove concentrare l’attenzione

Il confronto nazionale mostra che la presenza del gioco online e la preparazione digitale assumono combinazioni molto diverse fra i territori. Il modello individua soprattutto nel Mezzogiorno la compresenza di molti conti per adulto e competenze meno diffuse: uno squilibrio che rende prioritaria l’informazione sui rischi di truffa. I casi regionali aiutano a capire dove concentrare questi interventi, senza attribuire un livello di rischio a ogni residente.

Prima di aprire un conto, inviare un documento o versare denaro, bisogna verificare il soggetto al quale ci si sta affidando. La promessa di una vincita facile non sostituisce quella verifica, qualunque sia la regione in cui si vive.

Eli Carosi — Redattrice e fact checker, Truffa.net
Sono convinta che sia importante dare informazioni chiare, aggiornate e sempre verificate. Se i lettori conoscono i fatti, faranno le scelte migliori.